lunedì 23 giugno 2014

L'utopia della bellezza, i preraffaelliti a Torino




Avevamo deciso che ci saremmo andati prima che scoppiasse il grande caldo,
poi il caldo era arrivato all'improvviso e avevamo accantonato l'idea...
Venerdì era una giornata splendida e non troppo calda e così abbiamo rispolverato il progetto di andare
a Torino a visitare la mostra Preraffaelliti, l'utopia della bellezza.

A raccontare tutto di questo movimento sono 70 opere provenienti dalla Tate Britain di Londra
e che resteranno in mostra a Torino fino al 13 luglio.






La Confraternita ( " Pre - Raphaelite Brotherhood " ) nasce, come è noto, in un
anno cruciale, il 1848, per volontà di un gruppo di giovani, capeggiati da Dante Gabriel Rossetti,
figlio di un italiano esule a Londra. Tutti poco più che ragazzi i fondatori della Confraternita -
William Michael, fratello di Dante, ha diciannove anni, come Jhon Everett Millais, e appena venti 
William Hunt -, ma i propositi sono ardimentosi: dar vita a una sorta di sacro sodalizio che,
lancia in resta contro gli accademici vittoriani, rinnovi completamente l'arte






Come?  Ritrovando lo spirito di quei pittori che , prima di Raffaello, avevano coniugato
l'amore per la natura, colta in ogni mirabile dettaglio, utopia della bellezza, tra ideale
platonico e sensualità, e misticheggiantìi suggestioni simboliche.






Il tutto alimentato dall'immaginario gotico, dalla poesia di Poe e di Baudelaire,
nonchè dall'eredità di Dante e del Medioevo, " ritrovati " attraverso i miti eroici di Catlyle.






Se questa " visione del mondo " risplende in Mostra da un opera all'altra-quindi da
Millais ad Hunt, da Ford Madox Brown ad Edwaed Burne - Jones,...- la "stella " più
luminosa è senza dubbio Dante Gabriel Rossetti.






A stimolare attenzione e curiosità ci sono infatti una ventina delle sue opere più significative
e tutte circondate da un fascino inquietante. Insomma luce stellare con misteriosi , magici aloni.






Del resto il padre di Dante Gabriel, l'abruzzese Gabriele, era non solo carbonaro e massone,
dunque in confidenza con crittografie e numerologie, ma anche studioso del Dante pitagorico, ermetico e Fedele D'Amore, caro a tutti gli anticlericali.






Ulteriori influenze gli venivano poi dalla madre, Frances Mary Lavinia, figlia di un altro esule in odor
di giacobinismo, Gaetano Polidori. Costui, uomo di lettere, nato a Bientina, in provincia di Pisa,
dove si era addottorato, era stato per qualche anno segretario di Vittorio Alfieri ed in Inghilterra si era 
poi fatto notare come autore di novelle, tragedie, dizionari e grammatiche.






Nonchè, nel 1843, di un " sogno poetico in endecasillabi sciolti ",  La magion del terrore,
che già nel titolo la dice tutta quanto a gotiche risonanze.
Con papà Gabriele e nonno Gaetano - entrambi ritratti dal suo pennello - il nostro
Dante Gabriel discuteva di arte, poesia e misteri vari: invece non aveva conosciuto lo zio.
John William Polidori, morto nel 1821, a ventisei anni, probabilmente suicida.
Ma certamente sentiva molto parlare di lui tra le mura domestiche.






Ed a ragione: perchè se il,nonno era stato segretario di Alfieri, lo zio non era da meno,
visto che era stato segretario e medico personale di George Byron, poeta e cultore dell'occulto
con varianti luciferine.






E proprio in nome degli spiriti - non esattamente santi- tre belli e dannati, e cioè John Polidori,
George Byron  e Percy Shelley, si erano ritrovati, nel giugno 1816, in una classica notte 
" buia e tempestosa " a Villa Diodati , sul lago di Ginevra. Com'è che si passa il tempo?
Ragionando e scrivendo d'oltretomba e dintorni in compagnia di due belle signore: Claire Clermont e
Mary Wollestonecraft, sorellastra di Claire e futura moglie di Percy.






Molto è stato detto sulla " notte degli spettri " e l'immaginifico Ken Russel l'ha
rievocata nel suo " Gothic " ( 1986 ). Mi limito a ricordare che, tra tuoni e fulmini, George
abbozzò un racconto " La sepoltura ", Mary mise mano a un monumento dell'orrore come 
" Feankenstein " e l'anglopisano John " Il vampiro ".






Il racconto ha come protagonista Lord Ruthven, modellato sul satanico /satanista Byron,
e considerato dagli esperti prototipo di tutti i vampiri che seguiranno, fino al più illustre:
Il Dracula dell'irlandese Bram Stoker (1897 ).






