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mercoledì 13 dicembre 2017

Calendario dell'Avvento di Sciarada, 13 dicembre





NATALE, UN GIORNO

di Hirokazu Ogura


Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.

Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.

Perché
il colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi. 

Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.

Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.

A Natale - un giorno - gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.

Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno.


Domani la finestrella del Calendario dell'Avvento verrà aperta da  Mirtillo

mercoledì 6 dicembre 2017

Un film sotto l'albero:Gli eroi del Natale, presepe in grazia di Dio






Vincerà il rifiuto anche dei più recalcitranti a lasciarsi sedurre dalle mielose offerte natalizie. E' uscito il 30 novembre nelle sale italiane Gli eroi del Natale, ed è come respirare una strana aria nuova: ammarbati e storditi dalle conseguenze mondiali del caso Weinstein, ci sembra quasi impossibile che a Hollywood abbiano prodotto una piccola preziosa confezione di così grande poesia.








Il regista è il giovane Timothy Reckart, i disegnatori, che hanno il tratto morbido e simpatico, tendente al curvilineo, sono gli stessi di Hotel Transilvania, piccolo grande capolavoro dell'animazione.








E se in quel caso era la vampiretta innamorata di un umano ad avere irresistibili occhi azzurri, qui è la dolce Maria di Nazareth ad esibire lo stesso sguardo, evidenziato da lunghi boccoli..








Ma la storia della nascita del figlio di Dio è riscritta in un ottica assolutamente inedita, cioè il punto di vista degli animali, ad uso, consumo e godimento di spettatori grandi e piccini.
Animali che non solo diventano parlanti in perfetto stile Esopo, ma interagiscono con gli umani e sono decisivi affinchè non venga impedita la nascita di Gesù.








La storia inizia lungo gli interminabili deserti assassini dell'antica Persia, ci sono i tre Re Magi, che seguono la luce della stella per arrivare alla famosa stalla ( sapevano già tutto da millenni ) .










Ma a intradurci nell'argomento sono i tre cammelli che li trasportano: anzi, variante in nome delle pari opportunità, una è una cammella ( o cammellessa? Bisognerebbe chiedere alla Boldrini), si chiama Debora ed è l'unica a fare l'ipotesi giusta, la regale compagnia sta andando  in visita omaggio per una nascita eccezionale e non ad una festa di compleanno come ipotizzano i colleghi gobbuti.








E mentre il trio passa da Erode ( la corte del perfido sovrano sterminatore di bambini è raccontata attraverso le zanne di due ferocissimi cani da combattimento ).








Intanto in una linda casetta di Nazareth, troviamo la coppia di neosposi Maria e Giuseppe, lui sotto choc per aver appena saputo di essere il padre adottivo del figlio di Dio. Roba non da poco!









Intanto da una stalla vicina è fugito dalle persecuzioni di un cattivissimo padrone ( somigliante a Mangiafuoco ) l'asinello Bo, in compagnia della petulante colomba Dave, e finisce proprio nel giardino di Maria e Giuseppe.








Grande fortuna perchè sarà lui a fiutare le intenzioni di Erode deciso ad impedire la nascita del bambino ( La profezia diceva che il pargolo divino avrebbe messo fine al suo regno) e ad aiutare la giovane coppia a salvarsi sulla via di Betlemme, dove deve recarsi per ottemperare al censimento richiesto dall'imperatore Augusto.








Occasione per smentire ogni stupido luogo comune sugli animali: l'asino Bo è più intelligente degli umani, la colomba non è solo un ottuso volatile pacifista, ma una tipa determinata, e la pecora Ruth, che aiuta Bo nella difficile fuga, è la più coraggiosa di tutti.
Alla faccia del famigerato " Sei una pecora ! "





( Immagini dal web )

sabato 24 dicembre 2016

Gli Auguri di Fatterellando!







