mercoledì 15 luglio 2015

L'Expo del lusso




La carne di coccodrillo fa impazzire l'Expo. Dopo l'annuncio di un paio di settimane fa
sabato scorso. al ristorante dello Zimbawe è partita la vendita del " crocoburger ".
Poche ore  e nel primo pomeriggio le scorte erano quasi esaurite. Il tam-tam sui social
quando parte può produrre effetti imprevedibili. E dire che il panino al coccodrillo non è certo
a buon mercato: hamburger più bibita si pagano 15 euro. Un prezzo più che ragionevole , però,
viste le quotazioni sui mercati europei dove è presente la carne del rettile, che in media costa 150 euro al kg.








Ma il prezzo della carne ottenuta dal parente più prossimo,  tuttora vuvente, dei dinosauri, 
impallidisce di fronte a quelli di alcune specialità italiane. Il made in Italy di lusso a tavola
si paga. Eccome. E la domanda è alta, a dimostrazione che il segreto per spuntare dei buoni margini
è strettamente legato all'unicità degli alimenti che si propongono: più paiono esclusivi
più le loro quotazioni salgono.









E' il caso delle 10 specialità che Coldiretti ha messo in mostra sabato ad Expo, realizzando
nel proprio padiglione " No farmers no party ", la top tin dei cibi più costosi.
Una galleria che riunisce le specialità presenti nelle dispensa delle maggior parte degli
italiani e rarità vere e proprie che si trovano con difficoltà. Di sicuro non sul bancone del
supermercato sotto casa.








In cima alla top 10 dei cibi di lusso c'è un ingrediente di uso abbastanza
comune, per lo meno nel Nord Italia, lo zafferano.
La varietà che si coltiva in provincia de L'Aquila costa ben 23mila euro al Kg..
Un valore che il consumatore non percepisce appieno perchè la spezia viene venduta
in confezioni che ne contengono un decimo di grammo. O poco più.








Al secondo posto vengono i tartufi bianchi la cui quotazione media è di 
3mila euro al chilo, con margini di variazione molto ampi in funzione delle dimensioni
più il tartufo è grande e più costa. Lo scorso autunno un bianco d'Alba da 1,8 chilogrammi è 
stato venduto all'asta al prezzo record di 90mila euro.








Al terzo posto nello scrigno dei prodotti preziosi allestito dalla Coldiretti, compare il 
caviale di lumaca , una specialità prodotta in Sicilia che arriva a costare anche 
160 euro per 100 grammi. Il prezzo si deve soprattutto al fatto che la raccolta e la selezione
delle uova viene eseguita rigorosamente a mano, inoltre le lumache sono alimentate soltanto
con ortaggi di produzione biologica.








Le chiocciole precedono l' aceto balsamico di Modena e Reggio invecchiato 25 anni che
può arrivare a costare addirittura 1000 euro al litro.








Al quinto posto l' estratto di bergamotto, la cui produzione mondiale avviene
per il 90 per cento in provincia di Reggio Calabria, costa anche 500 euro al litro,
un prezzo, spiegano gli esperti, dovuto alla " perfezione organolettica " del suo olio
essenziale, estratto dalla buccia del frutto con un particolare procedimento a freddo, e 
composto da circa 350 elementi chimici. Storicamente l'olio di bergamotto era ricercato per
le sue proprietà fissative che lo hanno reso indispensabile, nelle epoche in cui i profumi erano 
composti soltanto da prodotti naturali, per amalgamare tutte le essenze e conservarne la 
fragranza nel tempo














Lo spumante più prezioso d'Italia invece è quelle che contiene al suo interno piccole stelle d'oro
 zecchino che fluttuano dentro alla bottiglia, come se fosse uno scrigno prezioso o un
romantico cielo stellato. L'azienda lombarda che lo produce ho pensato di aggiungere allo
spumante metodo classico, ottenuto dalle uve raccolte nei vigneti che si affacciano
sul lago d'Iseo, oro alimentare 23 carati macinato in polvere finissima per dare un tocco in più
e differenziare ulteriormente un prodotto già molto apprezzato.
Costo 106 euro al litro.








