Vi propongo, oggi, un giro d'Italia tra le ricette più gustose e caratteristiche per un picnic fuori porta come tradizione comanda.
Uno sguardo al cielo perchè anche in campo meteo esiste una tradizione che dice che Pasquetta regali improvvise docce ai gitanti che, inconsapevolmente, rievocano l'incontro di Gesù Cristo risorto con i due discepoli in marcia da Emmaus a Gerusalemme.
Spiegata così la scampagnata con tovaglie a quadri, ceste strabordanti calorie, pennichelle russanti e partite al pallone tra fumi residui di grigliate assume un connotato un po' meno fantozziano e certo si discosta dall'iperbole di Enrico Brignano che elenca come ingredienti del picnic pomodori col macinato della mamma, le fettine panate di zia Carmela pensate per il languore pomeridiano, lìintero maiale di zio Renato il macellaio. Si Può fare un'appetitosa pasquetta senza diventare "gastrocomici"
accostandosi ai cibi di strada, prerogativa italiana.
Così viandanti della Pasquetta possiamo dalla Valle d'Aosta alla Sicilia camminar mangiando e trovare un tocco di originalità per questa giornata
Se avete deciso di trascorrere qualche ora in Val d'Ayas o ai piedi del Cervino scoprirete che in Valle d'Aosta c'è il cibo di sentiero più che di strada: pane nero, lardo d'Arnad, Fontina d'alpeggio e Jambon de Bosses.
Assai variegato il menù piemontese. Tra le pietanze più insolite ci sono i gofri della Val di Susa e della Val Chisone da gustare dolci o salati e poi le Miasse del Canavese e della Valsesia, ma il massimo è la " merenda sinoira " che prevede acciughe al verde, tomini, insalata russa, giardiniera, vitello tonnato, salame, formaggio, carpioni ( e questa è la dimostrazione che l'apericena l'abbiamo inventato noi piemontesi! )
Passando in Lombardia non si possono nonj assaggiare i mondeghilli ( le polpette fritte nello strutto ) e nella zona dei laghi la frittura di alborelle o nei crotti valtellinesi i pani con il Bitto, i panzerotti, di gran moda a Milano, sono un'importazione pugliese, ma pesino i pizzoccheri si possono considerare un cibo di strada.
In Veneto dalla polenta con la soppressa, al panino col pastin del bellunese, fino alle sarde in saor e allo " scartosso de frito " veneziani è un trionfo di sapori
In Friuli in frico è il primo rappresentante del mangiar per campi, ma come dimenticarsi del prosciutto di San Daniele d e di quello di Sauris e della gubana dolce del viandante.
In Trentino Alto Adige dal Krapfen al Brezel è un trionfo del forno.
Uno dice focaccia e pensa alla Liguria dove però anche le farinata è golosissima.
L'Emilia Romagna è solcata da un'infinità di ricette: erbazzone reggiano, borlenghi, tigelle, gnocco fritto e poi la piadina da gustare con tutti i salumi, lo squacquerone, il pesto ( è lardo battuto ).
Altra regione simbolo del cibo di strada è la Toscana. Si parte dal panino con il lampredotto ( è una parte della trippa ) al cinque e cinque livornese ( pane e torta di ceci ) dal neccio garfagnino ( è il castagnaccio sottile ) al tortello alla lastra del Casentino fini alla porchetta di Monte San Savino e4 al biscotto salato di Roccalbenga.
Nel Lazio si va di porchetta e di suplì, con l'immancabile filetto di baccalà.
In Umbria porchetta ma anche torta al testo che nelle Marche diventa crescia fogliata per giungere all'apoteosi con le Olive all'ascolana.
In Abruzzo gli arrosticini ( spiedini di carne di pecora e di agnello ) sono come la carta d'identità e contaminano anche il Molise.
In Puglia invece il panorama gastronomico è variegatissimo: puccia salentina, friselle. panzerotti,
bombette ( spiedini di capocollo ).
In Campania la pizza è la regina incontrastata e poi babà, sfogliatelle e scagliozzi di polenta fritta come la pizza fritta.
La fucazza ( è una specie di pizza ) è la ricetta del viandante lucano
mentre in Calabria crespelle reggite, porchetta e vecchiarelle ( ciambelle fritte ) fanno da prologo
alla cornucopia della Sicilia.
Qui ci sono pane con la meusa ( la milza ), pane e panelle, le arancine di riso ( versione popolana del sartù ), sfinciumi ( simili alla pizza ) e stigghiole ( interiora di pecora arrostite ).
Si chiude con gli aromi sardi: casadinas ( panzerotti al formaggio ), pane carasau e pane cunzau, porceddu per arrivare alle seadas, felice incontro di dolce e salato.
Ma se siete affezionati al cestone da picnic potete metterci la frittata di maccheroni napoletana, il vitello tonnato piemontese, la torta d'erbe della Lunigiana, il polpettone di Bologna, il coniglio in porchetta marchigiano, la cotoletta e gli immancabili: pomodori e peperoni ripieni e l'insalata di riso.
Un Lunedì da Angelo!
(Immagini dal web )
( fonte Carlo Cambi )
I miei complimenti, sempre bravissima, hai realizzato un post fantastico!
RispondiEliminaUn abbraccio e buona giornata da Beatris
Grazie Beatris, sei sempre gentile.
EliminaUn abbraccio.
Antonella
Ma che bello questo post :-)))
RispondiEliminaGrazie, mi fa molto piacere che ti sia piaciuto.
EliminaAntonella
Stasera ho cercato di non mangiare molto. Mi hai fatto venire un grande appetito. Complimenti per le immagini e le notizie. Buona Pasquetta. Un abbraccio.
RispondiEliminaPaola
Anch'io sto cercando di mangiare poco...mi sono saziata con il post!
EliminaAntonella
Buona Pasqua,Antonella.Post interessante anche per le foto che lo accompagnano.Nei miei ricordi d'infanzia calabrese la frittata di carciofi,ma dentro c'era un mondo di cose buone..
RispondiEliminaCredo che i menù di Pasqua e in particolare quelli di Pasquetta siano davvero molto sfiziosi...
EliminaAntonella
Il mio pinic, fuori porta o casalingo, è un misto tra Emilia e Lazio :
RispondiEliminaFave fresche
pecorino
uova sode
salamini cacciatori
cresentine
Certo è che a succulenta fantasia non ci batte nessuno.
Buona Pasqua!
Cristiana
E' vero, Cristiana, quando si tratta di cucina e soprattutto di cucina e fantasia, non ci batte proprio nessuno.
EliminaAntonella