mercoledì 6 febbraio 2013

Maschere d'Italia




Carissime amiche e amici 
eccoci qui, Audrey ed io siamo tornate con il nostro
Fatterellando
che in pratica sostituirà Aspettando Natale.
Come vi avevamo già preannunciato diventerà un appuntamento
mensile e cercheremo di parlare, ognuna a suo modo, dei più svariati argomenti.
Sulla destra del blog troverete la nostra nuova icona che vi porterà direttamente all'interno delle 
nostre pagine a "quattro mani".
...e ripartiamo dal Carnevale...
abbiamo preso in esame tre maschere italiane della commedia dell'arte
ognuna scegliendo in base alle nostre regioni di provenienza e anche alle simpatie personali.
Questo è quello che vi offriamo per i giorni di
Carnevale...





La maschera principale piemontese è nata nel 1808 a Callianetto dalla creatività di Giambattista Sales, torinese, e di Gioachino Bellone di Racconigi.
Nella frazione di Castell'Alfero si può visitare il "Ciabot 'd Gianduja", simbolica casa natale della maschera.






L'antenato di Gianduja fu Gironi, altro personaggio popolare piemontese già noto nel 1630, con cui aveva molte cose in comune, sia caratteriali che estetiche.
Negli ultimi anni del '700 questo Gironi veniva regolarmente rappresentato durante gli spettacoli del famoso marionettaro torinese Umberto Biancamano, meglio conosciuto come Giôanin d'ij ôsei.
Fu appunto a Torino che il giovane Sales seguì con assiduità gli spettacoli dei burattini del Biancamano, sino ad iniziare a dar egli stesso recite nel cortile di casa sua per i conoscenti.
Ma le sue ambizioni erano altre: andare in provincia con uno spettacolo ambulante, senza la concorrenza del suo "maestro".




Trovò nell'amico Bellone un aiuto economico per attrezzarsi di marionette e di un teatrino ambulante, e con lui diede vita al personaggio di Gerolamo.
Il loro spettacolo fu portato in giro per tutto il Piemonte sino ad arrivare infine a Genova dove si stabilirono ed ebbero un notevole successo.






Ma poi iniziarono per i due burattinai i problemi perché l'allora doge di Genova era Gerolamo Durazzo, il quale non prese bene la propria omonimia col burattino irriverente e fece espellere dal territorio genovese Sales e Bellone per il reato di lesa maestà.






Tornati a Torino si attrezzarono di un teatrino permanente, dove entrava sempre in scena l'arguto ed ironico  Gerolamo. Poco tempo dopo furono fatti arrestare dal Vicario di Torino, nuovamente con la accusa di lesa maestà, stavolta nella persona del fratello minore di Napoleone Bonaparte, re Gerolamo di Westfalia.
Dopo un periodo di prigionia furono liberati, ma il teatrino fu chiuso ed i due messi al bando.
Fu così che Sales e Bellone giunsero a Callianetto, forse per trovar rifugio in quel paese che a quei tempi era attorniato da fitti boschi.






Nelle osterie del luogo si esibiva Sales, mascherato egli stesso con tricorno, codino e dotato parlantina beffeggiante; la caratteristica di avere sempre con sè la dôja, un boccale di terracotta per bere il vino lo fece soprannominare "Giôan d'la dôja", appellativo che presto fu condensato in Gianduja.
La simpatia, l'astuzia e l'ironia del personaggio lo fecero ben presto divenire famoso in tutto il Piemonte, sino a divenirne l'emblema.






Gianduja ha un viso tondo e gaio e la capigliatura raccolta in un codino girato all'insù con fiocco rosso; il cappello a tricorno, il vestito è composto da una giubba color marrone bordata di rosso, il panciotto è giallo, i pantaloni verdi e lunghi sino al ginocchio, le calze sono rosse e le scarpe hanno una fibbia in ottone.
Il carattere della maschera rispecchia un po' il popolo piemontese: è conservatore, di umore sempre allegro, scaltro anche se all'apparenza rozzo ed ingenuo, un galantuomo che ama il buon vino e la buona tavola
La sua compagna è Giacometta, vestita con un abito rosso ed un grembiule bianco, un foulard verde al collo, un cappello legato con un nastro rosso, calze nere e scarpe chiare.








