martedì 6 dicembre 2016

Una lettera a Babbo Natale di Mark Twain







  Questa è la lettera racconto ( pubblicata su Libero del 24 dicembre 2015 ) con cui il grande umorista Mark Twain rispondeva, fingendosi Babbo Natale, all'eccessiva richiesta di regali di Natale da parte della figlia Susy










Cara Susy Clemens,
 ho ricevuto tutte le lettere che tu e la tua sorellina mi avete scritto tramite la mamma e le tate. E ho letto anche quelle scritte da voi bambine di vostro pugno, perchè anche se non avete usato i segni dell'alfabeto dei grandi, la vostra scrittura è quella impiegata da tutti i bambini del mondo e sulle brillanti stelle. E poichè i miei concittadini, qui sulla luna, sono tutti bambini e scrivono così, capirai che non ho avuto nessuna difficoltà a interpretare i vostri arzigogoli e fantasiosi simboli. Invece ho avuto qualche problemino con le lettere che avete dettato alla mamma e alle tate, visto che sono straniero e non capisco proprio bene l'inglese.









Vedrai che non ho commesso errori con i regali che tu e la piccina avete chiesto nelle letterine scritte da voi. A mezzanotte, mentre dormivate, sono sceso dal camino, e ve li ho consegnati di persona. Ho dato un bacio a ciascuna perchè siete bambine buone, educate e composte due tra le più obbedienti piccolette che abbia mai visto..









Ma nelle lettere che avete dettato ho trovato delle parole che non sono sicuro di avere capito e un paio di ordini che non sono riuscito a soddisfare perchè avevamo finito le scorte. La nostra ultima cucina delle bambole l'abbiamo appena regalata ad una bambina molto povera lassù, sulla Stella Polare., nel regno gelato sopra il Grande Carro. La mamma può indicarti quella stella e tu potrai dire " Fiocco di Neve" ( così si chiama la bambina " sono felice che la cucina l'abbia ricevuta tu perchè ne avevi più bisogno di me ". Ecco, così devi scrivere di tuo pugno e Fiocco di neve ti spedirà una lettera di risposta. Se ti limiti a dirlo a voce non riuscirà a sentirti. La tua letterina dovrà essere leggera e sottile, perchè la distanza è grande e la posta pesa parecchio. Nella lettera scritta dalla mamma ho trovato una o due parole incerte. Ho pensato che volessi intendere " un baule pieno di vestitini per le bambole " E' giusto?









Sta mattina verrò a bussare alla porta della cucina alle 9 per verificare, ma non devo vedere  e parlare con nessun altro oltre a te. Quando il campanello suonerà, George dovrà essere bendato e mandato ad aprire la porta, poi dovrà ritornare in sala da pranzo o nel ripostiglio dove custodisce le porcellane, portandosi appresso la cuoca.









Devi dire a George di camminare in punta di piedi r di non fiatare, altrimenti un giorno morirà.Poi, tu dovrai andare nella tua stanza e metterti in piedi su una sedia o sul letto della tata, appoggerai l'orecchio al tubo di comunicazione che arriva in cucina e quando io ci fischierò dentro, tu parlerai nel tubo e dirai: " Benvenuto Babbo Natale!" Ti chiederò se era proprio un baule quello che hai ordinato. Se dirai di sì, ti chiederò di che colore lo vuoi e la mamma ti aiuterà a sceglierne uno carino, e poi mi descriverai in dettaglio tutti gli oggetti che dovrebbero esserci nel baule.









Dopodichè io ti dirò: " Ciao e buon Natale mia piccola Susy Clemans" e tu risponderai : " Ciao buon vecchio Babbo Natale. Ti ringrazio moltissimo. Per favore riferisci alla piccola Fiocco di Neve che stanotte guarderò la sua stella e lei dovrà guardare quaggiù, mi troverà alla grande finestra a ovest. In ogni notte serena guarderò alla sua stella e mi dirò: "Ho un'amica lassù e le voglio bene ". Poi dovrai scendere nella biblioteca  e far chiudere a George tutte le porte che danno sull'ingresso principale e tutti dovranno rimanere in silenzio per un po'.