Dante Gabriel aveva letto il gothic partorito dallo zio? E' probabile.
Di sicuro, un'esperienza che aveva a che fare con il perturbante gli toccò e lo segnò
profondamente. Dunque, nel 1860, dopo una relazione durata anni, Dante Gabriel sposa
Elizabeth Siddal, la sua Beata Beatrix. Rossa di capelli e bianca di carnagione, Lizzie, fu una delle modelle 
predilette dai preraffaeliti e la " modella - musa " di Dante Gabriel.






Lei stessa affermata poetessa e pittrice, afflitta, però, da mal di petto e da mal di vivere
( anche a seguito di un aborto spontaneo ), Lizzie muore due anni dopo il matrimonio.
Overdose di laudano? Suicidio? Magari dopo un litigio con il tempestoso consorte? Sia come sia,
Dante Gabriel, distrutto dal dolore, la fa sepellire nel cimitero di Highgate. E nel sepolcro chiude anche le sue poesie cariche di cupa sensualità.






Qualche anno dopo, però,vuole recuperare il manoscritto. Segue esumazione.
E...orrore! Il corpo di Lizzie è intatto, la chioma si è fatta ancora più folta. Non sarà
che al notturno chiarore lunare Lizzie  vada a passeggio nei viali del cimitero?
Magari pettinando la lunga chioma?
Chissà...In ogni caso , Stoker, nel suo Dracula, si ispirerà alla Siddal per il personaggio della
vampirizzata Lucy, una delle tre amanti del conte. Ancora: a Londra, troverà alloggio nel quartiere 
di Chelsea, a due passi da casa Rossetti.







Bene, torniamo a noi, Il movimento dunque nacque in Inghilterra e si impose come risposta all'accademismo ufficiale. La volontà era quella di recuperare un'arte spontanea e ispirata alla natura, identificata con l'arte dei pittori vissuti prima di Raffaello.






La pittura si distingue per la brillantezza dei colori, per l'attenzione ai particolari naturali, per la grandissima semplicità e l'intensità dell'espressione: elementi tipici della pittura medievale che affascinarono il gruppo di giovani artisti inglesi.






L'Italia fu il punto centrale della loro ispirazione: l'arte, il paesaggio, la letteratura, la storia. I Preraffaelliti cercarono di riformare la pittura inglese attraverso soggetti emotivamente sinceri e personali, rifiutando le immagini convenzionali ed accademiche. 





Inizialmente l'arte dei Preraffaelliti fu ispirata all'esempio dell'arte italiana, mentre verso gli ultimi anni del 1850 volsero l'attenzione anche ai dipinti del sedicesimo secolo e in particolare a quelli veneziani.
Il Preraffaellismo mutò infine nel Movimento Estetico: gli scritti di Walter Pater ed Algernon Swinburne furono un riferimento per i pittori inglesi alla ricerca di una liberazione da prosaici argomenti narrativi.





John Ruskin supportò criticamente il gruppo preraffaellita e fu l'ispiratore di un gruppo di artisti che in quel periodo visitò l'Italia con l'intento di documentare l'architettura e le opere d'arte a beneficio del pubblico inglese e di studiare attentamente la natura. Tra i pittori e disegnatori che lavorarono direttamente per Ruskin ricordiamo G.P. Boyce, J.W. Inchbold e J. Brett, J.W. Bunney, F. Randall e A. Burgess.






Personalmente non li amo molto, sono però contenta di aver avuto l'occasione di visitare
questa Mostra che , lo confesso, a tratti mi ha molto affascinata...e poi è stata l'occasione per
approfondire un argomento del quale, in realtà, sapevo molto poco.
Finale di giornata...a casa di corsa per vedere la partita mondiale dell'Italia...
vabbè, sappiamo tutti com'è andata a finire...per fortuna avevo il mio libro sui Preraffaeliti
per riempirmi la serata!




( Fonti: web
M. Bernardi Guardi )
( Immagini dal web )
















23 commenti:

  1. Mi piacciono molto, mi ricordano sì qualcosa di anglosassone ma declinato all'italiana. Hanno un gusto particolare, quasi "sospeso" e "fiabesco".
    Poi, amo chi inserisce simbologie particolari. Peccato essere così lontano.

    Moz-

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    1. Ciao Moz, ero quasi sicura che ti piacessero...hanno un qualche cosa di medioevale e hanno un qualche cosa di intrigante. Il Piemonte non è poi così lontano...potresti organizzarti un piccolo tour...ora anche Langhe e Monferrato sono Patrimonio dell'Unesco...e poi,montagne splendide e grandi castelli e residenze reali. Tornando ai preraffaelliti devo dire che ne sono rimasta affascinata anche se ero molto scettica.
      Ti auguro una buona serata.
      Antonella

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    2. Il fatto è che... per fortuna lavoro :)
      In estate ancora di più.
      Organizzare una gita mi risulta davvero complesso...

      Moz-

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  2. Dipinti fantastici!
    Buon inizio di settimana.