Per merito della "Famija Turineisa"  e della "Associassion Piemontèisa" si continua a tenere viva la tradizione, con la nomina di un Gianduja ufficiale che faccia da testimonial in varie manifestazioni.

Nei giorni di Carnevale Gianduja e Giacometta fanno la loro apparizione in varie località, dove si presentano su carrozze o carri, non come originariamente su asinelli, dove vanno a testimoniare l'allegria che li contraddistingue; spesso fanno visite ad ospedali, case di riposo e scuole portando il loro gaio saluto ai loro
ospiti.





La filastrocca di Gianduja

Giacca marrone, panciotto giallo
Porto i colori del pappagallo;

Calzoni verdi, calzette rosse,
Col vino mi curo tonsille e tosse.

Naso paonazzo, cappello tricorno
Son Gianduia perdigiorno.

Se non vi basta il cappellino
C'è la parrucca col codino.


Non posso non ricordare che Gianduia oggi è ricordato
anche nel famosissimo e squisito cioccolatino
tipico di Torino e del Piemonte,
Il Gianduiotto.





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Peppe Nappa fa parte, a pieno titolo, di quel gruppo di maschere di carattere che, tra Seicento e Settecento, irrompono con la loro straordinaria carica umana di vizi e virtù sulla scena della Commedia dell'Arte.






Dalla matrice culturale incerta - anche se attendibile è la tesi secondo la quale molte di loro siano strettamente imparentati con le figure che animavano le trasgressive e arcaiche feste di Carnevale, - le maschere della Commedia dell'Arte definiscono, alla fine di un lungo un percorso di sedimentazione e stilizzazione artistica, i caratteri anatomici, il profilo figurativo, i tratti psicologici, i contenuti comportamentali e, nel contempo, anche la loro patria d'origine o d'adozione, ovvero questa o quella regione, rivendicando, così, un legittimo sostrato culturale di appartenenza.








E così anche Peppe Nappa segue lo stesso percorso di identificazione, ovvero assume un costume, che mantiene sostanzialmente invariato nel tempo, si esprime in lingua siciliana, definisce i tratti del suo carattere ed, infine, elegge la Sicilia e, più in particolare, Messina come sua città prediletta, prestando, in tal senso, più fede alla tradizione popolare e a generiche indicazioni di seconda mano, piuttosto che ad attendibili fonti documentarie.






Se incerta, dunque, appare la presunta appartenenza esclusiva di Peppe Nappa alla storia messinese, ben definito ed inequivocabile si configurano, invece, la sua personalità e l'aspetto esteriore. Peppe Nappa, secondo alcuni studiosi, presenta più di un'affinità elettiva con Pierrot, sia per il costume che indossa che per alcuni tratti caratteriali.






A differenza della maschera di Pierrot, Peppe Nappa, tuttavia, indossa un abito largo e arioso, di colore azzuro, porta un berretto di feltro bianco o grigio sopra la calotta bianca. Peppe Nappa non porta poi maschera o s'infarina come il suo collega anche lui , erroneamente considerato
francese, ma in realtà maschera proveniente dalla Commedia Dell'Arte Italiana.





Nonostante l'aspetto dimesso, è in realtà dotato di una sorprendente agilità fisica rivelandosi all'occasione tanto virtuoso ballerino quanto abilissimo acrobata, mentre le sue membra sono talmente snodate, che sembrano disarticolarsi. Il suo nome, secondo alcuni, deriverebbe da Peppe e da nappa che dal dialetto siciliano si traduce in "Giuseppe toppa dei calzoni" e, per estensione "uomo da nulla, pappacchione".





Nell'ambito della trama delle commedie, egli ricopre invariabilmente la parte del servo al servizio di padroni-giovani innamorati o padroni-vecchi mercanti. Più frequentemente, lo si ritrova a fianco du'Baruni (barone), tipica maschera caricaturale e grottesca che raffigura un vecchio e avaro nobile siciliano, con il quale si ritrova puntualmente in mezzo ad ogni sorta di guai.








