mercoledì 7 novembre 2012

Novembre



Giace morente l'anno nella luce di questa sera;
Nei boschi autunnali medita il poeta;
Ode sospiri di malinconia
Tra le foglie avvizzite.

Non così, ma come spirito glorificato
L'angelo dell'anno dice addio, depone le vesti
Verdi in primavera
O rilucenti nell'azzurro estivo.

E avendo compiuto la sua missione in terra,
Riempite di biondo grano mille valli,
Frutteti di rosei frutti,
E sparsi i suoi fiori intorno...

Indugia per un attimo a ponente
Mentre il sole calante volge al tutto
Un dolce sorriso di saluto
E poi ritorna a Dio.
( Anonimo tedesco da "Il diario di campagna di una 
Signora inglese del primo novecento" )


martedì 6 novembre 2012

Il cappuccino Felice, santo questuante ritratto da Rubens




Il 22 maggio 1712 Clemente XI al secolo Francesco Giovanni Albani, 
canonizzò solennemente il frate cappuccino Felice da Cantalice
un paesino della Sabina appena fuori dall'abitato di Rieti






Di cognome Felice faceva Porri e fino ai trent'anni circa
era stato un bravo contadino che alla meno peggio
tirava a campare con i genitori e tanti fratelli
in un territorio comunque abbastanza fertile e pianeggiante.
Un giorno cadde malamente proprio mentre suo fratello Raniero passava 
con un carro tirato da un bue.






Convinto che Felice fosse stato calpestato dall'animale
e rovinato dall'aratro, Raniero si mise le mani nei capelli e cominciò
ad urlare per chiedere aiuto.
Ma Felice si rialzò senza un graffio, con i vestiti completamente
lacerati ma pressochè incolume.






La vicenda venne ovviamente considerata miracolosa e Felice, già molto devoto 
al Santo della valle, Francesco d'Assisi, la interpretò
come un inequivocabile segno del destino.
Nato probabilmente nel 1515, nel 1543 vestì l'abito cappuccino
e si ritirò in un convento ciociaro di Articoli di Campagna
( dal 1911 più noto come Fiuggi )
per poi spostarsi a Monte San Giovanni Campano,
sempre nella zona di Frosinone, a Tivoli sulla via Tiburtina ed infine
nell'ormai distrutto convento di Santa Maria di Palanzana,
ubicato sul monte che domina l'abitato di Viterbo





Nel 1547 Felice venne trasferito a Roma nel convento
 di San Nicolò di Portiis nel luogo dove oggi è la chiesa della
Santa Croce  e San Bonaventura dei Lucchesi, a due passi dalla fontana di Trevi.
In quel convento operò fino all'aprile 1587 e per quarant'anni
girò ogni giorno la città come questuante di pane, di olio e di vino.






Nella Città Eterna era famoso, aveva una grossa sporta sul davanti
ed una borsa di vimini sottobraccio: così infatti,
con l'aria caritatevole ma fiera, lo raffigurerà in seguito
Pieter Paul Rubens
attraverso un dipinto molto efficace che è conservato presso
la Galleria Doria  - Panphili di Roma.





Morì il 18 maggio dello stesso 1587 e Sisto V, Felice Peretti,
volle subito che fosse istituito il processo di beatificazione ma ci volle
Urbano VIII, Matteo Vincenzo Barberini, nel 1625  per renderlo Beato
dopo che Paolo V , Camillo Borghese, blocco il processo di beatificazione
perchè ritenuto inspiegabilmente " inutile e dannoso " in una fase di
profonda trasformazione della Chiesa qual'era l'inizio del XVII secolo.
La tomba di Felice da Cantalice è dal 1631 nella chiesa di
Santa Maria della Concezione e Convento dei Frati Cappuccini
all'inizio di via Veneto, venendo da piazza Barberini.





( Sergio De Benedetti, Libero 23-08-2012 )
( Immagini dal web )







domenica 4 novembre 2012

Le pietre dei miei viaggi

Questo mese Monica, autrice di Viaggi e baci

http://viaggiebaci.wordpress.com/


ci propone
un tema di grande fascino 
"Le pietre dei miei viaggi".
Questa volta ho veramente fatto fatica a scegliere
 le tre fotografie che più potevano rappresentare  " le mie pietre".
Fin da bambina sono stata abituata dai miei genitori
ad amare queste "pietre" e ad averne un grande rispetto.
Tra quelle pietre è nata la storia dei popoli,
la filosofia, la letteratura, si è sviluppato il senso religioso, 
queste " pietre " sono il nostro passato
che ci prende per mano, che si racconta come nessun libro di storia
potrà mai fare, e ci guida verso il futuro.