Una delle cose più belle del Natale? Il fatto che fa tornare bambini anche i più burberi, che fa rallentare i ritmi, che addolcisce i più duri, che incanta con giochi di luce e addobbi che ci ricordano, in ogni angolo, che è un giorno speciale, da dedicare agli affetti. C’è chi si immalinconisce, è vero, chi ricorda gli anni in cui c’erano persone care, che magari non ci sono più, e c’è chi non lo vive in modo sereno.

Le leggende natalizie sono un modo per distrarsi, un modo per viaggiare, restando seduti, immersi nella lettura di storie dolci, simpatiche e originali.
  Audrey ed io con il nostro Aspettando Natale ( quest'anno presentato in forma ridotta ) vi auguriamo un Natale pieno di gioia, di serenità e( speriamolo davvero ) di pace e vi doniamo una di queste piccole, dolci leggende.









La leggenda delle palline di Natale

Secondo leggende antiche, che riprendono molto i credo cattolici, le palline di Natale sono il simbolo delle risa cristalline di Gesù Bambino. A Betlemme, infatti, un giocoliere si recò a fare visita al piccolo, ma non avendo nulla per omaggiarlo, decise di cimentarsi con l’arte che conosceva molto bene, quella dei giochi. Cominciò a far ruotare le palline in aria, scatenando nel Bambin Gesù tante risate alla vista delle palline rotanti. Le palline di vetro, ogni Natale, decorano i nostri abeti per ricordare quel riso purissimo e di bimbo.




Tanti auguri a tutti voi!







Vi invito a passare dal blog di Audrey per leggere la sua leggenda relativa al Natale

sabato 3 dicembre 2016

Fatterellando Natale: Happy moment







Quest'anno Fatterellando Natale si è preso una pausa pertanto verranno pubblicati  due soli post: questo chiamato "Happy  moment" dove, attraverso un breve racconto, vi ricordiamo alcuni dei vecchi argomenti trattati negli scorsi anni. Ed il consueto post di auguri del 23 dicembre. Vi ricordiamo, se siete interessati, che nella barra in alto è presente l'indice di Fatterellando cliccando sul link ritroverete i  calendari annuali con tutti i link collegati ai vari argomenti trattati.










1 Dicembre 2016

Il freddo è giunto lentamente quest'anno, talmente piano che l'autunno si è mescolato con l'inverno modificando dolcemente il paesaggio. La famiglia Deblasio vive al nord e, anche se è originaria del sud, ormai si sente più milanese che pugliese. Lucia ha perso le vecchie abitudini, ora è troppo impegnata per decorare ogni singolo angolo della casa con pizzi, merletti, tovaglie ricamate al punto croce e centrini elaborati fatti dalla nonna. Però, la sua amica Carlotta le ha detto di fare l'albero almeno 2 settimane prima dell'arrivo di dicembre perchè quest'anno va di moda anticipare i tempi. Claudio, suo marito, naturalmente si era opposto e le ha detto che l'albero si era sempre fatto il giorno 8 e sfatto il 7 dopo la befana.










-mammaaaaaa.... posso giocare con questa pallina- Le urla Giorgio afferrando una sfera di vetro artigianale acquistata a Roma da "Sempre Natale" (clicca  per recarti nel Calendario natalizio del 2014 e rivivere tutte le storie inerenti l'arte degli addobbi)










-Giorgio lascia subito quella pallina è in cristallo, lavorata a mano ... in breve una vera opera d'arte- Lucia afferra con prepotenza la sfera, la ripone su un ramo e orgogliosa ammira il suo capolavoro colmo di pezzi unici e stupendi, alcuni ereditati dalla mamma, altri acquistati selezionando i pezzi migliori e altri ancora ricevuti in dono da parenti e amici .










-amore, lascia stare la mamma e il suo albero...dai, vieni da papà e prendi questo bellissimo pastore....vedi, lui è Benino e va collocato qua, nella parte più alta del presepe, perchè il presepe è il suo sogno- afferma Claudio prendendo in braccio il figlio  per permettergli di raggiungere la montagna in carta pesta collocata in alto a destra (clicca qui per scoprire tutti gli altri  Simboli del Presepe  )











-papino, perchè il nostro Babbo Natale è vestito di verde?- Chiede Sofia entrando in salotto con un enorme scatola di cioccolatini in mano.