Tratto peculiare del carattere di Peppe Nappa, che rispecchia una parte di sicilianità, rimane, tuttavia, la golosità, vizio che supera di gran lunga la sua proverbiale pigrizia. Il suo habitat naturale è dunque la cucina, dove, come egli è solito affermare, se non si mangia, almeno vi si respira il profumo dei cibo.


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Meneghino è la maschera tipica di Milano, è una maschera della Commedia dell'arte
Il suo vero nome è Domenico, il diminutivo è Domeneghin. Così erano chiamati i servitori che la domenica accompagnavano a messa le nobildonne milanesi di alto rango o facevano loro compagnia durante una passeggiata in carrozza. Il nome si è poi trasformato in Meneghin. I servitori venivano pagati a giornata e svolgevano pure le mansioni di maggiordomo e di acconciatore, Pecenna, infatti, il cognome di Meneghino, significa appunto pettine.






Vestito di una lunga giacca marrone, calzoni corti e calze a righe rosse e bianche, cappello a forma di tricorno sopra una parrucca con un codino stretto da un nastro, ancora oggi è protagonista dei carnevali
milanesi.







Impersona un servitore rozzo ma di buon senso che, desideroso di mantenere la sua libertà, non fugge quando deve schierarsi al fianco del suo popolo. E' abile nel deridere i difetti degli aristocratici.  Durante l'insurrezione delle Cinque Giornate di Milano, nel 1848, fu scelto dai milanesi per le sue virtù come simbolo di eroismo. Meneghino è la tipica maschera dei milanesi e, come loro, è generoso, sbrigativo e non sa mai stare senza far nulla. Non è a caso che i milanesi vengano spesso chiamati i 'meneghini'. Ama la buona tavola e davanti ad una fetta di panettone possono anche salirgli le lacrime agli occhi, non solo perché ne è molto goloso, ma perché gli ricorda la sua Milano e il 'so Domm', di cui non smette mai di vantarsi.






Di origini incerte, la maschera venne introdotta in teatro nel '600 dalla fantasia del commediografo Carlo Maria Maggi, che gli ha dato l'immagine del personaggio popolare, giunta fino ai giorni nostri. Più avanti, Carlo Porta ha contribuito ad aumentarne la popolarità fino alla metà dell'Ottocento, epoca in cui Meneghino è diventato simbolo dell'animo patriottico milanese, contro la dominazione asburgica.
Nel Carnevale Ambrosiano è accompagnato da un'altra maschera popolare milanese, la Checca, diminuitivo dialettale di Francesca. L'affermazione di Meneghino come simbolo di Milano è relativamente recente, in precedenza, infatti, il personaggio milanese per eccellenza era Beltrame da Gaggiano (Baltramm de Gaggian).




( fotografie dal web )


Ovviamente non potevamo parlarvi di tutte le maschere del carnevale, quindi come spiegato su, abbiamo fatto una piccola cernita.

Queste sono le mie tre maschere: Gianduja il conservatore e la sua amata Giacometta, Peppe Nappa il goloso e Meneghino il rozzo buono.
Adesso se volete scoprire anche:  Farinella l'allegro, Rugantino il bullo buono e Brighella l'abile truffatore; passate da Borderline di Audrey
e godetevi queste altre maschere della commedia dell'arte.
Speriamo che il nostro lavoro a quattro mani vi sia piaciuto, vi salutiamo con affetto e vi diamo appuntamento a martedì 12 febbraio per un nuovo post della serie Fatterellando con Audrey & Antonella.





