Visualizzazione post con etichetta Davanti a una tazza di tè: fotografie e pensieri in libertà. Mostra tutti i post
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mercoledì 25 aprile 2018

Benvenuto Aiace!




Di nuovo una lunga assenza, di nuovo sono successe tante cose che mi hanno distolta dal blog, come ho già scritto  quando la vita " reale " ha il sopravvento esige tutto il nostro impegno e non lascia spazio nemmeno per questo piccolo angolo di evasione.
Dunque sono successe tante cose tra le quali una bellissima: è arrivato nella nostra famiglia Aiace, meticcio nero con barba, petto e punta delle zampine bianca, è arrivato come un uragano e , forse, anche come un salva vita. Platone ci mancava e ci manca troppo, manca a noi e manca tantissimo a Cassandra che si è andata intristendo di giorno in giorno. Così il sabato dopo Pasqua abbiamo preso la decisione, non di sostituire il nostro piccolo Platone , ma di condividere la nostra vita con un altro cane, quello che ci stava già aspettando al canile di Omegna.








Anche con lui è stato amore a prima vista e dopo qualche giorno di infinita attesa ce lo hanno finalmente portato a casa. E' arrivato come una ventata di aria fresca, è giovane, curioso, ha voglia di coccole, ha voglia di giocare, è pigro ma nello stesso tempo ci segue passo a passo e fa le scale di case 100 volte al giorno.
Fa di tutto per farsi amare, cerca continuamente le nostra approvazione, è ubbidiente, dolce.
Lui e Cassandra si ignorano, in realtà non " si rivolgono proprio la parola" , però poi dormono insieme tutta la notte...diciamo che si stanno ancora " studiando ", però anche lei sta lentamente tornando ad essere quella di prima.








Io sono più serena, c'è lui che è il cane più allegro del mondo e poi anche il tempo sta lavorando per risanare le ferite che mi sono rimaste nell'anima dopo la morte della mia amica malata, un po' per volta la vita riprende il suo corso e questo mi rende felice, non voglio dimenticare l'esperienza vissuta lo scorso anno ma voglio ricordarla con equilibrio, senza farmi soffocare dal ricordo di quei terribili momenti e vedo che sto cominciando a guarire.
E adesso ve lo presento il nostro Aiace, un vero eroe, eccolo!




































venerdì 7 luglio 2017

Giornata mondiale del bacio


( Cenerentola )


Oggi è la giornata mondiale del bacio, vi propongo una serie di baci " celebri " del  mondo  del 
cinema




Colazione da Tiffany








Casablanca







Titanic







Ufficiale e gentiluomo







Dirty Dancing







La dolce vita







Biancaneve







Gli spostati







Basic Instinct







Via col vento







Vi presento Joe Black








Notorius







Altri splendidi baci provenienti dal mondo dell'arte




Amore e Psiche bambini







Canova - Amore e Psiche







Dickseee - Romeo e Giulietta







De Chirico - Ettore e Andromaca







Hayez - Il bacio







Magritte - Gli amanti







Klimt - Il bacio







E ancora bellissime fotografie che hanno per soggetto il bacio




Il bacio che ha segnato la storia: 15 agosto 1945
Forse è questo il bacio che più di ogni altro è rimasto impresso nella nostra mente, anche se la maggior parte di noi non erano nemmeno nati!
Scattata a Time Square, New York City, il 15 agosto 1945 da Alfred Eisenstaed, il giorno della resa del Giappone che sancì anche la fine della Seconda Guerra Mondiale.








Il bacio dell’Hotel De Ville: simbolo dell’amore
Robert Doisneau scattò questa foto nelle vie caotiche di Parigi nel 1950.
Anche se fu lo stesso artista ad ammettere che i due ragazzi ritratti erano due attori e non due giovani di passaggio colti dalla passione, questa foto non perde certo di bellezza!








Kate e William: il bacio della coppia del momento
I giovani reali d’Inghilterra sono probabilmente tra le coppie più fotografate del momento!
Il loro primo bacio come marito e moglie dal balcone di Buckingham Palace è un altro di quei baci che più si ricorderanno anche in futuro!







Vancouver Riot Kiss: amore e guerra
Questa foto scattata da Richard Lam il 15 giugno 2012 durante le sommosse scaturite in seguito ad un incontro di Hockey, ha fatto molto scalpore!
Qualche tempo dopo i due ragazzi nella foto avrebbero infatti confessato che il loro bacio era dovuto solo ad un “effetto ottico” e che lui stava semplicemente parlando all’orecchio di lei per tranquillizzarla.








California: il bacio riflesso
Questa foto fu scattata da uno dei più grandi fotografi di sempre, Elliot Erwitt, nel 1955 in California.
Si tratta di una delle sue foto divenute più famose: insolita, romantica e spontanea!








