C'eravamo lasciati lo scorso lunedì con il racconto di come
si fosse conclusa la prima giornata del nostro fine settimana tra amici, arte e laghi.
Domenica mattina siamo ripartiti con i nostri " ragazzi "
più scodinzolanti che mai
alla volta della Badia di San Gemolo in Valganna.
San Gemolo era un giovane soldato decapitato nel 1047 a causa della sua fede.
Secondo la leggenda si recò nel luogo in cui sorge ora l’abbazia per esservi sepolto,
portando in mano la propria testa.
Dopo che venne consumato il martirio lo zio vescovo
fece seppellire i resti del nipote Gemolo su di un piccolo colle dove,
più tardi, lo stesso vescovo fece erigere una cappella dedicata probabilmente a San Michele
patrono dei Longobardi e custode del cimiteri.
Successivamente questa cappella venne ridedicata a San Gemolo,
che era ormai venerato come Santo dalla popolazione del luogo.
Impressionati dalla solitudine e dalla posizione strategica del posto,
tre canonici del Duomo di Milano decisero nella seconda metà del secolo
di fondarvi un monastero
Il suo priore aveva piena sovranità sulla valle
e l’abbazia si caratterizzò quale piccola signoria monastica.
Il potere feudale era ben espresso dall’architettura,
fortificata attraverso una doppia cerchia muraria e alcune torri,
andate purtroppo distrutte
Le fortune di San Gemolo cominciarono a declinare nel ‘400;
nel 1511, poi, l’edificio fu incendiato e saccheggiato da truppe svizzere;
venne in seguito ristrutturato e dotato di una facciata barocca verso il fiume,
ma la comunità monastica si estinse progressivamente
e l’abbazia fu infine venduta a privati, nel 1894
Sul piano architettonico il complesso è costruito attorno al chiostro centrale,
dall’originalissima pianta pentagonale,
nato in epoca romanica quale cuore fortificato della Badia.
I corpi esterni accoglievano le foresterie per alloggiare pellegrini e mercanti lungo le vie transalpine,
di cui l’abbazia costituiva uno dei nodi più importanti di collegamento,
quale ultima stazione di transito della zona a sud delle Alpi.
La facciata della Chiesa è molto semplice ed è stata rifatta in epoca barocca
mentre l'interno è diviso in tre navate, realizzate in tempi diversi:
la navata centrale è sormontata da una volta a botte,
mentre quelle laterali da volte a crociera.
L'interno custodisce inoltre affreschi risalenti a periodi diversi, tra il XIII e il XV secolo,
che ricordano l'antico splendore della Badia
Un luogo molto solitario e pieno di pace
ci siamo soffermati per un po' ma poi abbiamo dovuto proseguire
con il nostro itinerario che questa volta ci portava
alla villa Della Porta Bozzolo.
I Della Porta, famiglia di proprietari terrieri di provenienza notarile
presenti a Casalzuigno almeno dal XV secolo,
nella seconda metà del Seicento trasformarono la residenza in "villa-fattoria",
on l'aggiunta di un nuovo edificio organizzato attorno a una corte d'onore e
affacciato su un giardino all'epoca ancora molto modesto.
Nella prima metà del Settecento la dimora venne ulteriormente trasformata
in raffinata residenza di rappresentanza,
anche grazie ad uno scenografico parco ed alle preziose decorazioni ad affresco degli interni,
volute da Gian Angelo III.
Estintosi il casato e dopo alcuni passaggi di proprietà,
l'intero patrimonio passò nel 1877 al senatore Camillo Bozzolo,
insigne medico e attivo patriota, che progettò numerosi lavori e migliorie
per la buona conservazione della casa,
edificando anche una scuderia e il villino del custode.
Dai Bozzolo, dopo un periodo di abbandono e spoliazioni,
nel 1989 il complesso venne infine donato
(ad eccezione di pochi alloggi, rimasti in usufrutto alla famiglia)
al FAI, che ha potuto realizzare gli interventi necessari per l'agibilità e l'apertura al pubblico del bene.
Negli ultimi anni, inoltre, il FAI ha eseguito importanti interventi strutturali,
riguardanti in particolare il restauro delle facciate minori e il recupero dei rustici,
alcuni dei quali adibiti a spazi espositivi o
convertiti in locali per manifestazioni e ricevimenti.
Lo splendido parco della Villa Della Porta Bozzolo
venne progettato nei primi anni del XVIII secolo per volere
del giovane erede Gian Angelo III Della Porta,
in occasione delle nozze con la contessa milanese Isabella Giulini.
Il parco prende ispirazione dai molti modelli di architettura paesaggistica barocca
che ebbe l'occasione di conoscere Gian Angelo nei suoi frequenti soggiorni in Italia e soprattutto in Francia.
La progettazione, nata da un'idea dello stesso proprietario,
fu affidata al "pittore et ingegnere" Antonio Maria Porani,
già attivo nella Villa con altri incarichi.