46 commenti:

  1. Antonella,
    questa volta per il nostro Fatterellando hai fatto un lavoro impeccabile, bellissimo e perfetto.
    La filastrocca, i cioccolatini e le foto, una più belle e ricercata dell'alta.
    Sarebbe da stampare questo lavoro per quanto è fatto bene. Bravissima!!!!Anche se l'avevo letto in anteprima, visto postato è ancora più bello ed affasciante. Buona serata un bacione

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  2. Ciao Audrey, hai ragione è venuto bene, e del tuo cosa vogliamo dire? Meglio di così non potevi fare!
    Sono contenta, sono 2 bei post, il nostro Fatterellando è ripartito alla grande, speriamo di continuare con lo stesso ritmo.
    Ciao, buona serata, un bacio.
    Antonella

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  3. Simpatico questo post, completo e invitante (buoni i gianduiotti!) scherzi a parte, brava!!
    Viva il carnevale..
    Buona serata Stefania

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  4. Mi fa piacere che ti sia piaciuto fa partedel "progetto Fatterellando" di Audrey e mio e poi serve anche ad attenuare un po'la durezza dei post dei giorni scorsi.
    Buona serata.
    Antonella

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  5. Come ho scritto a Audrey questa iniziativa mi piace e se avete bisogno ci sono :)
    un abbraccio
    Xav

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    1. Davvero? Credo di poter dire a nome di tutte e due che sarebbe un grandissimo piacere. Ti scrivo in privato domani.
      Grazie un abbraccio.
      Antonella

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  6. babayaga-60@libero.it6 febbraio 2013 21:26

    Complimenti!!!!!!!!!! per me, ignorante per ciò che riguarda il Carnevale, forse perchè non lo amo molto, questo divertente e acccurato post ha colmato qualche lacuna. Curioso ed interessante.

    Gloria

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    1. Ciao Gloria, grazie, se ti è piaciuto questo adorerai quello di martedì prossimo. Sei passata anche da Audrey?
      Ti ringrazio ancora del bel pomeriggio che abbiamo trascorso.
      Un abbraccio.
      Antonella

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  7. Ciao Anto, la vostra collaborazione è sempre ricca di argomenti, evviva il carnevale!!!
    Un abbraccio!
    Dani

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  8. Mi sono scordata di dirti che mi ha fatto un grande piacere vedere l'immagine del Corriere dei piccoli, quando ero bambina mi piaceva tantissimo leggerlo!!
    Grazie!

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    1. Ciao Daniela, non avrei rinunciato per niente al mondo al Corrierino dei Piccoli, secondo me era meraviglioso, non so esiste ancora e nemmeno se c'è qualche cosa del genere...
      Sono contenta che questa collaborazione tra Audrey e me produca qualche cosa di bello e d'interessante.
      Viva il Carnevale, un abbraccio.
      Antonella

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  9. Bellissima questa carrellata sul carnevale. Mi piace anche la filastrocca del Gianduia che non conoscevo. Buona notte Antonella.
    Paola

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    1. Ciao Paola, il Carnevale è arrivato giusto, giusto per alleggerire un po' l'atmosfera di questo blog che si era fatta un po' grigia, ma tant'è è l'Italia che è un po' grigia.
      E' stato divertente cercare le notizie sulle maschere ma la cosa che mi piace di più è la copertina del Corrierino dei piccoli...ho visto la data in copertina, pensa durante quel Carnevale avevo 5 anni e qualche mese...
      Ciao, buona giornata.
      Antonella

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  10. una carrellata interessante e piacevole,un gran bel lavoro di ricerca.Gianduia è il mio preferito,forse perchè adoro i gianduiotti
    serena notte

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    1. Ciao Gabe, anch'io associo sempre Gianduia ai Gianduiotti...e come darti torto? Per me i Gianduiotti sono il miglior cioccolatino, in particolare quelli della Novi.
      Sono contenta che ti sia piaciuta, passa da Audrey per vedere le altre maschere!
      Ciao, buona giornata .
      Antonella

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  11. Complimenti, siete davvero molto brave, mi avete fatto fare un salto nel passato: il Corriere dei Piccoli, la nascita del Gianduiotto.
    Davvero bellissimo!
    Un abbraccio

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    1. Ciao Beatrice...l'accoppiata gianduiotto Corrierino dei piccoli è proprio un tuffo nel passato.
      Grazie di apprezzare queste "case" che Audrey ed io facciamo insieme, sai già che dalla prossima volta ci sara anche Xavier? Sono contenta che ti sia piaciuto.
      Un abbraccio e buona giornata.
      Antonella

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  12. ciao
    mi è piaciuto questo post. Bello è stato leggere sul Carnevale.
    Buoni i gianduiotti, io adoro il cioccolato.

