lunedì 22 luglio 2013

Fusilli mediterranei




Ieri era una giornata caldissima e per sfuggire l'afa abbiamo
deciso di trascorrere la giornata in montagna.
Alla sera quando siamo rientrati avevamo voglia di cenare con qualche
cosa di fresco e così, con quello che avevo in  casa, ho improvvisato questa pasta
che ho battezzato " Fusilli mediterranei "

Ingredienti 

Pasta corta, tipo fusilli o penne
2 - 3 pomodori perini ben maturi
200 gr. di mozzarella di bufala
2 cucchiai di pinoli
3 - 4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
basilico
origano
sale, pepe.


Tagliare i pomodorini a pezzi piccoli  e metterli 
in una ciotola, unire l'olio, il sale, il pepe, uno spicchio d'aglio
pulito e intero, il basilico sminuzzato.
Mescolate bene e lasciate insaporire per circa 15 m.






Intanto in un pentolino  tostare i pinoli






Poi tagliate la mozzarella a cubetti, trasferitela in un piatto capiente
e conditela con abbondante origano.






Cuocete in abbondante acqua salata la pasta,
se volete fare come abbiamo fatto noi mentre la pasta cuoce
sedetevi in balcone e bevetevi con calma un analcolico accompagnato 
da scagliette di parmigiano,
a cottura ultimata scolate la pasta  e versatela, dopo aver eliminato l'aglio
dal condimento, nel contenitore con i pomodori,
aggiungete i pinoli tostati, mescolate bene e poi
unite la mozzarella e servite

Provatela, ha un sapore molto estivo ed è veloce da preparare!














domenica 21 luglio 2013

Vento nel vento



Io e te io e te 
perché io e te 
qualcuno ha scelto forse per noi 
mi son svegliato solo 
poi ho incontrato te 
l'esistenza un volo diventò per me 
E la stagione nuova 
dietro il vetro che appannava fiorì 
tra le tue braccia calde 
anche l'ultima paura morì 
Io e te vento nel vento 
io e te nodo nell'anima 
stesso desiderio di morire e poi rivivere 
io e te... 
( Lucio Battisti )






sabato 20 luglio 2013

Il tuo cuore lo porto con me






IL TUO CUORE LO PORTO CON ME

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me, 
la fai anche tu, mia cara.

Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.

Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l'anima spera,
e la mente nasconde.

Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.

( E.E. Cummings )








venerdì 19 luglio 2013

La pioggia nel pineto




Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.






Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
né il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immensi
noi siam nello spirito
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.






Ascolta, Ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta: ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.






Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli
son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
( e il verde vigor rude
ci allaccia i melleoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.
( G. D'Annunzio )









giovedì 18 luglio 2013

Felicità è...




Felicità è...una strada nel bosco dove passeggiare in compagnia
dei propri pensieri...







E queste sono le vostre piccole grandi felicità di questa settimana:

Per Carla la felicità è....abbracciare la vita

Per Barbara la felicità è...il sorriso dei suoi figli

Per Pino la felicità è..." alzo gli occhi al cielo...e se poi arrivo
ai tuoi occhi,,,la felicità è raggiunta oltremodo "

Per Korè la felicità è...il 73 che è il voto del suo esame di maturità e 
la consapevolezza di aver definitivamente voltato una pagina
della sua vita.

Per Renata la felicità è...una compagna che bisogna saper coltivare
e che è dentro di noi.

Per Beatris la felicità è...la brezza che arriva dalle montagne, un passero che vola nel cielo,
un gatto che dorme sullo zerbino di casa e un cane che abbaia.
Camminare leggera attingendo sensazioni potenti come un sogno dai ricordi e
in un'ondata di pace, far volare le proprie parole verso il cielo.







 " La felicità è..."
è una rubrica settimanale
dove vorrei raccogliere le piccole cose di tutti i giorni
che però se guardate con l'animo giusto possono regalare un sorriso
alla  giornata.
Naturalmente potete mandarmi, se vi fa piacere,
le vostre piccole, grandi felicità quotidiane.
Sarò ben lieta di pubblicarle insieme alla mie.













mercoledì 17 luglio 2013

Ladd, Grande Gatsby disincantato amato anche da Eliot




Tutti in questi giorni hanno fatto un gran parlare del film presentato 
a Cannes Il Grande Gatsby con Leonardo di Caprio  e la regia
di Baz Luhrmann, tratto dall'omonimo libro di  Francis Scott  Fitzgerald
pubblicato la prima volta a New York il 10 aprile 1925.
Ritenuto senza alcun dubbio il fedele e acuto ritratto della così detta
" età del jazz ", il libro ha avuto altre trasposizioni cinematografiche, ad iniziare dal 1926
con una pellicola muta purtroppo andata perduta fino al grande successo nel 1974
 con Robert Redford e Mia Farow, la regia di  Jack Clayton e la sceneggiatura di
Francis Ford Coppola.







