giovedì 31 gennaio 2013

Viaggio nella povertà / Italia a pezzi




Ho un'amica, Gloria, che considero una persona di grande esperienza e sensibilità
con la quale in questi ultimi mesi ho parlato a lungo
della situazione politico - economico- sociale in cui versa l'Italia.
Lei è una volontaria della Caritas e parlando è nata l'idea di questa serie
di articoli in cui ci descrive questa realtà che lei vive quotidianamente. 



VIAGGIO NELLA POVERTA'


Mauro vive da 6 mesi nei bagni pubblici della città. Sam dorme
da 1 anno sdraiato sui cartoni dietro a un Centro Commerciale. Luca aspetta
vicino ai cassonetti la chiusura del supermercato per frugare tra i rifiuti.
Tutti pranzano alla Caritas ma per 6 giorni alla settimana e solo per il pranzo;
la sera e la domenica ci si scalda con il Tavernello.
Storie di ordinaria disperazione, di faticosa sopravvivenza, per un piatto di pasta
o per un vestito usato affidano la propria esistenza alle Istituzioni ( sperando nella loro
sensibilità) ed ai Volontari ( sperando nel loro cuore ).
Ripeto: SPERANDO. Queste persone possono solo sperare che qualcuno pensi a loro;
non importa se per reale solidarietà tra esseri umani, per linea politica  o per bisogno di ripulirsi
la coscienza di chi regala loro un po' di tempo, un paio di scarpe usate, una doccia 
una volta alla settimana.
Con loro ho imparato la DIGNITA', quella di chi non possiede nulla ed è stato preso 
a calci dalla vita: loro non pretendono mai, non chiedono.
A volte è quasi difficile capire quali siano i loro reali bisogni.
Essere volontari è complesso: si deve guardare in faccia la VERA POVERTA' 
poi tornare in una casa calda e chiedersi : " Potrei fare di più? ".
Una cosa in realtà quasi tutti la chiedono: UN LAVORO.
Sì, perchè la maggior parte di loro ha un'età definita ancora " lavorativa ", " produttiva ",
e loro si adattano.
C'è chi è un ottimo artigiano, chi muratore ma tutti si adattano a tutto: ad una giornata di lavoro
in nero e sotto pagata, a svuotare una cantina tenendo per sè quattro stracci che avremmo
buttato, a fare un trasloco in cambio di un pasto.
Questo non  è un elogio a queste persone: hanno pregi e difetti, a volte sono intrattabili, a volte ubriachi; 
sicuramente hanno qualche responsabilità nel percorso della loro vita, ma, altra cosa
che ho imparato con loro è NON GIUDICARE; le loro storie, come le nostre,sono complesse,
articolate, fatte di torti e ragioni, di padri - padroni, mogli tradite, bambini abbandonati,
lavori persi, mutui da pagare, attività fallite.
Ognuno risponde a seconda della propria capacità, dei propri strumenti.
Non dico nulla di nuovo, testimonio la realtà di una piccola cittadina che fino a qualche anno fa 
conosceva la Caritas, la Mensa, il Guardaroba per i poveri solo attraverso i servizi
in TV e che ora fa i conti con i "nuovi poveri "
Così è nata la nostra Associazione: un connubio tra un "Centro Anziani " e la Caritas, sensibilizzando 
Comune  e ASL.
Riusciamo a dare un pasto caldo a circa 30 persone al giorno, possiamo monitorare 
le loro condizioni fisiche attivando, quando serve, il Medico di Base, fornendo loro docce
e vestiti puliti, i supermercati ci forniscono i prodotti alimentari in scadenza che,
in tempi brevi, noi utiliziamo.
La nostra non è un'isola felice, abbiamo le nostre problematiche interne che vanno dai
Volontari non adeguatamente preparati che, sicuramente con il cuore, offrono il loro tempo,
ma che, per ora, non fanno corsi di preparazione ( sono indispensabili ),
dai contrasti con l'Amministrazione Comunale che ci delega la gestione di queste persone
ma risponde in tempi lentissimi e, a mio parere, insufficienti ai bisogni primari
che vanno dal lavoro, alla casa all'igiene personale.
Ovviamente ( ma è poi così ovvio? ) quando una persona OGNI GIORNO deve fare i conti
 con il freddo, la fame  e i tempi morti di lunghe giornate vuote si ritrova in un girone infernale
con altre anime che, come lui, si inventano la sopravvivenza  che spesso sfocia 
nell'illegalità: piccoli furti, spaccio che sommati all'alcolismo, all'uso di sostanze stupefacenti, 
ai percorsi di tipo psichiatrico, finiscono per incanalare in un viaggio di sola
andata verso il carcere, i servizi di salute mentale, i SERT, le Comunità ( quando va bene );
tutto questo ha un costo per i cittadini che non sono tutelati nella loro sicurezza
e contribuiscono a pagare il  mantenimento "a tempo indeterminato " di spese sanitarie
non propriamente  indirizzate alla "salute del cittadino " come dovrebbe essere,
ma al mantenimento di uno "status " patologico.
Anche questo contribuisce ad aumentare le nostre tasse, ma Vi lascio con un 
quesito:  siamo troppo distratti dalle vicende giudiziarie del bel Corona per accorgerci 
di quanto si specula " anche " su queste situazioni?
Evitiamo i patetici moralismi, guardiamo a Corona come ad un uomo
da processare e condannare  ma guardiamo anche tanti altri più o meno famosi,
ladri, faccendieri, stupratori che stanno ai "domiciliari dorati",
ed intanto la TV ci spieghi bene lo scandalo 
Monte Paschi di Siena
( pago il canone ed è un mio diritto pretendere che dicano la verità ) "