Queste sono le " mie pietre ":


BULLA REGIA ( TUNISIA )

Le pietre della civiltà



La casa del tesoro



Bulla Regia è considerata uno dei principali siti di rovine romane
in Tunisia. Terme, cisterne, templi, fori e soprattutto
grandiose ville invitano ad una visita.
Da Bulla Regia provengono alcuni dei più bei mosaici del Museo del Bardo 
di Tunisi, ma altri si possono visitare anche in loco.
La città fenicia fu probabilmente conquistata da Massinissa intorno al 150 a.C..
Dopo la morte del re essa divenne capitale di uno dei tre regni numidici.
Già nel 50 a.C. ebbe inizio la sua romanizzazione e, sotto Adriano, Bulla Regia fu 
elevata a colonia (117/118 d.C. ):
i suoi abitanti ottennero il diritto di cittadini romani,
il commercio di olive e di grano la rese una delle città più ricche
dell'Africa romana.
Nel 399 Sant'Agostino si stabilì nella città che nel 380 era 
diventata sede vescovile.
Lo splendore dell'epoca bizantina è testimoniato da due basiliche.
L'invasione degli Arabi nel VII secolo segnò il declino di Bulla Regia
che fu definitivamente abbandonata nel XII secolo



EFESO  ( TURCHIA )

Le pietre dello spirito e della cultura


Tempio di Adriano


Efeso fu una delle più antiche e importanti città greche
dell'Asia Minore.
Città in origine dei Cari e centro di culto di una dea - madre
più tardi identificata dai greci con Artemide, fu colonizzata dagli Ioni nell' XI secolo a.C.

Fu distrutta dai Cimmeri e in seguito sottomessa  a Creso,
quindi assoggettata ai Persiani, negli anni successivi fu  ora indipendente
ora legata ai persiani ora a Sparta.
Liberata da Alessandro e dopo varie vicesitudini passò ai romani
e divenne una delle principali città dell'impero.
Accolse una delle prime comunità cristiane, fu visitata da San Paolo
e, secondo una tradizione locale fu ultima dimora
della Vergine Maria che vi sarebbe morta.
Fu sede inoltre di vari concili.
Gli scavi hanno riportato alla luce rovine notevolissime dell'antica città
che costituiscono uno dei complessi archeologici più vasti
di tutta l'Asia Minore.
Fra i numerosi resti di templi, edifici pubblici e case private
sono particolarmente interessanti quelli di uno stadio, del teatro,
uno dei più grandi del mondo greco, di varie agorà, di 
terme e ginnasii, tra i quali quello di  Vedio Antonino, della
biblioteca di Caio Giulio Celso Polemeano, del 
tempio di Adriano, della fontana di Traiano, dell'odeon , di 
varie strade importanti e della chiesa di Santa Maria, del IV secolo e poi ricostruita verso 
il 500, nella quale nel 431 si tenne  il terzo concilio ecumenico



POMPEI  ( ITALIA )

Le pietre della quotidianità



Il forno di Modesto



Pompei è indubbiamente uno dei nostri più importanti
siti archeologici, dove si rivive la vera quotidianità
così com'era nel nostro passato.
Mi soffermo proprio su questa quotidianità e scelgo l'interessante forno
del panettiere Modesto con le macine formate da  due pezzi di lava vulcanica, 
quello inferiore a forma di cono pieno, quello superiore biconico vuoto.
Al di sopra c'era un asse di rotazione che macinava il grano.
La macina veniva azionata dagli schiavi, dagli ergastolani o dagli asini.
Al fianco del forno si trova la base di un recipiente destinato a contenere l'acqua
per innaffiare i pani semicotti, per ottenere una buona crosta lucida, o per raffreddare la paletta.
I forni si riscaldavano a legna. Uno strato si sabbia sotto il piano del forno
e sulla sommità della calotta impediva la dispersione del calore.
Spesso la bocca del forno era fatta di lastre laviche e veniva chiusa da uno sportello di ferro.
Il forno del panificio era sormontato da un a lastra di travertino, recante
un fallo in rilievo con la scritta " hic habitat felicitas"
( è qui che abita la felicità ), ora nel Gabinetto Segreto del 
Museo di Napoli.
Nel forno di Modesto dietro allo sportello chiuso,  si rinvennero 
ottantuno pani carbonizzati.
L'ambiente a sinistra del forno era destinato a deposito del prodotto finito;
accanto era l'horreum cioè il granaio.
Nell'angolo del portico è murata una vasca per il lavaggio del grano.