Io andrò sulla luna a prendere quelle cose e dopo pochi minuti scenderò di nuovo dal camino dell'ingresso, questo se vuoi proprio un baule, perchè sai che non posso calare un affare grosso come un baule giù dal camino della camera dei bambini.









Se vuole, la gente potrà parlare, ma solo fino a che non sentirà i miei passi nell'ingresso. A quel punto tu dirai loro di stare zitti, fintanto che non sarò risalito dal camino. Forse però non sentirai i miei passi, perciò ogni tanto potrai andare a sbirciare dalle porte della sala da pranzo e alla fine vedrai quello che desideri, sotto il pianoforte in salotto dove io l'avrò messo. Se lascerò un po' di neve all'ingresso. devi dire a George di spazzarla nel caminetto, perchè io non ho tempo per queste cose.








(...) Devi sorvegliare George cos' che non corra pericoli. Se i miei stivali lasciassero una macchia sul marmo del pavimento, George non la dovrà cancellare. Lasciatela lì come ricordo della mia visita, e ogni volta che la guarderai o la mostrerai a qualcuno, ti ricorderà di fare la brava bambina.









Quando farai la cattivella e qualcuno indicherà la macchia lasciata dallo stivale del buon vecchio Babbo Natale, tu cosa durai, piccolo tesoro?









Arrivederci, ma solo per qualche minuto, fino a che scenderò sulla terra e suonerò il campanello della cucina. Il tuo caro Babbo Natale che qualcuno a volte chiama anche " l'Uomo della Luna "





sabato 3 dicembre 2016

Fatterellando Natale: Happy moment







Quest'anno Fatterellando Natale si è preso una pausa pertanto verranno pubblicati  due soli post: questo chiamato "Happy  moment" dove, attraverso un breve racconto, vi ricordiamo alcuni dei vecchi argomenti trattati negli scorsi anni. Ed il consueto post di auguri del 23 dicembre. Vi ricordiamo, se siete interessati, che nella barra in alto è presente l'indice di Fatterellando cliccando sul link ritroverete i  calendari annuali con tutti i link collegati ai vari argomenti trattati.










1 Dicembre 2016

Il freddo è giunto lentamente quest'anno, talmente piano che l'autunno si è mescolato con l'inverno modificando dolcemente il paesaggio. La famiglia Deblasio vive al nord e, anche se è originaria del sud, ormai si sente più milanese che pugliese. Lucia ha perso le vecchie abitudini, ora è troppo impegnata per decorare ogni singolo angolo della casa con pizzi, merletti, tovaglie ricamate al punto croce e centrini elaborati fatti dalla nonna. Però, la sua amica Carlotta le ha detto di fare l'albero almeno 2 settimane prima dell'arrivo di dicembre perchè quest'anno va di moda anticipare i tempi. Claudio, suo marito, naturalmente si era opposto e le ha detto che l'albero si era sempre fatto il giorno 8 e sfatto il 7 dopo la befana.










-mammaaaaaa.... posso giocare con questa pallina- Le urla Giorgio afferrando una sfera di vetro artigianale acquistata a Roma da "Sempre Natale" (clicca  per recarti nel Calendario natalizio del 2014 e rivivere tutte le storie inerenti l'arte degli addobbi)










-Giorgio lascia subito quella pallina è in cristallo, lavorata a mano ... in breve una vera opera d'arte- Lucia afferra con prepotenza la sfera, la ripone su un ramo e orgogliosa ammira il suo capolavoro colmo di pezzi unici e stupendi, alcuni ereditati dalla mamma, altri acquistati selezionando i pezzi migliori e altri ancora ricevuti in dono da parenti e amici .