Fin qui la mia amica. Io non aggiungo nulla se non dirvi che per un certo
periodo pubblicherò alcuni suoi "pezzi " concernenti la realtà che lei vive ogni
giorno in quanto volontaria Caritas, per il momento li inserirò nell'ambito dell'iniziativa 
"Italia  a pezzi " , poi proseguirò autonomamente e in seguito forse
potrete seguirla, se vi fa piacere, direttamente su un suo blog.







POST ALL'UNISONO PER ESPRIMERE LA NOSTRA INDIGNAZIONE!




Questo vuol essere un post che unisce la nostra indignazione per quanto accade in Italia!
"Prendiamo l'Arte e ...mettiamola da parte!" Sì per una volta facciamolo, facciamolo davvero ... e tutti quanti insieme diciamo ... anzi urliamo forte, forte, forte:




BASTAAAAAA!!!!!!



Se anche Tu pubblichi o condividi... ricordati di inserire il tuo link nella'apposita pagina (dove puoi leggere anche un piccolo regolamento), cliccando nel link sottostante :





Nell'ambito di questa iniziativa ho pubblicato anche:








Con questo post, che vuole semplicemente
  essere una denuncia sociale e non un proclama politico,
 aderisco a:


CREIAMO LA CATENA DELL'INDIGNAZIONE


ASPETTIAMO TANTI ALTRI ANELLI...

AGGANCIA  IL TUO...


QUINDI SE VUOI ADERIRE FAI IL TUO POST E PUBBLICALO CON IL TITOLO DI 
ITALIA A PEZZI











mercoledì 30 gennaio 2013

Poncho huscky buono guida il fratello cieco nelle corse sulla neve





Uno ha lo sguardo attento e premuroso, l'aria responsabile e sicura  dell'amico
che tutti vorremmo accanto; l'aktro, purtroppo, ha occhi assenti, perchè non ci vede più.
Vivono una vita in comune, sempre fianco a fianco: respirano all'unisono
e non soltanto perchè sono fratelli.
Poncho e Gonzo sono due husky da slitta: vivono negli Stati Uniti e la loro storia
sta commuovendo il mondo.
Se è vero che il Natale è ormai passato, c'è sempre posto nei cuori delle persone
per quella che sembra essere una vafola da regalarsi sotto l'albero.
Ci sono avventura, amicizia, tenerezza.
C'è persino un'ambientazione magica: le candide montagne del New Hampshire,
a nord degli USA.






Proprio là vivono Poncho e Gonzo, al servizio dei turisti. La loro è una di quelle storie
che si raccontano ai bambini 8 ma fanno battere il cuore anche ai grandi ),
perchè sempre più spesso i cani ci ricordano che vivere al servizio degli altri non è sbagliato.






A raccontare per primo la commuovente vicenda di Poncho e Gonzo
è stato Fox News. Da allora le loro foto sono state riprese dai siti di informazione in tutto il mondo.
I due Huscky sono fratelli e insieme fanno parte dei 120 cani da slitta del
Muddy Paw Sled  Dog Kennel che trasportano i turisti durante la notte nelle incantate
terre del New Hampshire del nord.
Vivono in simbiosi da sempre, tra le montagne granitiche i boschi e i fiumi
della regione, ma soprattutto da quando Gonzo non ci vede più.