Porani, a causa dello scarso spazio antistante la Villa,
sviluppò il parco in lunghezza dal basso verso l'alto, parallelamente alla facciata della dimora, contravvenendo così alle consuete norme di progettazione,
secondo cui il giardino doveva risultare in asse
con i saloni principali dell'edificio.
Vennero quindi realizzate, su diversi livelli,
quattro grandi terrazze collegate da una maestosa scalinata con balaustre,
statue e fontane in pietra di Viggiù.
In seguito venne realizzato il "teatro", l'elemento forse più innovativo,
un ampio prato in leggera pendenza chiuso da una grande peschiera
e un ripido sentiero ( affiancato da cipressi) immerso nel bosco e allungato sulla collina,
detta del Belvedere, fino ai confini della proprietà
L'attuale struttura della Villa, basata sul tipico impianto a "U" intorno a una corte d'onore,
è articolata su due piani e risale ai primi anni del Settecento,
periodo in cui furono realizzati consistenti lavori che interessarono sia
la parte cinquecentesca del complesso che l'ala ampliata alla fine del Seicento.
Agli interni, ideati da Antonio Maria Porani insieme al committente Giovan Angelo III,
lavorarono i pittori milanesi Salvione e Bosso realizzando
uno dei cicli decorativi più sofisticati e unitari del Settecento Lombardo,
di cui il salone centrale e la lunga galleria al piano nobile sono un eloquente esempio.
Negli affreschi si alternano temi di natura religiosa, soprattutto negli ambienti a carattere privato,
e scene profane ispirate ai temi più aulici dell'antichità classica nei saloni di rappresentanza.
Le raffinate decorazioni, ad affresco e a tempera, sono per lo più ispirate a soggetti floreali.
Sia gli esterni della Corte d'onore che le pareti, le porte e le volte delle sale
sono inoltre riccamente affrescate con trompe l'oeil di stampo architettonico rococò,
secondo l'estetica barocca del "meraviglioso",
la finzione che inganna la realtà.
Tra i locali più suggestivi ricordiamo al piano terra il salone da ballo, la sala da pranzo,
originariamente utilizzata come cappella, e le due cucine:
quella seicentesca (la cosiddetta "Caminata", uno degli ambienti più antichi dell'edificio)
e quella settecentesca.
Le cucine
Gli interni conservano ben poco del ricco arredo originario, trafugato nel corso degli anni.
Tra le poche eccezioni si possono annoverare i magnifici letti a baldacchino
collocati nelle camere del piano nobile, risalenti al XVIII secolo
e ricoperti da preziosi tessuti coevi, e l'arredo ligneo dello studio.
La creazione del complesso dei rustici di Villa Della Porta risale alla prima metà del '700:
si tratta di due edifici gemelli di semplice architettura
- uno dei quali andò ad inglobare l'imponente torchio, oggi tra i più grandi della Lombardia,
e alcune costruzioni rurali risalenti al XVI secolo
- attrezzati per la raccolta e la lavorazione dei prodotti della campagna
(fagioli, ceci, lenticchie, segale, avena).
La produzione vinicola era senza dubbio la principale: ecco quindi,
accanto al cinquecentesco torchio per la spremitura delle vinacce,
una profonda ghiacciaia e la cantina,
che ancora oggi ospita le antiche botti per la fermentazione.
Un piccolo frantoio garantiva inoltre la produzione di olio di noci e nocciole,
le cui piante si trovavano in cima al colle del Belvedere.
Tra gli allestimenti più recenti, legati alla bachicoltura,
fiorente in quegli anni nel territorio varesino, spiccano la settecentesca Filanda,
dove venivano lavorati i bozzoli, ed il locale cosiddetto "Baco da Seta",
dedicato espressamente alla bachicoltura.
Insomma una bellissima visita impreziosita dal fatto
che eravamo gli unici visitatori e quindi abbiamo potuto godere
a pieno e indisturbati sia del parco che della villa.
Ormai il nostro fine settimana volge al termine, ci concediamo
ancora un thè che sorseggiamo lentamente
a Luino sul lago Maggiore e poi
stanchi ma felici delle belle cose viste e della compagnia
Sono stato alla Villa Della Porta, a Casalzuigno, ma non ancora alla Badia di San Gemolo.
RispondiEliminaIl tuo reportage è semplicemente stupendo.
Grazie Costantino, mi fa molto piacere che tu lo abbia apprezzato.
EliminaPenso che la Badia di San Gemolo meriti una visita, se hai occasione visitala, sono certa che non sarai deluso.
Ciao, grazie ancora e buona settimana.
Antonella
Un week-end turistico culturale di grande rilevo.
RispondiEliminaLuoghi suggestivi e storia interessante.
Buon Lunedì!
Ciao, grazie, sì è stato un bel fine settimana e anche molto interessante.
EliminaAuguro anche a te un buon lunedì e una buona settimana.
Antonella
La villa è stupenda e il giardino barocco, con scalinata e terrazzi è davvero suggestivo. Credo che le stanze da letto siano in un libro sull'arredamento antico (originale) che dovrebbe essere ancora a casa di mio padre... controllerò...
RispondiEliminaBella gita, bravi!