-amore, lascia stare la mamma e il suo albero...dai, vieni da papà e prendi questo bellissimo pastore....vedi, lui è Benino e va collocato qua, nella parte più alta del presepe, perchè il presepe è il suo sogno- afferma Claudio prendendo in braccio il figlio  per permettergli di raggiungere la montagna in carta pesta collocata in alto a destra (clicca qui per scoprire tutti gli altri  Simboli del Presepe  )











-papino, perchè il nostro Babbo Natale è vestito di verde?- Chiede Sofia entrando in salotto con un enorme scatola di cioccolatini in mano.










-questa è una lunga storia.... venite qui!!! sedetevi sulle ginocchia di papà perchè adesso vi racconterò un avvenimento singolare, la vita di un certo San Nicola poi divenuto Babbo Natale e della Coca Cola artefice del cambiamento del colore dei suoi vestiti ( clicca per scoprire  la  Storia di Babbo Natale  ) -Claudio sorride felice, guarda sua moglie e abbracciando i suoi bambini inizia a parlare e gesticolare mostrando alla sua famiglia quanto sia magico vivere l'arrivo del Natale tutti assieme.










15 Dicembre  2016

Oggi Lucia è tornata prima dal lavoro e per ammortizzare i tempi, dopo aver dato una bella sistemata alla casa, si è seduta in cucina, ha preso la sua agenda, scritto la lista degli invitati e iniziato a pensare al  menù da proporre quando il telefono ha iniziato a squillare.










-Rebecca, ciaoooo!!!- Lucia inserisce l'auricolare nell'orecchio, prende la matita e inizia a dare dei colpetti sull'agenda in modo agitato.


-Ciaoooo carissima!! Come stai? Ti chiamo per confermare la nostra presenza e chiederti quale sarà il menù perchè la Patty mi è diventata vegana, Luca ha sempre quel problemino con i formaggi e non vorrei non ci fosse nulla per loro- Le dice Rebecca con il suo solito fare altezzoso.

-Si, certo che lo so del problemino di Luca...voglio dire è il fratello di Claudio so quello che mangia. Per quanto riguarda Rebecca non ti preoccupare risolveremo anche per lei. Ora veniamo al menù sono indecisa tra una serie di portate ispirate alla tradizione però, per non far torto a nessuno, vorrei mescolare le ricette tipiche del nord con quelle del sud, cosa ne dici?- Risponde Lucia ancor più nervosa di prima (clicca per visionare il  Menù legato alla tradizione )










-non male come idea basta che prepari le carteddate al vincotto che Luca, le adora...-

-e il brasato di bue al barolo con purè di patate per te, perchè senza non è Natale- la interrompe Lucia.











-si, ma l'altra opzione qual è? -Le chiede Rebecca










-beh!! l'altra opzione diciamo che non contempla le tradizioni che noi italiani tanto amiamo in questo periodo dell'anno...come dire è qualcosa di differente, per la precisione un menù moderno ove il filo conduttore è rappresentato dalla frutta- Lucia si zittisce perchè nonostante voglia sperimentare pensa che in certe occasioni serva proprio mangiare il brasato e le carteddate perchè altrimenti, che Natale è! (clicca  per leggere il  Menù il cui filo conduttore è la frutta  )












-dai facciamo cosi: tradizione pura a Natale che accontenti un po' tutti e sperimentazione a capodanno, ci stai?- Le chiede Rebecca euforica e fiera del compromesso.

-Certo che si!!!- le risponde Lucia felice di aver risolto quello che per tutte le donne rappresenta il problema più grande: cucinare e rendere tutti felici offrendo quello che si aspettano da tempo.










24 Dicembre  2016 ore 15:30


Sofia è nella sua stanza euforica, felice e colma di idee cerca di scrive in modo elegante i suoi auguri su dei bigliettini fatti a mano.

"Se qualcuno vestito di rosso ti rapisce e ti chiude dentro un sacco non ti preoccupare…probabilmente qualcuno ha chiesto un tesoro a Babbo Natale."