Poncho guida il fratello cieco nelle traversate; procedendo al suo fianco, 
gli trasmette la direzione e la velocità da tenere; in pratica gli presta i suoi occhi
e guarda avanti nella neve per entrambi..
Una volta gli ha addirittura salvato la vita.
Come ha raccontato Ben Morehouse, il proprietario della compagnia di cani,
Poncho una volta ha  strappato dalla neve suo fratello , afferrandolo con i denti 
per l'imbracatura: " Ho seguito questi animali  in un sacco di posti, in tutto
il Paese - ha detto -  ed è stata la cosa più incredibile che abbia mai visto fare ad 
un cane da slitta "






Tre anni fa , quando Gonzo ha iniziato ad inciampare nella ciotola del cibo,
i suoi allevatori hanno capito che qualche cosa non andava: subito 
il veterinario gli ha diagnosticato la malattia che in poche settimane lo avrebbe 
portato alla cecità. Nessuno, però, nè i medici nè i suoi padroni, riusciva
a spiegarsi in che modo il cane riuscisse comunque a trainare
la slitta sulla neve.






Poi l'illuminazione: a guidarlo era il suo inseparabile Poncho.
Quest'ultimo, all'inizio, non ha trattato il fratello in modo diverso:
poi quando si è accorto che aveva bisogno del suo aiuto, ha lasciato
che gli si affidasse completamente. Grazie al suo aiuto Gonzo non avverte
la cecità come un handicap invalidante: non gli pesa, quasi  non ne ha consapevolezza.






Perchè, dunque, dovrebbe rappresentare un ostacolo per gli altri?
L'husky è contento di fare il suo lavoro, esattamente come prima di perdere
la vista: bastano la presenza del fratello  e l'entusiasmo che gli trasmettono
gli allevatori.






" Anche se è cieco, Gonzo sa esattamente quando attaccarsi alla slitta.
E' ancora molto lucido.", ha spiegato il suo padrone.
" La gente ci chiede espressamente di includere negli otto cani al traino
della slitta Poncho e Gonzo: li trovano molto efficienti.
Non batteranno mai un record di velocità, nè daranno spinte impressionanti.
A essere onesti - ha spiegato ancora Ben Morehouse - sono i più buffi cani 
della compagnia. Però sono divertenti e incredibilmente teneri."






Oltre a d includere ex cani da slitta professionisti,
il Muddy Sled Dog Kennel
offre una seconda possibilità a cani vittime di maltrattamento
e abbandono.




( Fonte: Libero )
( fotografie dal web )



Cambio completamente argomento e se vi fa piacere vi invito da 


che ha fatto un lavoro fotografico e musicale di una bellezza e 
di una grandiosità che non potranno che piacervi.
Prendetevi qualche minuto e godetevi questa meraviglia!









martedì 29 gennaio 2013

Bruciano anche la biblioteca di Timbuctù




Dopo la presa di Gao i francesi e i maliani sono arrivati anche a Timbuctù:
l'altra grande città del nord che era caduta in mano ai jihadisti lo scorso giugno,
e di cui Audrey ed io, con il vostro aiuto ci eravamo occupate
Quiqui e qui
lanciando anche l'iniziativa
" Tutti insieme per Timbuctù "
Ma questi si sarebbero vendicati dando fuoco al 
Centro Documentazioni e Ricerche Ahmed - Baba:
un gesto di cui non sono ancora note le conseguenze, ma la cui portata
potrebbe essere terrificante, per la storia culturale dell'umanità.
Dopo aver sistematicamente distrutto i mausolei dei santi sufi, patrimonio artistico
dell'umanità ma secondo loro manifestazione di culto islamico per
loro venata di paganesimo, già da quattro giorni i jihadaisti
se l'erano presa anche con la biblioteca Ahmed - Baba, come d'altronde
si temeva da tempo che avrebbero fatto.