Non molti sanno però che nel 1949, con la regia di Elliot Nugent, 
vi fu un altro Grande Gatsby, interpretato magistralmente da un disincantato
Alan  Ladd, attore crepuscolare con la faccia d'angelo e lo sguardo duro.
Il successo personale di Ladd fu clamoroso e il premio Nobel nel 1948, Thomas Stearns Eliot,
che già nel 1925 aveva avuto parole di grande apprezzamento per il libro, dichiarò,
con evidente compiacimento, che Ladd era riuscito a fornire nell'interpretazione
il giusto distacco r la lucida follia che permeava le generazioni tra le due guerre, reduci dalla
devastante Prima e consapevoli di andare incontro alla Seconda senza poterla fermare.






Nato ad Hot Springs, Arkansas, il 3 settembre 1913, Ladd restò orfano di padre all'età
di 4 anni e peregrinò con la madre, Ina Releigh, insegnante elementare di origine
inglese, in diverse città dell'Arizona e della California, fermandosi definitivamente  a Palm Springs,
dove Alan, dopo aver fatto il benzinaio, il bagnino e il venditore di hot dog, tento
la strada del giornalismo con scarso successo.






Piccolo di statura ma con un fisico perfetto, durante l'attività di bagnino divenne
un abilissimo tuffatore dal trampolino, al punto da venire selezionato per i 
Giochi Olimpici del 1932 a Los Angeles, venendo peraltro subito eliminato.
La partecipazione all'Olimpiade contribuì comunque a farlo notare nell'ambiente
cinematografico e la Paramount lo scritturò per piccole parti.







Quando tutto sembrava svolgersi nel più totale anonimato, ecco che attraverso la seconda
moglie, Sue Carol ( in precedenza nel 1936 aveva sposato Marjorie  Jane Harrold, da cui
ebbe Alan jr. ), ottenne nel 1942 il ruolo di protagonista nel film " Il fuorilegge " con
Veronica Lake, autentico clone femminile di Ladd.
I due fecero copia fissa sullo schermo interpretando altre cinque pellicole del classico 
genere noir ( l'ultimo " Saigon " di Leslie Fenton, del 1948, vide entrambi 
candidati all'Oscar )






Poi nel 1949, il salto di qualità con Gatsby. Ma la grande occasione
arrivò nel 1953 con il film di George Stevens " Il cavaliere della valle solitaria "
nel ruolo di Shane, pistolero buono senza passato e senza futuro, cucito addosso ad Alan e con le ottime interpretazioni anche di Jean Arthur ( si disse che i due si fossero innamorati perdutamente )
e di Van Heflin, reduce dell'Oscar come attore non protagonista nel film
" Sorvegliato speciale " di John Flynn






Icona della generazione degli anni '50 ( in " Gioventù bruciata " la sua foto è negli armadietti 
di molti ragazzi e ragazze ), Alan interpretò altri film, nonostante l'alcool avesse ormai
preso possesso della sua esistenza. Nel 1957 girò una pellicola con Sophia Loren,
" Il ragazzo sul delfino " di Jean Negulesco,  che fu un fiasco incredibile,
l'anno dopo tentò un improbabile ritorno al western  con " Gli uomini della terra selvaggia ",
mentre nel 1963 accettò un ruolo di secondo piano ne " L'uomo che non sapeva amare ".







Morì a Palm Springs il 29 gennaio 1964, devastato a 50 anni
dal bere senza regole.




( immagini dal web )











martedì 16 luglio 2013

Fioritura in Val Varaita




Alcuni anni fa siamo stati in vacanza in Val Varaita, una delle splendide valli del cuneese
abbiamo alloggiato nel romantico B&B 
di Alberto Burzio
persona squisita e di grande cultura,
autore attento di libri che raccontano con infinito amore
gli abitanti della sua valle






La scorsa settimana Alberto ci ha inviato queste bellissime fotografie
la valle nello splendore della sua fioritura
con la neve che luccica sulle vette delle montagne







Forse perchè della Val Varaita e di Alberto ho un ricordo bellissimo,
forse perchè la montagna mi piace ovunque
o semplicemente perchè queste fotografie sono bellissime
le ho volute condividere con voi...
...un altro pezzo del nostro grande Piemonte e della nostra Italia.
( Fotografie Alberto Burzio )







Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")