-amore, cosa fai?- Le chiede la mamma entrando in camera









-preparo dei bigliettini...sai ho anche letto il tuo libro sul bon ton, voglio essere una brava padrona di casa- Le risponde orgogliosa (clicca   per recarti nel post dedicato ai Regali e auguri in stile bon - ton     per leggere come  Ricevere gli ospiti e apparecchiare la tavola con stile  )







-brava!!! e per chi sono questi regali?- Le domanda Lucia speranzosa di scoprire il suo in anticipo.









-ho comprato un cd di canti natalizi per Patty, Il pianeta degli alberi di Natale per Giorgio, un maglione per papà...-Sofia, ha 10 anni ed è una bambina sveglia, inoltre conosce la sua mamma da sempre quindi ha capito che da furbetta qual è vuole scoprire il suo dono. (clicca  per leggere il  post dedicato alla  Musica di Natale  e  per quello dedicato alla  Letteratura Natalizia )











-dai, ho capito ormai sei grande e i regali in anticipo non li sveli più, per fortuna hai preso da tuo padre ahuahauhau- Lucia sorride e si dirige verso la porta.









-mamma, andiamo in salotto? ci sediamo con Giorgio e papà e guardiamo assieme qualche film a tema? Jack Frost o Mamma ho perso l’aereo...oppure Polard Express....tutto tranne Una poltrona per due che ne ho basta!!! ahuahuahua- Le due ridacchiano e felici si dirigono in salotto (clicca  per rileggere la Cinematografia natalizia )










25 Dicembre  2016 ore 00:00

-ummmm...questo panettone è da urlo, dove l'hai preso?- Chiede Rebecca in estasi culinaria (clicca  per visionare tutte le  Tradizioni natalizie )

-al mercatino natalizio di Livorno vi erano alcuni stands gastronomici e in uno ho trovato questa delizia artigianale-Spiega Lucia fiera del suo acquisto.








La famiglia è riunita intorno all'albero, i bambini scartano i regali ad esclusione di Giorgio ancora intento a posizionare Gesù tra San Giuseppe e la Μadonna. Gli adulti chiacchierano sorseggiando del prosecco. Rebecca, da gran golosona, si volta per non far vedere a Luca che sta pucciando il pandoro dello spumante, cosi le pare ancora più gustoso. Intanto Lucia si gode la scena dalla porta della cucina, da quella prospettiva la sua casa è uguale a quella dei film americani piena di gente felice e sorridente. Poi, come da copione, arriva Claudio che alza il braccio destro sopra la testa della moglie per sorprenderla  e...









-Cosa fai?...vischio?- Lucia nota che tra le mani del marito un bel ramoscello di vischio e sorridente le pone una mano sulla guancia.









-si, avevo capito che non riuscivi a trovarne uno come volevi tu! cosi, dopo qualche ricerca... ecco il tuo ramoscello simbolico...sei felice?- Claudio si avvicina e la bacia perchè lo sanno tutti: il vischio è di buon augurio. (clicca  per apprendere quai sono tutti gli altri  Simboli del Natale )








( I wall sono stati creati da Audrey
Fotografie dai Fatterellando Natale degli scorsi anni )

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giovedì 24 novembre 2016

Il russo ateo e violento convertito dallo sguardo di una ragazza picchiata.






Sergei Kourdakov nacque a Novosibirsk Oblast,. Siberia Occidentale, il 1° marzo 1951. Il padre Nikolai Ivanovich, era stato soldato dell'Armata Rossa durante la seconda guerra Mondiale. Con l'avvento di Nikita Kruscev e la condanna dello stanilismo ( febbraio 1956 ), Nikolai scomparve insieme a tanti altri seguaci di Stalin e di lui non se ne seppe più nulla. Rimasto solo con la madre Svetlana e con un fratello, Andrej, ricoverato in un istituto per malattie mentali, Sergei alla fine del 1956 perse anche la mamma, si disse per problemi di alcol peraltro mai chiariti.