Sempre in tema di spumanti c'è la bottiglia gioiello in edizione limitata
con l'etichetta realizzata in cristalli Swarovsky originali, il costo è di 266 euro al litro.








Nella panoramica della tavola dello sfarzo un posto privilegiato lo merita 
la bottarga di muggine di Cabras, il così detto " caviale dei Sardi ", un alimento 
pregiatissimo, costituito dalle uova di cefalo e di tonno sottoposte ad un lungo procedimento
di salatura ed essiccamento. Il prezzo?
250 euro al chilo.










La medaglia d'oro per l'olio più pregiato d'Italia va invece all' olio romagnolo di Brisighella
il primo ad avere avuto il riconoscimento DOP dall'Unione Europea.
Realizzato con un'unica varietà di olive raccolte in un'area particolarmente circoscritta
della provincia di Ravenna, costa 29 euro al litro.








Naturalmente i prezzi associati ad ogni alimento sono puramente indicativi e
possono subire forti variazioni da una zona del Paese all'altra. Il medesimo prodotto, poi,
può triplicare nei negozi più chic rispetto a quanto si potrebbe spendere direttamente 
dal produttore.
Valga per tutti il caso del  culatello,  che è l'ultimo dei nostri prodotti top:
al salumificio si trova a 4 - 5 euro all'etto. In taluni negozi esclusivi viene venduto
a 10 - 12 euro.






( Fonte: Attilio Barbieri, Libero del 12 luglio 2015 )
( immagini dal web )



















12 commenti:

  1. Non si finisce mai d'imparare.
    Cristiana

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    1. Ciao Cristiana, benvenuta! Passo a trovarti.
      A presto.
      Antonella

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  2. Devo dire che, nonostante il costo proibitivo, tanti di queste "prelibatezze" non mi attirano, per prima la carne del coccodrillo : non la mangerei mai ! Come non mangerei la bottarga e il caviale di lumaca !! Invece il culatello, l'olio, lo spumante e il bergamotto sono OK ! un saluto

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    1. Ciao Mirtillo, nemmeno io mangerei mai certe cose, in primis, anche per me, la carne di coccodrillo...mi fa senso solo pensarlo. E anche il caviale di lumache non scherza! Sono, invece per il culatello e lo zafferano che ho sempre apprezzato.
      Un abbraccio.
      Antonella

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  3. un padiglione pieno colmo di primizie e bontà ;)
    favolosi i tartufi bianchi
    bacione

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    1. Ciao Audrey, come forse già sai, non sono un'appassionata di tartufo e in realtà di quasi nessuna di queste rare specialità.
      Un bacione .
      Antonella

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  4. Cose favolose e ( forse) irraggiungibili , mi consolo con una buona risottata.

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    1. Ciao Costantino, sì, favolose e probabilmente irraggiungibili, forse, a mio parere, anche un po' ridicole. Personalmente a parte il culatello e un buon olio d'oliva ( io preferisco il pugliese )...mi attira di più la risottata...magari con lo zafferano e l'osso buco.
      A presto, buona giornata.
      Antonella

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  5. Come ha scritto Mirtillo, certi alimenti non li mangerei mai!!!! Uso spesso lo zafferano e mi piacerebbe assaggiare il bergamotto. Buona giornata Antonella, bellissimo come sempre il post.

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    1. Ciao Ale, come già detto agli altri lettori anch'io sono molto perplessa su queste leccornie...ma tant'è, le hanno presentate e io ho raccontato!
      Un abbraccio.
      Antonella

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  6. come al solito sono la pecora nera... io la carne di coccodrillo l'ho assaggiata tantissimi anni fa in Jamaica, dove venivano allevati appositamente e non era poi cosi male, aveva il sapore del pollo alle spezie ma con una consistenza più gommosa.. in compenso rimango sconvolta dai prezzi di queste leccornie!!

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    1. Ciao Elena, sì, questi prezzi fanno davvero impressione! Sono stata in Giamaica ma non me la sono sentita di assaggiare la carne di coccodrillo. Ciao, ti auguro una felice serata.
      Antonella

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Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")