-questa è una lunga storia.... venite qui!!! sedetevi sulle ginocchia di papà perchè adesso vi racconterò un avvenimento singolare, la vita di un certo San Nicola poi divenuto Babbo Natale e della Coca Cola artefice del cambiamento del colore dei suoi vestiti ( clicca per scoprire  la  Storia di Babbo Natale  ) -Claudio sorride felice, guarda sua moglie e abbracciando i suoi bambini inizia a parlare e gesticolare mostrando alla sua famiglia quanto sia magico vivere l'arrivo del Natale tutti assieme.










15 Dicembre  2016

Oggi Lucia è tornata prima dal lavoro e per ammortizzare i tempi, dopo aver dato una bella sistemata alla casa, si è seduta in cucina, ha preso la sua agenda, scritto la lista degli invitati e iniziato a pensare al  menù da proporre quando il telefono ha iniziato a squillare.










-Rebecca, ciaoooo!!!- Lucia inserisce l'auricolare nell'orecchio, prende la matita e inizia a dare dei colpetti sull'agenda in modo agitato.


-Ciaoooo carissima!! Come stai? Ti chiamo per confermare la nostra presenza e chiederti quale sarà il menù perchè la Patty mi è diventata vegana, Luca ha sempre quel problemino con i formaggi e non vorrei non ci fosse nulla per loro- Le dice Rebecca con il suo solito fare altezzoso.

-Si, certo che lo so del problemino di Luca...voglio dire è il fratello di Claudio so quello che mangia. Per quanto riguarda Rebecca non ti preoccupare risolveremo anche per lei. Ora veniamo al menù sono indecisa tra una serie di portate ispirate alla tradizione però, per non far torto a nessuno, vorrei mescolare le ricette tipiche del nord con quelle del sud, cosa ne dici?- Risponde Lucia ancor più nervosa di prima (clicca per visionare il  Menù legato alla tradizione )










-non male come idea basta che prepari le carteddate al vincotto che Luca, le adora...-

-e il brasato di bue al barolo con purè di patate per te, perchè senza non è Natale- la interrompe Lucia.











-si, ma l'altra opzione qual è? -Le chiede Rebecca










-beh!! l'altra opzione diciamo che non contempla le tradizioni che noi italiani tanto amiamo in questo periodo dell'anno...come dire è qualcosa di differente, per la precisione un menù moderno ove il filo conduttore è rappresentato dalla frutta- Lucia si zittisce perchè nonostante voglia sperimentare pensa che in certe occasioni serva proprio mangiare il brasato e le carteddate perchè altrimenti, che Natale è! (clicca  per leggere il  Menù il cui filo conduttore è la frutta  )












-dai facciamo cosi: tradizione pura a Natale che accontenti un po' tutti e sperimentazione a capodanno, ci stai?- Le chiede Rebecca euforica e fiera del compromesso.

-Certo che si!!!- le risponde Lucia felice di aver risolto quello che per tutte le donne rappresenta il problema più grande: cucinare e rendere tutti felici offrendo quello che si aspettano da tempo.










24 Dicembre  2016 ore 15:30


Sofia è nella sua stanza euforica, felice e colma di idee cerca di scrive in modo elegante i suoi auguri su dei bigliettini fatti a mano.

"Se qualcuno vestito di rosso ti rapisce e ti chiude dentro un sacco non ti preoccupare…probabilmente qualcuno ha chiesto un tesoro a Babbo Natale."

-amore, cosa fai?- Le chiede la mamma entrando in camera









-preparo dei bigliettini...sai ho anche letto il tuo libro sul bon ton, voglio essere una brava padrona di casa- Le risponde orgogliosa (clicca   per recarti nel post dedicato ai Regali e auguri in stile bon - ton     per leggere come  Ricevere gli ospiti e apparecchiare la tavola con stile  )







-brava!!! e per chi sono questi regali?- Le domanda Lucia speranzosa di scoprire il suo in anticipo.