Collocato per imposizione presso una famiglia imparentata con il padre, dalla sua autobiografia apprendiamo che Sergei preferì trasferirsi spontaneamente in un orfanotrofio " per avere a che fare con bambini della mia età e non con grandi pieni solo di odio ". Presso l'istituto di Novosibirsk fino al 1961, per tre anni cambiò residenza entrando a far parte di una organizzazione denominata " Octobrian " dove ai bambini venivano inculcati i dettami del più duro comunismo, fatto solo di cose reali e , soprattutto di ateismo estremo.








" Giovane Pioniere " a 13 anni in un orfanotrofio di Verkh - Irmen, località a 60 chilometri dalla capitale, a 125 anni Sergei tornò a Nivisibirrsk per entrare in un'organizzazione destinata a creare terrore in tutti quei luoghi dove ancora si esercitavano pratiche religiose. Ovunque si sapesse di una cerimonia liturgica in corso, l'organizzazione entrava in azione all'improvviso, picchiando tutti i presenti, distruggendo suppellettili e immagini votive, disperdendo e bruciando quanto fosse rimasto.









In questo clima non mancava, ovviamente, il ferimento delle persone presenti, quando non addirittura l'uccisione.
Presto Sergei divenne un leader dell'organizzazione e sempre da''autobiografia apprendiamo che fece circa 150 incursioni punitive con un numero impressionante di morti. e feriti.









Nel 1968, durante una di queste spedizioni Sergei incontra una ragazza, Natasha Zhanova, che viene ciome tutti ripetutamente picchiata fino a svenire. La luce negli occhi di questa fanciulla colpisce profondamente il giovane ( che, non dimentichiamolo, ha solo 17 anni ), ma poi tutto sembra rientrare nella norma. Natasha però è presente durante un altro raid, ancora convalescente dalle percosse precedenti, ma con la stessa determinazione negli occhi. Sergei sta volta le si avvicina, la strattona, le chiede perchè in nome di un Dio che non esiste si lasci picchiare senza lamentarsi e minaccia di violentarla. Ma Natasha non retrocede di un millimetro. Infuriato come non mai, le strappa di mano una Bibbia e va via.Non sappiamo dove sia finita Natasha ma per lui sarà un cambiamento radicale.









Agente del KGB a vent'anni, parte per il servizio militare e si imbarca a bordo di un sommergibile. Raggiunto il Canada per partecipare a manovre militari congiunte, a Vancouver chiede asilo politico e si converte al Cristianesimo Evangelico. Nel giugno 1972 viene affrontato all'uscita della metropolitana di Toronto da tre personaggi che in perfetto russo gli raccomandano di " rigare dritto 





".




Si trasferisce allora a Los Angeles dove il 1° gennaio 1973 viene trovato morto, ufficialmente suicida. Il suo libro autobiografico uscito postumi nel novembre dello stesso anno, è intitolato Forgive me, Natasha. Cioè: Perdonami.







( Immagini dal web )

( Sergio De Benedetti, Libero del 6 ottobre 2016 )

venerdì 18 novembre 2016

Lieti Calici: Il Picolit dei Colli Orientali ( Friuli venezia Giulia )





" Si è sapienti quando si beve bene:
chi non sa bere, non sa nulla. "

Nicolas Boileau (1636-1711)









Carta d'identità




Denominazione:         Colli Orientali del Friuli Picolit


Vitigni principali:       Picolit


Gradazione alcolica minima:      15 gradi


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Caratteristiche

* Colore:         paglierino con sfumature dorate

* Odore:          intenso, fiorito con sentori di frutta matura

* Sapore:         amabile tendente all'abboccato o al dolce; pieno, ricco e ben strutturato



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Servizio

* Temperatura       12 °C

* Abbinamenti:      preparazioni di fegato quali patè, formaggi erborinati come gorgonzola, stilton e roquefort, pasticceria secca


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Il Picolit vanta un'origine antica, ma compare solo saltuariamente nella storia enologica. I l vitigno con tutta probabilità autoctono, era conosciuto già in epoca romana. Ma da quel periodo fino in età moderna se ne trova cenno solo in scritti del Settecento, dai quali possiamo sapere quanto fosse apprezzato nelle corti reali di Francia, Germania e Inghilterra.