Un abbraccio. :)
Ciao Linda, sì e bella ed è anche conservata molto bene, d'altra parte come tutti i beni che sono gestiti dal FAI. Controlla il libro di tuo padre poi mi dici.
EliminaCiao, buona settimana.
Antonella
bhe senza altre parole ...è fantastico questo posto ...davvero splendido .....buon inizio settimana antonella un sorriso..
RispondiEliminaCiao, sono contenta che ti sia piaciuto, sì, in realtà è molto bello.
EliminaCiao, buona settimana.
Antonella
che posto stupendo. Grazie per averlo fatto conoscere. Coccole agli amici a 4 zampe.
RispondiEliminaSì, un bel posto molto ben conservato. Grazie a te per averlo apprezzato.
EliminaCoccole anche ad HayLyn.
Buona settimana.
Antonella
Certo che quando si guardano queste opere del passato, viene spontaneo pensare che abbiamo perso il senso della bellezza, o meglio, non siamo più capaci di crearla. Gli splendidi nuovi grattacieli costruiti un po' ovunque pur essendo ammirevoli per molti aspetti, non sono in grado di gareggiare con le costruzioni e gli impianti del passato.
RispondiEliminaCiao Ambra, io sono perfettamente d'accordo con te...niente di quello che costruiamo oggi riesce a gareggiare con queste bellissime costruzioni del nostro passato.
EliminaCiao, buona settimana.
Antonella
Oddio, Anto, voglio andarci anch'io! Hai visto cose stupende! Sai, sono felice che tu abbia trascorso dei così bei momenti. Baci.
RispondiEliminaCiao Sonia, è stato un bel fine settimana non solo per i luoghi visitati ma anche per la compagnia dei nostri amici. Grazie, sei felice per me e queste sono cose che non succedono sempre.
EliminaCiao, un abbraccio.
Antonella
Che viaggio emozionante ci hai fatto fare. Un tuffo nel passato e nella storia anche attraverso le tue fotografie.
RispondiEliminaBuona serata!
Idgie e Ruth
Ciao ragazze, sono contenta di avervi fatto viaggiare un po' con me e sono contenta che vi sia piaciuto.
EliminaBuona serata, un abbraccio.
Antonella
Ciao Antonella,
RispondiEliminail giardino della villa mi ricorda tanto quello della Reggia di Caserta che punta verso l'alto con i prati centrali e gli alberi laterali. Molto bella però.
Un abbraccio e grazie per la bella passeggiata ;)
Ma che splendido reportage Antonella, e che belle foto... tutto bellissimo, la quarta foto mi piace particolarmente...
RispondiEliminaCerto però che l'arte e le costruzioni di una volta non hanno paragoni...
Ti auguro una dolce serata con un grande abbraccio
Sì, lo ricorda, ovviamente è molto, molto più piccolo.
RispondiEliminaGrazie a te per aver virtualmente passeggiato con me.
Un bacio.
Antonella
Ciao Betty, anche a me piace molto la quarta foto.
EliminaHai ragione non esiste paragone tra l'arte di una volta e quella di oggi.
Auguro anche a voi una dolce serata
Antonella.
Bellissima gita, la villa è austera esternamente, ma preziosa nell'interno, anche in alcuni locali di servizio!!!
RispondiEliminaBello! Ti piacerebbe di sicuro Miramare, peccato lo abbiano chiuso!!! Spero che lo riaprano presto!!
Ciao Renata, ho visitato il castello di Miramare diversi anni fa e ne ho è un ricordo bello e triste. Bello perchè il castello è veramente scenografico, triste perchè è stata l'ultima vacanza che abbiamo fatto tutti insieme, i miei genitori, i miei fratelli ed io.
RispondiEliminaSì, è stata una bella gita...ne ho in men te altre, se solo smettesse di piovere!
Ciao, buona giornata.
Antonella
Il tuo post è ricco di informazioni e di belle immagini, una bella gita davvero.
RispondiEliminaNon ho mai visitato questi luoghi..ma conto di andarci presto.
Buona serata, Stefania
Ciao Stefania, penso valga la pena andarci...io ho diviso la gita in due giorni e in due post ma se non vivi tanto lontano puoi benissimo vedere tutto e con calma in un giorno solo.
RispondiEliminaCiao, a presto.
Antonella
ciao Antonella, sempre belle le tue foto... e dettagliatissime le tue descrizioni dei posti che visiti... :) un abbraccione..
RispondiEliminaP.S. x il nuovo blog se uno vuole lo si può seguire cliccando su "iscriviti" che sta sul lato destro e si riceve una mail a ogni post
Ciao Domenico, grazie, sono contenta che le fotografie ti piacciano e spero di riuscire a comunicare anche a chi è geograficamente lontano un po' dell'atmosfera dei luoghi.
RispondiEliminaVengo subito a fare la nuova iscrizione.
Ciao, buon fine settimana e un abbraccio.
Antonella
bellissime queste foto!! che bel luogo !
RispondiEliminaGrazie, mi fa piacere che ti sia piaciuto.
RispondiEliminaAntopnella