" Un crimine culturale " ha denunciato il sindaco di Timbuctù 
Ousmane Halle Cissè da Bamako, dove si era rifugiato.
Nel centro sponsorizzato dall'Unesco e sistemato in una nuova sede grazie 
al contributo del Sud Africa nel 2009, ci sono almeno
18.000 manoscritti preziosissimi: ma il Ministero dell Cultura del Mali
parla addirittura di 60 - 100.000 , e comunque Timbuctù tra i suoi vari soprannomi 
oltre a quello di "Regina delle Sabbie " e "Firenze d'Africa "
aveva anche quello di " Città dei 700.000 manoscritti ", contando, ovviamente,
anche quelli custoditi in altri luoghi






Testi di musica,botanica, religione, diritto, scienza, storia,
commercio, letteratura, astronomia, alcuni risalenti al XIII secolo,
al momento di maggior fulgore dell'Impero del Mali che aveva appunto 
in Timbuctù la sua capitale; altri portati direttamente da Granada, dopo
che nel 1492 era stata conquistata dai Cristiani.






" La città dove si raccoglievano libri come datteri sulle palme" era un famoso
canto su Timbuctù composto dai  griot, i cantastorie dell'Africa Occidentale.

" Il sale viene dal Nord,  l'oro viene dal Sud,
l'argento viene dal Paese dei Bianchi
ma la parola di Dio, le cose Sante, i racconti belli
non si trovano che a Timbuctù "

Era scritto davanti alla bibblioteca Ahmed - Baba: 
dedicata, peraltro, a un intellettuale che ai suoi tempi era stato
vittima degli integralisti.






All'impero del Mali, nato nell' XI secolo dopo che la dinastia maghrebina
integralista  degli Almoravidi aveva distrutto il precedente impero
del Ghana, dopo il suo collasso nel XV secolo era sguito l'altro
Impero Songhai: con capitale Gao e caratterizzato da una pacifica convivenza
tra Islam e Culti locali.
Ma nel 1591 Gao era stata occupata e saccheggiata da una specie di legione straniera
del Sultano del Marocco.
E Ahmed - Baba era stato appunto uno dei leader intellettuali
della resistenza agli invasori.




( Fotografie dal web )

Cambio completamente argomento e se vi fa piacere vi invito da 


che ha fatto un lavoro fotografico e musicale di una bellezza e 
di una grandiosità che non potranno che piacervi.
Prendetevi qualche minuto e godetevi questa meraviglia!






lunedì 28 gennaio 2013

I volti dei miei viaggi





Penso che viaggiare sia una delle maggiori forme
di arricchimento per l'animo umano, conoscere direttamente
nuovi Paesi, nuove culture, nuove tradizioni, sia molto lontane dalle nostre
o semplicemente di un'altra zona dell'Italia, è senz'altro qualche cosa che cambia
il nostro modo di pensare e di valutare.
Quindi rientrando da ogni viaggio il nostro bagaglio è più pesante
di quando siamo partiti perchè riportiamo a casa con noi
tutto ciò che abbiamo imparato, tutto ciò che abbiamo visto e vissuto,
insomma un oceano di ricordi.
E tra questi ricordi sono sicuramente indelebili i visi
delle persone che abbiamo incontrato, con le quali abbiamo condiviso
forse solo un istante della nostra vita ma che restano impressi nella nostra anima.


E allora dalla mia scatola dei ricordi
scelgo questi tre volti 
per me particolarmente significativi






La donna nomade, una vera matriarca, che ci ha ospitati, una sera, 
nel deserto, nella sua tenda.
Bellissima, seduta a terra nel tramonto, ci ha preparato
il pane, osservandoci, senza sorridere, con il suo volto
segnato dal vento, dal sole e dalla vita che
lentamente passava.







L'uomo che, cantando, confezionava i sigari
a Santiago de Cuba,
anche lui con il viso sereno ma
segnato da una vita non facile.







Il bimbo che,  in Tunisia,
 camminava sulla strada bruciata dal sole con il suo asinello
e che mi ha regalato un mazzetto aromatico,
una specie di rosmarino molto, molto profumato;
lo conservo ancora racchiuso tra le pagine dell'album di fotografie.
Il bel visetto scuro e serio
e due occhi enormi, sembrava attendessero una carezza!



Ecco, questi sono tre dei volti che rientrando dai miei viaggi
ho portato a casa con me,
i tre volti che tra le loro pieghe contengono
tutta la saggezza e la ricchezza del mondo.