Veniva commercializzato in ampolle da un quarto di litro, e contenitori così piccoli fanno presupporre che fosse un vino di grande pregio. Del resto gli acquirenti erano i regnanti d'Europa e gli alti prelati dello Stato della Chiesa.








In quel periodo i produttori dell'Udinese e del Goriziano pagavano parte delle imposte con il Picolit. Verso la fine del''Ottocento del Picolit non vi è più traccia scritta. In epoche più recenti questo vino ha finalmente ottenuto la considerazione che merita, grazie ai nuovi orientamenti dell'enologia italiana, sempre più indirizzati alla produzione di vini di altissima qualità.









E' comunque ancora, e probabilmente lo sarà anche in futuro, un vino difficile: assai costoso per l'acquirente e nel contempo estremamente impegnativo per il produttore.









Il Vitigno



Basta osservare un grappolo di Picolit per rendersi conto di quanto sia problematica la sua produzione. Dai tralci pendono grappoli spogli, con sparuti acini. Questo accade perchè il polline che feconda i fiori femminili è quasi totalmente sterile. Pertanto si verifica un vero e proprio " aborto floreale ", e solo una minoranza dei fiori genera gli acini prima di cadere.









La pianta potrebbe essere fecondata dal polline di altre viti, ma per riuscirvi occorrerebbe procedere con metodi manuali, troppo onerosi. Inoltre il vitigno dà risultati adeguati alle aspettative solo se viene messo a dimora nei terreni di origine vulcanica dei colli udinesi e goriziani.









Pertanto la produzione di Picolit, almeno per ora, è destinata ad essere assai contenuta. Ma tale sterilita, apparentemente negativa, in pratica ha caratterizzato il vino.
Infatti il " nettare " della pianta, anzichè distribuirsi tra migliaia di chicchi, si concentra solo su quelle poche centinaia ( quando non decine ) che sono giunti a maturazione e di conseguenza ne eleva il tenore zuccherino e l'ampiezza aromatica.









La Doc


Attualmente il Picolit viene prodotto nei Colli Orientali del Friuli e  nel Collio.
Quello vinificato nei Colli Orientali del Friuli è stato il primo ad essere riconosciuto doc. Il disciplinare stabilisce, oltre alla zona di produzione, con quali uve vada vinificato, cioè con almeno il 90% di uva picolit. La quantità di uva prodotta per ettaro non può superare i 40 quintali.









Al momento della commercializzazione, il Picolit presenta colore paglierino con sfumature dorate; profumo intenso, fiorito con sentori di frutta matura; il sapore è amabile o dolce, pieno, ricco e ben strutturato, il tenore alcolico minimo è di 15°. Il vino invecchiato per almeno 26 mesi può riportare la denominazione " Riserva ".









All'interno della zona di produzione è stata riconosciuta una sottozona denominata Cialla. Il Piccolit qui prodotto è vinificato in purezza ( uve picolit al 100% ) e la loro resa è di soli 35 quintali per ettaro. Ha la stessa gradazione minima dei Colli Orientali, caratteristiche organolettiche più accentuate e deve invecchiare almeno 22 mesi, periodo che sale a 50 mesi per la versione Riserva.








Il Picolit in tavola



Il Picolit nella sua unicità, presenta sfumature di sapore che comprendono varie gamme di dolcezza.
In genere si dice che un vino è abboccato se ha presenza zuccherina appena accennata; amabile quando la dolcezza è maggiormente percettibile; dolce se la concentrazione zuccherina è molto marcata. Il Picolit sfugge a questa distinzione: è solitamente amabile con sfumature che possono tendere all'abboccato o al dolce.