-ho comprato un cd di canti natalizi per Patty, Il pianeta degli alberi di Natale per Giorgio, un maglione per papà...-Sofia, ha 10 anni ed è una bambina sveglia, inoltre conosce la sua mamma da sempre quindi ha capito che da furbetta qual è vuole scoprire il suo dono. (clicca  per leggere il  post dedicato alla  Musica di Natale  e  per quello dedicato alla  Letteratura Natalizia )











-dai, ho capito ormai sei grande e i regali in anticipo non li sveli più, per fortuna hai preso da tuo padre ahuahauhau- Lucia sorride e si dirige verso la porta.









-mamma, andiamo in salotto? ci sediamo con Giorgio e papà e guardiamo assieme qualche film a tema? Jack Frost o Mamma ho perso l’aereo...oppure Polard Express....tutto tranne Una poltrona per due che ne ho basta!!! ahuahuahua- Le due ridacchiano e felici si dirigono in salotto (clicca  per rileggere la Cinematografia natalizia )










25 Dicembre  2016 ore 00:00

-ummmm...questo panettone è da urlo, dove l'hai preso?- Chiede Rebecca in estasi culinaria (clicca  per visionare tutte le  Tradizioni natalizie )

-al mercatino natalizio di Livorno vi erano alcuni stands gastronomici e in uno ho trovato questa delizia artigianale-Spiega Lucia fiera del suo acquisto.








La famiglia è riunita intorno all'albero, i bambini scartano i regali ad esclusione di Giorgio ancora intento a posizionare Gesù tra San Giuseppe e la Μadonna. Gli adulti chiacchierano sorseggiando del prosecco. Rebecca, da gran golosona, si volta per non far vedere a Luca che sta pucciando il pandoro dello spumante, cosi le pare ancora più gustoso. Intanto Lucia si gode la scena dalla porta della cucina, da quella prospettiva la sua casa è uguale a quella dei film americani piena di gente felice e sorridente. Poi, come da copione, arriva Claudio che alza il braccio destro sopra la testa della moglie per sorprenderla  e...









-Cosa fai?...vischio?- Lucia nota che tra le mani del marito un bel ramoscello di vischio e sorridente le pone una mano sulla guancia.









-si, avevo capito che non riuscivi a trovarne uno come volevi tu! cosi, dopo qualche ricerca... ecco il tuo ramoscello simbolico...sei felice?- Claudio si avvicina e la bacia perchè lo sanno tutti: il vischio è di buon augurio. (clicca  per apprendere quai sono tutti gli altri  Simboli del Natale )








( I wall sono stati creati da Audrey
Fotografie dai Fatterellando Natale degli scorsi anni )

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giovedì 24 dicembre 2015

Aspettando Natale: Auguri!






Ed è di nuovo Natale...
Il mio augurio è che questo Natale sia sereno per tutti, ci lasciamo alle spalle un anno 
difficile ed il futuro è pieno di incognite... a questo Natale chiediamo
il dono della comprensione, della pace, della sicurezza di un lavoro dignitoso per tutti,
di un sorriso per chi è solo.
Come gli scorsi anni desidero inviare i miei auguri e il mio abbraccio ai nostri marò
e in particolare a  Salvatore Girone dimenticato in India con la speranza di riaverlo presto tra noi.
Un abbraccio a tutti e Buon Natale!





martedì 22 dicembre 2015

Natività, Caravaggio








NATALE

di Lucia Porfiri


Si avvicina il Natale,
nell'aria si respira un profumo di gioia e di amore.
Se ti guardi intorno non vedrai che serenità!

Ma...cosa succede?
Là in quel piccolo paese non c'è gioia!
C'è solo dolore, gente che soffre, gente che muore...

E là? Guarda là! C'è solo indifferenza,
in quel paese alle persone non importa nulla del Natale!
Troppa gente soffre, troppa gente non sa!