" Ti porterò con me
più in là di questo mare
per tutti i tuoi domani
sarai con me.
Ti porterò lontano
da tutti questi giorni uguali
per tutti i miei domani
ti porterò con me"



Con questo post partecipo all'iniziativa di Monica, autrice di


" I volti dei miei viaggi "






domenica 27 gennaio 2013

Italia a pezzi / L' uomo qualunque








POST ALL'UNISONO PER ESPRIMERE LA NOSTRA INDIGNAZIONE!




Questo vuol essere un post che unisce la nostra indignazione per quanto accade in Italia!
"Prendiamo l'Arte e ...mettiamola da parte!" Sì per una volta facciamolo, facciamolo davvero ... e tutti quanti insieme diciamo ... anzi urliamo forte, forte, forte:




"Bastaaaaaaaaaaa!"



Se anche Tu pubblichi o condividi... ricordati di inserire il tuo link nella'apposita pagina (dove puoi leggere anche un piccolo regolamento), cliccando nel link sottostante :




***********************************






Un fantasma si aggira ancora nell'Italia delle antiche e mal risolte
magagne. 
E' il povero omino torchiato dal fisco e dai 
poteri forti che campeggia sulla testata del settimanale
L'uomo qualunque
fondato a Roma il 27 dicembre 1944 dal commediografo
Guglielmo Giannini,
che ne fece poi la rampa di lancio per l'omonimo 
movimento politico fondato nel 1946.






In quell'omino , diciamo la verità, ci riconosciamo ancora un po' tutti,
orfani di una svolta mancata che perse le sue occasioni d'oro fin
dagli anni del dopo guerra.
Non erano passati nemmeno sei mesi dalla liberazione di Roma
e la guerra continuava al nord, e Giannini dava già addosso
alla nascente partitocrazia, all'intervento dello Stato
nell'economia e alle miriadi di tasse, gabelle e scartoffie
che rischiavano di far scappare alle gente la voglia di rimboccarsi le maniche
per sgomberare le macerie dei bombardamenti.






Guai che, bombe a parte,sembrano i nostri.
L'omino schiacciato dal torchio è esattamente l'italiano medio di oggi,
letteralmente depredato da una politica basata sulla polizia fiscale
che entra nella privacy delle famiglie, e ha trasformato l'Italia in una sorta di DDR
come quella descritta nel film "Le vite degli altri ".
La gente non ne può più.
Noi non ne possiamo più.
Io non ne posso più!





Già allora Giannini scriveva:

" Lo Stato non deve commerciare, non deve produrre,
non deve nemmeno vendere
i sali e i tabacchi "

ed io aggiungo: lo Stato non deve esercitare la professione
del biscazziere riempiendo paesi e città
di sale da gioco dove, chi non è ancora sul lastrico ci finisce nel giro
di pochi giorni, perchè quando non ci sono soldi si è deboli e si spera, si crede
davvero che una grattata ad un pezzetto di cartone ti faccia vivere
una vita da nababbo tra vacanze e feste, che una giocata alle
macchinette , occhieggianti in ogni bar, tabaccaio, super mercato ecc., risolva 
il problema della tua vita.

IN REALTA' L'UNICO A GUADAGNARCI E' LO STATO

Il "povero "giocatore perde sempre
il cittadino perde sempre, perchè il costo sociale e sanitario di tutto questo
lo paghiamo noi, 
lo Stato biscazziere sponsorizza il gioco incrementando una grave patologia
 e ne ha un ritorno in tasse,
i cittadini comuni, noi, paghiamo i danni.
( Vedi il caso dl'imprenditore che durante una crisi di gioco
compulsiva ha dovuto essere ricoverato)
Lo Stato biscazziere contribuisce, vendendo illusioni,
e consentendo l'apertura di miriadi di sale gioco,alla rovina totale di
persone disperate e  di famiglie allo stremo.






E ancora una volta l'unico a guadagnarci è lo Stato
che questi guadagni li impiega esclusivamente per le spese
folli dei politici, per l'apparato del Presidente della Repubblica,
( che è a dir poco vergognoso! )
per salvare le banche che, a dirla così, come una donna qualunque,
" Ne hanno fatte da vendere e da pendere"

BASTAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!



Nell'ambito di questa iniziativa ho pubblicato anche: 










Con questo post, che vuole semplicemente
  essere una denuncia sociale e non un proclama politico,
 aderisco a:


CREIAMO LA CATENA DELL'INDIGNAZIONE


ASPETTIAMO TANTI ALTRI ANELLI...

AGGANCIA  IL TUO...