Abboccato - amabile



I vini di dolcezza molto discreta si possono accostare ad alcuni cibi salati. Per esempio la presenza zuccherina molto tenue equilibra il sapore amarognolo delle preparazioni a base di fegato. Tra queste il foie gras, vale a dire il fegato grasso dell'anatra e dell'oca, il fegato di vitello cucinato con cipolle ( ortaggio che in cottura manifesta un gusto particolarmente dolce ), i patè a base di fegato d'oca, d'anatra, di pollo, di maiale, di vitello ecc.
Un vino di dolcezza accentuata risulterebbe invece distonico, così come uno decisamente secco.









Amabile



Il Picolit amabile unisce alla dolcezza una buona struttura ed è pertanto idoneo ad accompagnare cibi piccanti, ma nel contempo abbastanza grassi e strutturati. E' il caso dei formaggi piccanti e di quelli che vengono valorizzati dall'aggiunta di qualche goccia di miele.









Alcuni formaggi - come quelli così detti erborinati ossia con presenza di muffe ( da " erborin", che nel dialetto milanese significa prezzemolo e che ricorda il colore della muffa ), come il gorgonzola naturale, il roquefort, lo stilton - sono dotati di gusto penetrante, per certi versi piccante; questa caratteristica li rende di difficile abbinamento in quanto la nota piccante non si concilia con i vini secchi, ma trova un punto d'incontro nei vini amabili di buona corposità.








Dolce



I Picolit dolci  possono accompagnare alcuni formaggi come quelli descritti sopra, ma il il loro abbinamento ideale è con i dessert; i vini mediamente dolci possono accompagnare pasticceria da forno come biscotti, crostate, torte lievitate; quelli più zuccherini, dolci al cucchiaio come crema inglese, crema chantilly, bavaresi e così via.




La ricetta: Patè di fegato di vitello


Il Picolit abboccato tendente all'amabile si abbina ai patè; questi possono essere di solo fegato oppure arricchiti con carne o lardo. Anche altre preparazioni a base di fegato, da servire su crostini, possono essere accompagnate da questo vino purchè non contengano ingredienti agri, come per esempio i capperi sott'aceto.. I patè ricchi di burro sono tra i più equilibrati perchè il sapore amarognolo del fegato viene bilanciato dalla dolcezza del grasso impiegato; il gusto risulta più morbido, quindi in sintonia con l'amabile del Picolit. Inoltre per giungere all'abbinamento perfetto, se nel patè le componenti grasse ( burro, lardo ) sono impiegate in dosi rilevanti è preferibile accostarlo a quella varietà di Picolit in cui sia presente una vena acidula; questa rinfresca il gusto, lo " pulisce ", e bilancia la pesante presenza grassa.








ingredienti per 8 persone

500gr. di fegato di vitello
200 gr. di burro
1 cipolla
1 fetta di pancetta di 60 gr.
3 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
2 foglie di alloro
1 bicchiere di Marsala
1/ bicchiere di Cognac
sale.

* Fate sciogliere 40 gr. di burro in una casseruola e rosolatevi la cipolla affettata con gli aromi. Aggiungete al soffritto il fegato e la pancetta tagliata a dadini e lasciate soffriggere per 10 minuti a fiamma moderata.

*Irrorate con il marsala e il Cognac e lasciateli evaporare a fiamma viva, mescolate, regolate di sale, abbassate la fiamma e continuate la cottura per altri 10 minuti.

*Togliete la casseruola dal fuoco. eliminate gli aromi e passate il resto al mixer fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.

* ponete la crema in una terrina, incorporatevi il rimanente burro, mescolando, e montate il composto a spuma. Ponetelo in un recipiente e passatelo in frigorifero per un ora prima di servire in tavola.




Le strade del vino









Vi invito ora a passare da Audrey per gustare il suo cocktail  a base di Picolit

Brulè con Picolit dei Colli Orientali



Un grazie ad Audrey per il wall d'apertura
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Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")