domenica 13 marzo 2016

Lieti calici: il Verdicchio di Jesi






“L’antico Verdicchio sale alle nari, raggiunge il cervello, 
rianima il nostro oppresso e sfiduciato cuore.”







Carta d'Identità



Denominazione:    Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC

Vitigni principali:    Verdicchio

Gradazione alcolica minima:   11,5 gradi


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Caratteristiche

* Colore:    Giallo paglierino che può presentare riflessi verdi

* Odore:       Intenso, persistente, fruttato e floreale.

* Sapore:       Asciutto, armonico con sentori di frutta, di mele e di mandorle amare.


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Servizio

Temperatura:   10 - 12 C°

Abbinamenti:     Frutti di mare crudi, risotto alla marinara, spaghetti alle cozze, orata alla griglia, dentice al 
                            cartoccio, zuppe di pesce. Il Verdicchio Classico, maturato in botte, accompagna piatti di 
                            carni bianche senza intingoli



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La zona in cui ha avuto origine il Verdicchio è situata in provincia di Ancona a Sud del fiume Esino, non lontano dal mare. Comprende cinque piccoli paesi: Castelbellino, Castelplanio, Cupramontana, Maiolati, e Monte Roberto, che delimitano la zona dei Castelli di Jesi. Il paesaggio aperto è addolcito da morbide colline degradanti verso il mare.









La Storia



Il vitigno Verdicchio è coltivato con tutta probabilità da millenni. I piceni, antico popolo autoctono, potrebbero essere stati i primi ad allevarlo utilizzando tecniche di viticoltura apprese dagli etruschi.
Si ipotizza che la sagra di Sant'Emidio, che si festeggia ad Ascoli Piceno in 5 Agosto, risalga proprio alle antiche feste di vendemmio dei piceni. I romani apprezzarono il vino bianco locale come risulta dagli scritti di autori quali Catone, Varrone e Plinio il Vecchio.









Dopo la caduta dell'Impero romano, si trovano citazioni del Verdicchio in occasione del passaggio nelle Marche dei Visigoti: re Alarico si approvvigionò di " quaranta some in barili, nulla a sè stimando recar sanitade et bellico vigore melio del Verdicchio ". 









La viticultura marchigiana fu incrementata con leggi specifiche dallo Stato Pontificio, ma la fama del Verdicchio di Jesi, fino a circa la metà del '900, non uscì dall'ambito locale. Attorno agli anni '50 una nota azienda produttrice lo promosse e lo commercializzò  in bottiglia a forma di anfora. Con questa immagine il vino divenne famoso in Italia e all'estero. Negli anni Settanta e Ottanta altri produttori di piccole dimensioni, che puntarono soprattutto alla qualità, contribuirono a fornire al vino un'immagine seria ed affidabile.








I Vitigni



Il verdicchio è un vitigno marchigiano che , trapiantato al di fuori della propria zona di produzione, non dà risultati apprezzabili. Ha grappolo conico o cilindrico - conico, costituito da acini medi, con buccia sottile, colore verde - giallino e polpa zuccherina. Si tratta del vitigno base dell'omonimo vino, in quanto per il disciplinare deve costituire almeno l'80% delle uve impegnate. Partecipano alla restante quota trebbiano toscano e malvasia del Chianti o toscana.









Il terreno che caratterizza la zona di produzione del Verdicchio è prevalentemente argilloso, ma non mancano sabbie, fossili e minerali che danno pregio alle uve. La condizione climatica della zona è assai favorevole alla viticoltura, anche se la vicinanza degli Appennini aumenta il rischio di fenomeni temporaleschi, molto dannosi per i vigneti.