E' Natale, cerca anche tu di portare pace e amore...
...dove ci sono guerra e odio.

martedì 15 dicembre 2015

Fine settimana a Milano: Rubens, L'adorazione dei pastori





Anche quest'anno, come ormai succede da tantissimi anni, abbiamo trascorso il fine settimana
dell'8 dicembre a Milano con una parte per me tanto importante della mia famiglia.
Fine settimana lungo che ci ha permesso di stare insieme tanto tempo e ci ha dato modo di vedere e fare tante cose. La prima giornata l'abbiamo dedicata alla città ed in particolare all'arte. Sono tanti gli eventi artistici
milanesi in questo dicembre 2015, quello che vi voglio raccontare oggi è il grande regalo che ogni
anno il Sindaco e la città offrono ai milanesi in occasione delle festività natalizie: la possibilità di ammirare, a Palazzo Marino, una splendida opera d'arte. Quest'anno L'Adorazione dei Pastori di Rubens,
quasi a voler anticipare la grande mostra dedicata a questo artista che si terrà, sempre a Milano, a Settembre 2016.








L’Adorazione dei pastori di Rubens racchiude in sé tutte quelle prerogative che rendono eccezionale un’opera d’arte. In primo luogo la qualità altissima che esprime tutta la forza della pittura di Rubens in questa fase di prima maturità, ma anche la sua storia documentata che ci permette di seguire tutto l’iter dell’esecuzione, avvenuta in un tempo molto breve e quindi di getto, senza ripensamenti, correzioni, difficoltà. Una situazione davvero unica.
Il dipinto viene commissionato per la chiesa di S. Filippo Neri a Fermo nel 1608, ultimo anno di permanenza in Italia di Rubens. Rubens era in quei mesi a Roma, impegnato nella difficoltosa esecuzione della grandiosa pala dell’altare centrale della Chiesa Nuova, considerata una delle committenze più prestigiose.








Padre Flaminio Ricci stima e apprezza molto il giovane artista fiammingo e propone di affidare a lui l’esecuzione della Adorazione dei pastori, destinata alla chiesa dell’ordine dedicata a San Filippo Neri solo l’anno precedente. Il 9 marzo Rubens riceve l’acconto di 25 scudi e si impegna a realizzare una Natività di cui enumera i precisi dettagli, come del resto era allora consuetudine.








Il lavoro va avanti velocemente e il 7 giugno Ricci scrive ai padri di Fermo che il dipinto è ormai finito, in anticipo sui tempi previsti, a riprova di un’esecuzione di getto, particolarmente felice, nella quale Rubens manifesta tutta la sua esperienza maturata in Italia.
La memoria dell’opera nei secoli è stata tramandata soltanto da alcune antiche fonti locali, anche per la sua collocazione appartata ed è stata quindi ignorata dagli studi specifici sul pittore. Solo nel 1927 Roberto Longhi nel corso di una sua visita a Fermo riconobbe la mano indubitabile di Rubens e comunicò la sua scoperta descrivendo la sorpresa e l’entusiasmo di un tale imprevisto incontro.








La grande tela celebra uno dei momenti più intimi e suggestivi della Natività, secondo la narrazione del Vangelo (Luca 2, 8-16) con una composizione dipinta a luce notturna, densa di bagliori in cui si stagliano le monumentali figure della Vergine, chinata leggermente verso il Bambino su cui volge lo sguardo amorevole. Le sue mani si incrociano con grazia, con stupenda invenzione, a scoprire il piccolo corpo di Gesù, che rivela così ancora di più la luce abbagliante e chiarissima che investe tutta la composizione.













Una bellezza quella della Vergine, carnosa e marmorea eppure non fredda ma densa di pathos. L’influsso della scultura classica e in particolare del volto di Niobe, rinvenuta in una celebre scoperta archeologica a Roma nel 1583, appare evidente, ma, come sappiamo, per Rubens è un’ispirazione da cui partire per superarla poi in un’evocazione sempre vitale, declinata al presente.