Ma per me il bacio più bello resta sempre questo, quello che ci siamo scambiati mio marito ed io il giorno del nostro matrimonio. E voi, tra tutti questi meravigliosi baci quale preferite?






( Immagini dal web )











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martedì 28 marzo 2017

Ricominciamo!





Per me non è sempre facile ricominciare dopo una lunga pausa e questa è una di
quelle volte in cui, pur provando tanta nostalgia del mio blog e dei vostri, ho difficoltà a ricominciare a scrivere.
La mia influenza è passata e anche le conseguenze dei tanti antibiotici e cortisone, che sono state peggio della malattia stessa, se ne sono andate e adesso sto bene, se ne è andata anche la debolezza e la stanchezza e allora...il ghiaccio bisognava romperlo e così ho fatto...









Sono stati due mesi faticosi anche perchè si è ammalato il mio pelosetto Platone, adesso abbiamo cominciato, dopo un mare di analisi e di tentativi falliti, una cura, ma, soprattutto per quanto riguarda l'alimentazione stiamo tribolando davvero tanto...è consolante però vedere che lui adesso sta bene ed è bello vispo.









Bene, adesso " il ghiaccio è rotto", tra oggi e domani cercherò di passare da tutti per salutarvi e poi riprenderemo come sempre...

lunedì 23 gennaio 2017

Io NON sono Charlie






Charlie Hebdo torna a prendere per il culo le disgrazie italiane. Stavolta nel mirino del sedicente giornale satirico francese sono finite le vittime della slavina dell'Hotel. Un'altra vignetta scandalosa. La morte con la sua falce arriva sugli sci e travolge quel che trova sul fianco di una montagna. Le parole dentro il disegno sono penose " Italia. La neve è arrivata. E non ce ne sarà per tutti ".
Già ad Agosto, subito dopo il terremoto di Amatrice, Charlie Hebdo aveva pubblicato una vignetta che raffigurava un macabro piatto di lasagne composto da macerie e vittime. Insomma, ce l'hanno con noi.














E dire che quando la redazione del periodico parigino fu decimata dalle mitragliate di due membri dell'Isis nessuno, e sottolineo nessuno, qui in Italia si era sognato di condannare la loro satira nei confronti dell'Islam. Quasi tutti invece sposarono il motto " Je suis Charlie ". Per solidarietà, perchè non si può uccidere uno per le sue idee, perchè la libertà di espressione è sacro e perchè è sacrosanto criticare chi - come gli islamici - non è proprio tollerante con noi occidentali.
Però che senso ha irridere chi è stato colpito da un disastro naturale. Capisco che le ideologie e perfino le interpretazioni delle religioni possano essere oggetto di satira. Anche pesante. Sono cose umane. Ma non fa ridere un morto per slavina. No. Piuttosto fa schifo il solo pensare di disegnare una vignetta burlona.
Ieri su FB sono piovuti contro Charlie milioni di insulti. Sacrosanti. Quando una inventa un'immagine del genere, la morte che arriva sugli sci, infatti non ha più il diritto di esprimere il proprio pensiero. Ha oltrepassato il limite. E chi supera il confine va punito. Se il nostro governo avesse i cosi detti dovrebbe chiedere all'esecutivo francese di chiudere quello che una volta si poteva considerare un settimanale, Non ha più senso leggerlo.
Se Charlie è costretto a sputare addosso ai defunti per farsi pubblicità, significa che ha finito la sua missione, semmai ne ha avuta una.









Fa ridere dopo aver visto la vignetta della morte, leggere le polemiche contro Matteo Salvini perchè si è presentato in televisione con i dopo - sci, per testimoniare la sua vicinanza ai terremotati sommersi dalla neve e dimenticati dallo Stato. L'hanno definito " sciacallo " perchè in maniera civile, e quasi raffinata, ha criticato l'operato della Protezione Civile in centro italia. Se lui è sciacallo, cosa sono quelli di Charlie?. Non esiste nel vocabolario una parola appropriata. Quelle peggiori sono finite.

giovedì 22 dicembre 2016

Un film sotto l'albero: Cafè Society, meno male che c'è Woody




Cafè Society è l'ultima invenzione che Woody Allen colloca nel magnifico, simbolico, palazzo decò, e qui siamo negli anni  trenta, il solito contenitore di gran classe









Lo conosco, lo conosciamo , quel palazzo e lo visitiamo una volta all'anno.
Vedi il suo film e stai meglio. So bene che il concetto non va esteso proprio a tutti, chi ama Colorado non ama Woody, ma il piccolo ebreo di New York in cinquant'anni di attività ha davvero fatto molto per noi.









In quest'ultimo film c'è bellezza, eleganza, ricchezza, stile alto in tutto.
Bobby giovane ebreo di New York va a Los Angeles perchè lo zio è un pezzo grosso del cinema. Il ragazzo è rapito da Hollywood. Lo zio lo guida " ecco la casa di Robert Taylor, quella di Joan Crawford...la vedo stasera " e così via. E le storie si innescano. Amori compresi.