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    1. Condivido con te l'adorazione per il cibo degli dei...vivrei di cioccolato, il gianduiotto poi lo trovo sublime!
      Sono contenta che il post ti sia piaciuto, mi raccomando non perdere quello di martedì, sempre a quattro mani e sempre sul Carnevale.
      Ciao, serena giornata.
      Antonella

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    2. ciao
      si si aspetto il prossimo post sul carnevale. Si i gianduiotti sono buoni però quello che preferisco sono le palline della Lindt.

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    3. Io scelgo sempre i Gianduiotti ma quelli della Novi...adesso mi è venuta proprio voglia di mangiarne uno!
      Antonella

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  13. Che bello! Purtroppo in questo periodo non sono in vena di festeggiare ma riconosco che il post è fantastico, specie la parte meneghina.
    Un abbraccio

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    1. Lo so , cara, che non hai voglia di festeggiare, ma se siamo riuscite a strapparti anche solo un sorriso siamo già felici.
      Lo immaginavo che la parte che preferivi era quella meneghina...e ci mancherebbe, è la tua città!
      Ciao, un forte abbraccio.
      Antonella

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  14. Complimenti per il post.
    Saluti a presto.

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    1. Grazie, se puoi non perderti quello di martedì, sarà sempre il Carnevale ma molto più interessante.
      Ciao, buona serata.
      Antonella

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  15. Maravilloso y bien documentado post!!! cuanto he aprendido!!!
    (gracias Antonella por visitar mi blog y por tus bonitas palabras!!!)
    Buen fin de semana! y mi g+ para ti...

    Besos, desde España, Marcela♥

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  16. Ciao Marcela, bene sono contenta se questo post ti ha insegnato qualche cosa di bello sull'Italia che ancora non conoscevi.
    Per me è sempre un piacere venire a trovarti nel tuo blog.
    Baci e buona serata.
    Antonella

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  17. Ciao Antonella, un post interessante, esauriente e ben fatto, complimenti di cuore, sei bravissima!
    Un caro abbraccio, ti auguro una dolce serata

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  18. Ciao Betty, grazie...così si è anche alleggerita un po' l'atmosfera. Mi fa piacere che tu l'abbia trovato interessante.
    Un abbraccio e una dolce serata anche a te.
    Antonella

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  19. Mi è piaciuto moltissimo! Avete fatto una ricerca accuratissima. Le maschere, espressione dell'anima e della capacità di sorridere dell'anima popolare, sono affascinanti.

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  20. Ciao Ambra, sono proprio contenta che ti sia piaciuto...questa volta è stata anche una ricerca simpatica che ci ha fatte tornare un po' bambine. Mi permetto di invitarti a passare martedì prossimo, per noi ultimo giorno di carnevale, perchè abbiamo preparato due post, quelli sì, davvero interessanti.
    Ciao, grazie di essere sempre così presente, a presto.
    Antonella

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  21. Ma vedi che abbiamo fatto bene a leggerti tra noi Jene insieme a Audrey?
    Siete davvero brave, questi post sono miniere di cultura e di divertimento.
    Un abbraccio zamposo

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  22. Ma voi dite? Questi post dedicati al Carnevale hanno avuto la capacità di alleggerire l'atmosfera e di farci un po' sorridere...e anche di farci tornare un po' bambini, era dai tempi della scuola che non leggevo niente sulle maschere e invece c'è tutto un mondo dietro a ogni personaggio. La seconda parte del post verrà pubblicata lunedì e secondo me è decisamente superiore a questo.
    Grazie di apprezzare il nostro "lavoro" , un abbraccio a tutta zampa.
    Antonella

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  23. ottimo lavoro...finalmente un poco di allegria.
    Cerchiamo di non essere maschere di gomma..ma maaschre di sorrisi e allegria veramente.
    ciaoooo Antonella