QUINDI SE VUOI ADERIRE FAI IL TUO POST E PUBBLICALO CON IL TITOLO DI 
ITALIA A PEZZI

















sabato 26 gennaio 2013

venerdì 25 gennaio 2013

Un anno di blog...grazie a tutti voi!




Oggi il mio blog, questo mio piccolo mondo,
compie un anno.
Ero partita così, un po' in sordina, adesso è passato un anno e
da quel giorno  qualche cosa, per me, è cambiato...
adesso nella mia vita ci siete anche voi.
Quando quest'avventura è cominciata ho passato settimane intere
a scrivere solo per me stessa,
nessuno mi leggeva e nessuno mi commentava
ma in realtà non mi aspettavo nulla di diverso,
ero nuova in  questo mondo,
non avevo esperienza, non sapevo nemmeno come fare
per crearmi dei contatti.
Poi avete iniziato ad arrivare...un po' per volta ci siamo conosciuti,
ci siamo apprezzati, ci siamo avvicinati
al punto che con parecchi di voi mi sento unita come se ogni giorno
ci incontrassimo di persona per bere un caffè.
Prima dell'estate la prima grande esperienza da blogger
(ovviamente nel mio piccolo ), con Audrey, in due giorni
abbiamo "messo su " la campagna per Timbuctù,
senza aspettative, senza velleità di cambiare le cose,
ma solo perchè ci credevamo, e tanto...
e voi avete risposto in tanti  e tanti di voi poi sono rimasti
con noi.






E poi  sono contenta di aver scritto un po' ( e lo farò ancora)
sui nostri marò in India e anche qui siete stati presenti in tanti






e sono felice di aver seguito la triste vicenda dei
cagnolini di Geen Hill






E poi sempre con Audrey e con la collaborazione di Xavier e Vaty,
Il nostro "Aspettando Natale "






Mi avete sempre seguita in tanti e con commenti
intelligenti, colti e ironici.
Siete stati molto più di quanto mi sarei
mai aspettata.
 Vi ringrazio, vi ringrazio di esserci stati, 
di esserci, di avermi aiutata a crescere come blogger
ma anche e soprattutto come persona.
Ognuno di voi mi ha dato qualche cosa, ed è stato un anno
ricco e stimolante.
Volevo regalarvi qualche cosa per festeggiare insieme
questo compleanno e volevo che questo qualche cosa avesse
un significato.
Alla fine ho deciso, vi regalo il mio primo post,
quello con cui mi ero, con tante titubanze,
affacciata a questo mondo allora sconosciuto.
Eccolo, è per voi e grazie a tutti.








Per esempio: Walt Whitman

Dove germogliano i fili d'erba,
nel centro terreno dell'essere,
lì inizia la poesia:
lei si estende fino al confine
estremo della vita,
e vedi, non è all'esterno,
essa è nell'anima.
All'interno il confine
e all'esterno il centro,
l'uno partoriente l'altro,
questo è la poesia.
Certo alla fine scopri meravigliato
che semplicemente questa è la vita,
è la vita dell'uomo.

( H. Broch)



E adesso vi offro una tazza di tè con i biscottini che ha preparato
Audrey  e che mi ha virtualmente regalato per questo compleanno
servitevi pure tranquilli:
sono preparati in tre versioni :
con glutine, senza glutine, vegana






E questa è la magnifica orchidea che mi ha mandato Vaty









giovedì 24 gennaio 2013

L' amore non tramonta mai / San Paolo




Se parlo le lingue degli uomini
E anche quelle degli angeli,
Ma non ho amore,
Sono come un metallo che rimbomba,
Uno strumento che suona a vuoto.

Se ho il dono di essere profeta
E di conoscere tutti i misteri,
Se possiedo tutta la scienza
E anche una fede da smuovere i monti,
Ma non ho amore,
Io non sono niente.

Se do ai poveri tutti i miei averi,
Se offro il mio corpo alle fiamme,
Ma non ho amore,
Non mi serve a nulla.

Chi ama è paziente e generoso.
Chi ama non è invidioso,
Non si vanta,
Non si gonfia di orgoglio.

Chi ama è rispettoso,
Non cerca il proprio interesse,
Non cede alla collera,
Dimentica i torti.

Chi ama non gode dell'ingiustizia;
la verità è sua gioia.

Chi ama tutto scusa,
Di tutti ha fiducia,
Tutto sopporta,
Mai perde la speranza.
L'amore non tramonta mai.