Come sempre il racconto di Allen è attraversato dalla piùì bella musica americana, una costante che tutto nobilita: le note di Porter, Geershwin, Rogers. Guarderei i film di Woody anche solo per il piacere di ascoltare le colonne sonore.









Ma Woody non può stare lontano dalla sua città, e così fa tornare il ragazzo a New York. Le due Coste a confronto. Allan, oltrepassato gli ottanta, possiede ancora tutta la sua energia, compresa quella delle battute. E' graffiante, perfino cattivo, certo col sorriso, con la propria religione.









Il padre e la madre di Bobby sono sempre in conflitto dialettico. L'uomo: " Io prego, pèrego, prego, ma non c'è mai una risposta ". La moglie " La risposta è nella non risposta ". Lui " Forse, ma sono troppo ignorante per capirlo".









Bobby invita una ragazza a cena : " Niente cucina ebraica, tutto è sempre scotto per via dei germi da eliminare" Sì, è sempre lui. In mezzo secolo Allen si è sempre proposto come un amico affidabile, come un garante di evasione.








E ha dettato quel surplus di buonumore, che ha dato una mano a tutti noi. Non c'è dubbio che abbia portato qualche punto alla felicità collettiva. Certo la sua filmografia presenta qualità diverse, alcuni titoli sono capolavori, altri non lo sono, ma proposte senza qualità, mai. La sua azione e la sua curiosità sono talmente vaste che non è possibile contenerle nelle sintesi.









Certo i capisaldi ci sono, le città per esempio. A cominciare da New York. In Manhattan si pronuncia in una appassionata dichiarazione dichiarazione d'amore verso la sua città. Nel testo fuori campo, incipit del film, connotando il protagonista, cioè se stesso, dopo alcuni tentativi con didascalie complicate e astratte, trova la giusta formula: " Era di New York e lo sarebbe sempre stato ", New York " è " dunque Woody Allen, che poi nel tempo ha viaggiato, \, esplorato altre città. E ciascuna la faceva sua.









Ha assunto Parigi perchè là c'è tutto, il passato e il presente, l'arte e la cultura in un sortilegio esclusivo; Londra  per il sarcasmo e per il thriller; Barcellona per l'amore ultralibero e i colori che tutto omologano; Venezia per la sintesi del tutto e per quel magico set naturale. Roma l'ha visitata esplorata ma non è riuscito ad assumerla. La rappresenta in codici classici. Ma le vicende e i caratteri potrebbero essere collocate negli scenari di altre città di Allen. Non ha colto la romanità.










Poi c'è il modo di vivere del newyorkese, le sue allergie, i tic, le angosce. Sappiamo. Ma le indicazioni che arrivano da lui non sono mai banali, non è detto che debbano essere acquisite - sempre di talento matto trattasi - ma certo meritano attenzione.









Come quando sempre in Manhattan fa la lista di ciò per cui vale la pena vivere " Bè, devo essere ottimista. Va bene, dunque, perchè vale la pena vivere? Ok. Per me...io direi... il buon vecchio Groucho Marx tanto per dirne una, e Joe Di Maggio e ...il secondo movimento della sinfonia Jupiter...Louis Armstrong, l'incisione " Potatohead Blues "...i film svedesi naturalmente, L'educazione sentimentale di Flaubert...Marlon Brando, Frank Sinatra, quelle incredibili ...mele e pere dipinte da Cezanne, i granchi di Sam Wo, il viso di Tracy ".









C'è molta roba americana ma anche  molta roba universale. E poi Allen come deterrente, che è un aspetto decisamente importante. Alludo ai due schemi grande piccolo, portatori, molto spesso, di pensiero debole anzi debolissimo, di degrado, di noia. E poi di angosce che è legittimo rappresentare ma che ci venga lasciato qua e là qualche spazio franco. Ed è lì che si inserisce l'autore ebreo.









Rispetto alla sua immensa opera, ci ho ripensato guardando questo film, ho fatto una scelta, una sola. E' il finale di " Tutti dicono I Love You " , Del 1996.Woody è sulla sponda della Senna, Con Goldie Hawn. Sono stati sposati e ricordano quel periodo. Lei comincia a cantare I'm Trough With Love  ( quella di Marilin  in A Qualcuno Piace Caldo ) poi è il momento del ballo, surreale, con lei che vola in alto, volteggia e scende tra le braccia che non sono quelle di Nureyev ma dell'ex marito.









Infine, col fiume che riverbera le luci di Parigi, concludono: Goldie: " Bella la vita..." Woody: " E' sbalorditiva...sbalorditiva. ".
Che bel promemoria e ...meno male che Woody c'è.





Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")