" L'insegnamento giunge solo ad indicare
la via e il viaggio,
ma la visione sarà di colui
che avrà voluto vedere ".
( Plotino )







Mutamenti




" Fu come il mutarsi dell'estate in autunno
col freddo dell'implacabile autunno
gettato sull'estate,
al modo stesso che l'ombra si getta
attraverso il sole 
al tramonto,
qualcosa come il ravvivarsi
nell'autunno
di una morente estate;
il ravvivarsi di un fuoco che muore
nel suo morire stesso."
( Faulkner, Luce d'agosto)

sabato 3 novembre 2012

Sogni




" I sogni
sono le illustrazioni del libro
che la tua anima sta scrivendo
su di te."
(A.Drew )

venerdì 2 novembre 2012

Tre premi!




Ho ricevuto da Daniela il Premio Fedeltà creato da Olga, in realtà quando 
Daniela, che è autrice del blog  "Dai gioia "



un po' di tempo fa, mi ha assegnato questo bel premio
lo avevo appena ricevuto ragione per cui, viste le modalità di assegnazione
ho lasciato passare un po' di tempo prima di assegnarlo a mia volta.

Si tratta di un interessante premio, con una bellissima immagine floreale, che viene assegnato ai blogger che nel mese corrente, in questo caso ottobre, hanno inserito più commenti nel blog che assegna il premio.
"I vincitori sono invitati a prelevarlo ad  inserirlo nel proprio blog."


Assegno questo premio a
Audrey, autrice di " Borderlaine"

http://borderline83.blogspot.it

presenti nel mio blog nel mese di ottobre con 19 commenti.



Il secondo premio, che sarebbe il mio trentottesimo premio,
me lo ha assegnato Audrey, autrice di Borderline
http://borderline83.blogspot.it
e si tratta del prestigioso Premio Dardos









 il premio "Dardos", un premio creato dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade, il quale nel 2008 concesse nel suo blog Leyendas "El Pequeño Dardo " , il seguente premio ai primi quindici blog selezionati da lui e da quel momento il premio iniziò a circolare su internet. Secondo il suo creatore, questo premio vuole " riconoscere il valore di ogni blogger, per il suo impegno nella trasmissione di valori culturali, etici, letterari e personali". Esprimendo in ultima analisi la loro creatività, attraverso il loro pensiero.


Questo premio lo assegno a Vaty autrice del blog
A thai pianist...
http://vatineesuvimol.blogspot.it/



E infine questo bel premio creato da Korè,
autrice del blog "Sogni di carta "



per gli amanti dei libri e della lettura.
Il nome di questo premio e Unia 
che in finlandese significa sogno
e come dice Korè "che cos'è un libro se non un sogno?"






Le regole di questo premio sono

1. Rispondere a queste 7 domande:

 - Qual'è il primo libro che hai letto in assoluto?
 - Hai mai fatto un sogno ispirato ad un libro che hai letto? Se si, racconta.
 - Qual'è la prima cosa che ti colpisce di un libro? La copertina, la trama o il titolo?
 - Ti è mai capitato di piangere per la morte di un personaggio?
 - Qual'è il tuo genere preferito?
 - Hai mai incontrato uno scrittore?
 - Posta un'immagine che rappresenta cosa significa per te la lettura.

2. Premiare altri 7 blog.


quindi passo a rispondere alle domande
1- A parte le favole il primo vero libro è stato 
I ragazzi della via Pal ,o per lo meno è stato quello
che mi sono comperata con i miei primi soldini, mi ricordo
ancora l'orgoglio che provai uscendo dal negozio, naturalmente ho
ancora il libro.
2-No
3- In genere la trama
4- Sembrerò ridicola ma Incompreso mi ha sempre
fatta piangere e poi Cime tempestose.
5- Mi piacciono i libri che raccontano grandi storie per esempio
I Vicerè, I Buddenbrok, I fratelli Karamazov
e che scavano in profondità nell'animo umano.
6) Sì, alcuni nella vita reale e parecchi attraverso il blog, 
io ho scritto di loro e loro periodicamente mi fanno il grande onore
di passare di qui.
7- E questa è la mia immagine di lettura 







Come sapete i ho deciso di non inflazionare i premi
perciò lo assegnerò ad una sola persona,
mi sembra che così venga anche maggiormente valorizzato.
Ho deciso di assegnare questo premio a Linda
autrice di " Il cielo di Linda "

http://micontraddico.blogspot.it/

Un grande abbraccio a tutti .
Antonella


Ancora una cosa ...vi ricordate del libro di cui vi ho parlato
durante l'estate: Baraonda di Vincenzo di Pietro?
Bene, se leggete tra i commenti vedrete che  mi ha contattata Vincenzo
chiedendomi di comunicare ai miei lettori
che dal 7 novembre il suo libro, che mi era piaciuto molto,
uscirà sempre con la Leone editore in libreria
(finora era stato distribuito allegato al
quotidiano Libero.)

Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")