La Doc


Il Verdicchio di Jesi è divenuto doc nel 1968. La zona di produzione, in provincia di Ancona,va da Corinaldo a San Mariano, ad Apiro, a San Vettore e a Morro d'Alba. Nella zona più antica, cioè quella dei Castelli, con esclusione dei territori posti a sinistra del fiume Misa e dei comuni di Ostra e di Senigallia si produce il Verdicchio denominato " Classico "









Il disciplinare stabilisce che la produzione massima di uva per ettaro non debba superare i 150 quintali.
Il vino deve essere brillante, di colore paglierino tenue, talvolta percorso da riflessi verdini; l'odore deve essere delicato, caratteristico, con possibile profumo fruttato e floreale; il sapore deve essere asciutto, armonico che può arricchirsi di sentori di pesca e di mandorla, la gradazione complessiva  deve raggiungere almeno gli 11,5 gradi.









Alcune produzioni hanno sapori e profumi risultanti da rese decisamente più basse di quelle prescritte dal disciplinare, a da vinificazioni che prevedono l'impiego di strumenti ad alta tecnologia; esiste anche una varietà spumante.









Il Verdicchio  in Tavola



Il Verdicchio ha molte sfaccettature: secondo il tipo di vinificazione cui è stato sottoposto, si può presentare fresco e leggero oppure caldo e corposo.

Giovane e fresco

Il Verdicchio è noto come vino da pesce, e pertanto di giusta ma non esagerata corposità, da stappare giovane. Bevuto entro un anno dalla vendemmia è particolarmente fresco e passante adatto ad accompagnare i menù della cucina estiva a base di pesce e di verdure.
Il Verdicchio Classico ha in genere caratteristiche più accentuate e una più solida struttura. Il Verdicchio è consigliabile ( servito a 8 - 10 C° di temperatura) con antipasti quali frutti di mare credi, insalate di crostacei bolliti conditi con olio d'oliva, sashimi e carpacci di pesce.









Accompagna inoltre primi piatti come risotto alle code di scampo, spaghetti al ragù di pesce, linguine al cartoccio, fedelini alle vongole veraci. E' infine adatto a secondi piatti quali verdure gratinate ripiene di magro, ratatuille, spiedini di gamberoni, orata al cartoccio, dentice al sale e pagello al forno.









Affinato in botte

Alcune produzioni di Verdicchio vengono fatte maturare in botte o in barriques, per consentire al vino di acquisire maggiore corpo grazie ai tannini ceduti dal legno dei vasi vinari. I risultati sono eccellenti e dimostrano come il Verdicchio sia un vitigno assai versatile.
Il vino così ottenuto accompagna in tavola, servito a 12 gradi, preparazioni di pesce saporite e carni bianche cucinate senza intingolo: dunque triglie in umido, triglie al prosciutto crudo cotte al forno, pesce azzurro alla griglia o in umido, seppie ripiene; pailard di vitello, terrine di selvaggina da pelo, pollo bollito alla salsa di tonno, coniglio al vino bianco.








Spumante

Il Verdicchio può inoltre essere spumante in due versioni: Charmat e Classico. Sono entrambi vini adatti ad accompagnare preparazioni di verdure e di pesce; il metodo classico, più corposo e meno fruttato, va destinato alle preparazioni più saporite. Come tutti gli spumanti sono entrambi con preparazioni fritte come fiori di zucca ripieni, fritti di verdure che comprendono melanzane, zucchine, cipolle, patate, carote, affettate e leggermente impastellate; ricchi fritti di mare composti da calamaretti, gamberi, scampi, triglie, soglioline, nasellini, acciughe, pescheria, moleche e cozze, gamberi aperti a libro e capesante impanate e fritte.








La ricetta: Orata al forno


Un abbinamento esemplare per il Verdicchio giovane è costituito dai pesci cucinati al forno, anche al cartoccio, questo genere di cottura esalta il gusto della polpa poichè la disidrata dolcemente concentrandone i sapori. Inoltre la presenza di erbe aromatiche sottolinea ed accentua l'aroma del pesce. Le varietà più adatte sono quelle a carne bianca e saporita come il sarago, l'orata e il dentice.









Ingredienti per 4 persone

1 orata da 800 grammi
1/2 bicchiere di vino bianco
olio d'oliva
pangrattato
sale, pepe.