( San Paolo, Lettera ai Corinzi )

mercoledì 23 gennaio 2013

L'ambasciatrice Luce anticomunista di ferro e amica di De Gasperi




Nel 1953 il premio Nobel per la Pace fu assegnato al generale 
e politico statunitense George  Catlett Marchall,
co - ideatore del famoso Piano che portò in Europa tra il 1947 e il 1951
una sterminata quantità di aiuti alimentari, logistici e tecnologici che
favorì notevolmente la ripresa economica ed industriale del nostro Continente.
Pochi sanno però che co- ideatrice del Piano fu 
Clare " Ann " Boothe Luce,
all'epoca rappresentante del Connecticut presso il Congresso americano.
Il Generale Marchall, nel breve saluto di ringraziamento
rivolto all'Accademia norvegese, non mancò di ricordare il prezioso contributo
di Clare nella riuscita del programma internazionale di aiuti.






Nata a New York il 10 aprile 1903 da una famiglia benestante,
Clare a soli vent'anni sposò George Tuttle Brokaw, erede di una 
catena di grandi magazzini specializzata nell'abbigliamento.
Nel 1925 nacque l'unica figlia, Ann,  ma nel 1929 i due divorziarono.
Appassionata di giornalismo, acuta e dotata di un notevole spirito di osservazione
Clare nel 1931 entrò a far parte della redazione di Vogue, per poi
passare a Vanity Fair l'anno successivo fino a diventarne
direttrice nel 1934.





Nel 1935 sposò in seconde nozze Henry Robinson Luce, fondatore ed editore
di periodici importanti quali Times, Life e Fortune.
Autrice di commedie drammatiche rivolte al femminile
( Donne del 1937, Il bacio d'addio del 1938 e Margine d'errore del 1939 ),
ottenne grande successo avvalendosi di grandi interpreti quali
Joan Crawford, Bette Davis e Katharine Hepburn







Nel gennaio 1944 la figlia morì in un incidente automobilistico
e Clare, disperata, pensò con insistenza al suicidio.
Attraverso il primo marito conobbe il predicatore cattolico texano
John Sheen Fulton, soprannominato " Microfono di Dio "
per i suoi veementi interventi radiofonici e televisivi






Convertita al cattolicesimo nell'aprile del 1946 con una solenne cerimonia
nella chiesa di San Patrizio a New York, nel 1950,
entrò nel comitato per la campagna elettorale del repubblicano
Dwight David Eisenhower, generale ed eroe della Seconda guerra mondiale,
eletto nel 1952 e riconfermato quattro anni dopo.
Il 4 maggio 1953 Clare Boothe Luce divenne ambasciatrice degli USA
in Italia, prima donna al mondo a ricoprire questa carica.






Amica personale di De Gasperi, che stimava moltissimo,
alla morte di questi ( il 19 agosto 1954 ) manifestò al presidente Einaudi
tutta la sua preoccupazione per l'improvvisa scomparsa del grande statista.
Quando poi , il 25 aprile 1955, Giovanni Gronchi divenne Capo dello Stato,
le preoccupazioni di Clare aumentarono perchè Gronchi era considerato
un DC di sinistra molto invadente.






 Tra la fine di febbraio e i primi di marzo 1956, Gronchi effettuò 
una visita ufficiale negli Stati Uniti che ebbe molto successo.
Si disse allora che avesse chiesto ad Eisenhower l'allontanamento
della Bothe ricevendone l'assenso.
Vero o no , così fu.






Clare fu sostituita da Jemes David Zellerbach, buon conoscitore del 
nostro Paese, nel gennaio del 1957, subito dopo la rielezione di "Ike".
Nel frattempo, peraltro, i gravi accadimenti del 1956 con la repressione
in Ungheria, avevano evidenziato il volto del comunismo sovietico,
avvicinando le posizioni degli autentici liberali ai quali, senza dubbio, sia la Boothe
che Gronchi appartenevano.
Tornata negli USA, Clare riprese ad occuparsi della casa editrice del marito,
soprattutto dopo la morte di Henry nel '67.
Clare " Ann"  ( l'aveva aggiunto dopo la morte della figlia ) Boothe Luce
si spense a Washington il 10 ottobre 1987




( Sergio De Benedetti, Libero del 10 gennaio 2013 )
( fotografie dal web )







Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")