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    1. Grazie Carla...il post era già previsto da tempo, in pratica da quando prima di Natale è nato Fatterellando, caso vuole che capiti nel momento giusto a riportare un sorriso e un po' di serenità. Siamo in una situazione difficile, non esiterei a definirla tragica, cerchiamo almeno di mantenere e di ritrovare un po' di serenità anche perchè ci stiamo preparando a scelte importanti e difficili.
      Un sorriso e un abbraccio.
      Antonella

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  24. Avevi ragione Antonella è bello e rilassante questo post e bella è l'idea del post a 4 mani con Audrey....complimenti!
    Le maschere sono un ricordo d'infanzia festoso, quando a carnevale a scuola si andava in maschera e con i più svariati scherzi...in tasca...da infliggere a uno o l'altro compagno...che bello che era!
    Proprio per il suo "...viso tondo e gaio..." con le guanciotte sempre rosse come se fosse sempre un po "alticcio" per la barbera o il grignolino, Giuanduja è la maschera qui da te presentate che più mi è simpatica!
    Ciao Antonella e ...buon carnevale!

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    1. Anch'io do tutta la mia simpatia a Gianduia...questo aspetto florido e gioviale dona allegria, poi è la maschera piemontese e non ultimo ci ricorda i famosi Gianduiotti...ognuno ha i suoi punti deboli, la cioccolata è sicuramente uno dei miei, anche il Barbera...!
      Mi fa piacere che ti sia piaciuto e soprattutto che anche tu hai apprezzato il nostro "Fatterellando", sarà, d'ora in avanti, un appuntamento mensile. Intanto lunedì pubblichiamo, sempre a quattro mani, la seconda parte di questo articolo dedicato al Carnevale, secondo me molto , molto più interessante di questa.
      Ciao, e buon Carnevale anche a te.
      Antonella

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    2. ah ah cara Antonella...visto che ti piace...dovresti sapere che si dice "LA" barbera...ahahah
      anche il mio punto debole (uno dei tanti a dir il vero) è la cioccolata!
      ma sai che ricordandomi che il tuo articolo era lungo...prima di leggerlo mi sono fatto un caffè...ho preso un cioccolatino e ho aperto il tuo post....
      Ciao Antonella, buon w.e.

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    3. Hai ragione e chiedo scusa, il barbera è il vitigno.
      Ma sai che anch'io mentre leggevo il tuo commento mi stavo bevendo un caffè? Abbiamo veramente "fatto salotto"
      Ciao e buon fine settimana.
      Antonella

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  25. Grandioso questo post con le coloratissime e allegre maschere!
    Buon carnevale carissima Antonella e un abbraccio!
    Buon fine settimana da Beatris

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  26. Ciao Beatris, vedo che ti è piaciuto e ne sono felice, è un post allegro che fa sorridere.
    Buon Carnevale anche a te e buon fine settimana.
    Un abbraccio, Antonella

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  27. Hello Dear :) .
    Great blog. Interesting post.
    Have a nice weekend.
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  28. Già che di maschere se ne sanno a malapena i nomi, figuriamoci da dove nascono. Io associo solo Gianduia al Gianduiotto per questioni di gola... ah ah Ciao ragazze gran lavoro di ricerca, complimenti.

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  29. Eh le questioni di gola legate a Gianduia le conosciamo bene...mamma mia quanto sono golosa di cioccolata e di Gianduiotti in particolare!
    Grazie , i tuoi complimenti ci fanno veramente piacere.
    Buon fine settimana.
    Antonella

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  30. La copertina del corrierino dei piccoli, mi riporta indietro nel tempo, con tanta nostalgia , mio papà me lo prendeva sempre....non amo ricordare perchè mi fa male....
    apprezzo cmq l impegno per questo post carnevalesco, ma ho adocchiato i gianduiotti a cui va tutta la mia....golosità!!! :-D

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  31. Ciao, il Corrierino dei piccoli resterà indimenticabile nella storia di noi ragazzini di quegli anni , vedere questa copertina ha generato anche in me tanta nostalgia, forse anche voglia di tornare un po' indietro per saper apprezzare meglio certo cose
    Per quanto riguarda i gianduiotti sono un'autentica delizia!
    Ciao, buona serata.
    Antonella
    .

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Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")