* Pulite, squamate e lavate bene il pesce e asciugatelo con carta da cucina.
Ponetelo in una teglia da forno, ungetelo con due cucchiai dì olio, salatelo e pepatelo. Accendete il forno a 170°

*Coprite la teglia con un foglio di carta oleata o d' alluminio e passate in forno per 10 minuti. Quindi aprite la teglia aggiungete il vino bianco, richiudete e proseguite la cottura per altri 30 minuti.

* A cottura ultimata, togliete la copertura dalla teglia e cospargete il pesce  di pangrattato e passatelo  al grill finchè non è dorato.

* Potete servire l'orata con un contorno di patate al forno.




Le strade del vino










Vi invito a passare da Audrey per scoprire la ricetta del suo Cocktail
di questo mese: il  Rossini al Verdicchio di Iesi

( Immagini dal web
Wall d'apertura Audrey )
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21 commenti:

  1. Cara Antonella, un buon bicchiere di Verdicchio fa sempre bene!!!
    Allora noi facciamo subito un buon Cin Cin!!!
    Ciao e buon fine settimana cara amica.
    Tomaso

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    1. Cin cin Tomaso, un buon bicchiere non fa mai male!
      Buona settimana.
      Antonella

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  2. Altro vino pregiato e ottimo, provato molte volte vicino a pranzi di pesce e si sposa benissimo.
    Serena giornata.

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    1. Sì, un ottimo vino...anche se io proprndo sempre per i rossi.
      Ciao, buona settimana.
      Antonella

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  3. Complimenti per questo post, davvero ricco e coinvolgente. La cultura del vino, pur non essendo io capace di gustarlo particolarmente, mi ha sempre affascinato.

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    1. Ciao Ambra, in effetti il mondo del vino è un mondo affascinante, per me è sempre stato una piccola passione.
      Ti auguro una felice settimana.
      Antonella

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  4. Ah che ricordi! La prima volta che ho osato bere un intero bicchiere di vino è stata proprio con questo mitico vitigno, che accompagnava un sontuoso piatto di pesce.
    Ero con l'allora mio moroso, oggi mio marito, e son passati più di 40 anni!

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    1. Ma che bello. allora ti ho suscitato ricordi piacevoli? Sono contenta che attraverso la lettura di un post chi legge riviva un pezzetto di vita. Auguri per il proseguimento del vostro bel matrimonio!
      Antonella

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  5. Un grande vino, uno dei miei preferiti-

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    1. Sì, un grande vino...però continuo ad amare molto di più i rossi1
      Ti auguro una felice settimana.
      Antonella

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  6. Ottimo vino, ma io preferisco il rosso.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Anch'io Gianna!
      Un abbraccio.
      Antonella

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  7. Oggi erano a casa i ragazzicon le loro compagne,
    due tagliatelle allo scoglio innaffiate col Verdicchio
    alla fine un dolceto accompagnato da un Ca 'l Mancino,
    il nostro spumante fatto col Verdicchio.
    Se passi di qui ti porto alla miglio cantina che c'è.

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    1. Spero di passare ...prima o poi...andar per cantine con te deve essere una grande esperienza.
      Ciao, buona settimana.
      Antonella

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  8. Ciao Antonella,
    come sempre grazie per questa bella collaborazione che mi ha aperto un mondo.
    Buona domenica
    un abbraccio

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    1. Ciao, sono contentissima di averti coinvolta in questa rubrica...c'è sempre qualche mondo da scoprire!
      Un abbraccio.
      Antonella

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  9. Post interessante ed esauriente, ma io amo il vino rosso.

    Abbraccio, Audrey.

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  10. Ecco come farsi una coccola di qualità a tavola.
    Un abbraccio Antonella !

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    1. Hai ragione, questa è davvero una gran bella coccola.
      Un abbraccio.
      Antonella

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  11. I tuoi post sono sempre molto interessanti, il mondo dei vini è un mondo affascinante per gli appassionati e un buon bicchiere di vino a tavola non può che far bene!
    Un abbraccio da Beatris

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Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")