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    1. Sì, hanno qualche cosa di misterioso e intrigante. Una bella mostra.
      Ti auguro una buona serata.
      Antonella

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  3. Ciao Antonella,
    eccomi!! finalmente mi sono goduta questo magnifico post, certo avrei preferito vivermi il tutto dal vivo con te, la mia amica. Trovo che i dipinti dei preraffaelliti siano meravigliosi, mi piace il tratto, i colori e quella delicatezza dei lineamenti che si trasforma in mistero. Ophelia, il primo quadro, mi è sempre piaciuto molto, ma anche gli altri non sono da meno. Complimenti!! Un post magnifico ;)
    baci

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    1. Ciao Audrey, grazie...sono contenta che ti sia piaciuto, in effetti questi dipinti hanno qualche cosa di misterioso e di intrigante...e poi la storia un po' gotica di questi pittori e parenti vari...tutto serve a creare una cortina fantastica intorno a questo movimento culturale. Anche a me sarebbe piaciuto visitare la mostra in tua compagnia...ma prima o poi arriverà l'occasione giusta.
      Un bacione.
      Antonella

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  4. Post molto esauriente su una mostra che non conoscevo, pur essendo a Torino.

    Complimenti!

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    1. Ciao Gianna, grazie...se hai occasione vai a visitarla, io non sono appassionata di questa corrente artistica ma ne sono rimasta molto colpita.
      Buona serata, un abbraccio.
      Antonella

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  5. Una bella selezione di dipinti! Amo questa bellezza, pura arte!

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    1. Sì, davvero bravi...io ero un po' scettica ma devo dire che mi hanno affascinata!
      Un abbraccio.
      Antonella

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  6. Complimenti per la scelta delle opere. Un tasso artistico gradito ed elevato.
    Ben trovata.
    Un sorriso per una serena giornata.
    ^___^

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    1. Grazie e benvenuto! Non so se sono riuscita a rendere in modo esauriente l'atmosfera di questi dipinti...certo per me, che non amo molto i preraffaelliti, sono stati una piacevole sorpresa.
      Ricambio il tuo sorriso e ti auguro un piacevole pomeriggio.
      Antonella

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  7. Bellissimo post, sei sempre bravissima, grande Antonella!
    Una mostra affascinante, i dipinti così vivi, così delicati, con un velato fascino misterioso che incanta!
    Un abbraccio e buona giornata da Beatris

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    1. Grazie Beatrix, sono felice che tu abbia apprezzato il post, in effetti ero un po' scettica su questa mostra invece ho subito il fascino un po' oscuro di questi dipinti.
      Un abbraccio e buona giornata.
      Antonella

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  8. Ciao Antonella.
    Ma che meraviglia!!! Mi piacciono tutti !!!
    Sono bellissimi. Beata te che stai a Torino per andar a vederli.
    Un abbraccio.
    thais

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    1. Ciao Thais, non abito a Torino ma a circa due ore di macchina, sono più comoda ad andare a Milano ma desideravo vedere questa mostra per farmi un'idea più precisa su questo movimento. Bè anche Roma non scherza in quanto a mostre, spesse volte me la prendo con la lontananza...
      Un abbraccio.
      Antonella

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  9. Cara Antonella, eccomi qui da te.
    Sono rimasto molto sorpreso qui ho trovato un blog che sa molto parlare dell'arte, io purtroppo non ne capisco molto ma mi piacciono le cose belle, come questa mostra.
    Quando avrai finito di leggere il mio libro capirai la ragione che sono molto ignorante dell'arte.
    Ciao con un forte abbraccio cara nuova amica e a presto rileggerti.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, è davvero un piacere darti il ben venuto nel mio blog.
      Credo che per " sentire " l'arte non serva capirne molto ma sia importante avere un animo sensibile, sensibilità che mi sembra a te non manchi.
      Appena leggerò il tuo libro ti dirò le mie impressioni, un grande abbraccio, a presto.
      Antonella

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  10. Davvero fantastici!
    Ricordo quando vidi la mostra di Raffaello provai un'emozione incredibile.
    C'è moltissimo da vedere e da conoscere, non si finirebbe mai!

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    1. Hai ragione, non si finirebbe mai...Io conoscevo poco i preraffaelliti e la mostra è stata un occasione per imparare qualche cosa. Amo tanto Raffaello visto che anche tu ti emozioni davanti ai suoi dipinti mi permetto di segnalarti questo mio post dello scorso dicembre:

      http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2013/12/fine-settimana-milano-raffaello-il.html

      un'esperienza bellissima!
      Ti auguro una buona serata.
      Antonella

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  11. Ho visto tutti i quadri alla Tate più volte perché mi piacciono davvero tanto. Ricordo l'impressione della prima volta. Ero giovanissima e fui colpita da quelle donne bellissime e affascinanti. Vedrei la mostra volentieri ma Torino è un po' lontana e fuori dei miei giri soprattutto in estate. Peccato.

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    1. Sì, peccato davvero è una bella mostra...io non li amo particolarmente li trovo un po' " freddini " però ci tenevo a vederli dal vero e devo dire che trasmettono un certo fascino a volte anche in modo " profondo "
      Un abbraccio e buona domenica.
      Antonella

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Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")