San Giuseppe , dipinto di getto e con una materia più veloce e diluita, giunge le mani in preghiera e guarda verso l’alto, alla turba degli angeli che incombe quasi sulla scena. I pastori, dalle membra poderose attorniano il Bambino adorandolo, in atteggiamenti diversi che creano un senso ancora più vibrante nella composizione. Il pastore in piedi sulla sinistra, abbigliato con poveri panni scuri, risalta nella scena per il volto raggiunto dalla luce accecante che si irradia dal Bambino e da cui egli cerca di ripararsi con la grande mano sinistra, la destra intenta a reggere il bastone del gregge.








Al centro una vecchia rugosa con la testa coperta da un panno bianco, anch’essa raggiunta dalla luce chiara che attonita esprime la sua meraviglia con le mani aperte, dipinte con meravigliosa destrezza naturalistica.
In questo personaggio si è inteso recentemente identificare la figura di Salomè, anziana levatrice che assiste la
Madonna, dapprima incredula della sua verginità, poi testimone della miracolosa nascita.









Ma il vero protagonista è il pastore giovane in primissimo piano, inginocchiato, dalla abbagliante veste rossa, che indica con la sinistra la figura del Bambino, a sottolineare il fulcro della tela, di cui egli occupa tutta la parte sinistra. Anche per lui, figura centrale dell’opera, Rubens si è ispirato alla statuaria antica come rivela la maestosità delle membra e la bellezza del volto classico. In particolare possiamo proporre un inedito confronto con il rilievo romano degli Uffizi raffigurante Pastore seduto, proveniente dalle raccolte di Villa Medici, caratterizzato dalla bella testa poderosa e da una analoga posa con il ginocchio in primo piano e il lungo bastone nella mano.













Il rapporto con l’antico è per Rubens essenziale ma allo stesso tempo è disinvolto e personale, utilizzando i riferimenti in maniera sempre creativa, vitale e personalissima come precisa nella biografia dell’artista Bellori: “ Benché egli stimasse sommamente Raffaello e l’antico, li alterava tanto con la sua maniera che non lasciava in esse forma o vestigio per riconoscerle”.









Da Correggio Rubens media l'impianto generale con la Vergine e il Bambino, intensamente vicini
sulla destra, i pastori sul lato opposto. Anche la gloria dei grandi angeli in alto appare simile, ma se
in Correggio sono presenze leggiadre in volo verso l'alto del cielo, in Rubens appaiono come una minacciosa piccola schiera in picchiata verso il basso, con evidente omaggio alle invenzioni di Tintoretto, più volte citato dall'artista.














Ma è evidente che Rubens guarda con interesse al grande protagonista del momento, appena
più anziano, Caravaggio. Lo testimonia il forte contrasto chiaroscurale, la densità delle ombre che
lasciano improvvisamente scorgere nella tela di Fermo brani brani di colore, in una concitazione movimentata che si rivela molto suggestiva oer l'artista. Come poteva, del resto, essere diversamente per un giovane artista appena giunto da Anversa con il mito dell'Italia? A roma, dove Rubens soggiorna una prima volta nel 1601, Caravaggio costituiva una novità assoluta nel panorama figurativo e la sua invenzione ardita e stravagante lascia nell'artista una traccia profonda.








L’Adorazione dei pastori di Fermo conclude l’esperienza italiana di Rubens racchiudendone tutta l’energia creativa maturata in questi brevi ma intensi anni. Un capolavoro assoluto dunque, non soltanto un’opera eccezionale, ma anche il saluto o meglio l’addio all’Italia di Rubens che il 28 ottobre riparte per Anversa per non fare più ritorno nel nostro paese.








A Milano  l'Adorazione dei pastori di Rubens
  Palazzo Marino fino al 10 gennaio
Entrata libera
( Vi ricordo che a causa del periodo di massima allerta in cui le città europee stanno vivendo
dovete mettere in conto una piccola attesa in quanto all'entrata tutte le persone, borse, zaini, ecc.
vengono perquisiti. )





( Fonte Saggio in catalogo di Anna Lo Bianco )
( Fotografie dal web )

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Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")