giovedì 18 settembre 2014

Compie cento anni la piccola rivoluzione della chiusura lampo.





Questa volta  parliamo di un sistema di chiusura molto usato nell'abbigliamento.
Consiste in un doppio nastro munito di piccoli denti metallici o di plastica che, 
mediante lo scorrimento di un apposito cursore, si incastrano gli uni dentro gli altri
congiungendo due parti di stoffa. Avrete certamente compreso che si tratta della chiusura lampo
che proprio nel maggio di quest'anno ha festeggiato i 100 anni della sua definitiva
consacrazione attraverso la fase di registrazione del brevetto hoo - kless,
( da noi tradotto in fermo - separabile ) da parte dell'ingegnere svedese, poi naturalizzato
statunitense, Otto Frederik Gideon Sundback.








Ma come lo stesso Sundback ha sempre sostenuto, la sua invenzione perfezionata  non 
avrebbe potuto realizzarsi senza il fondamentale contributo iniziale  di
Whitcomb L. Judson, un agente di viaggio, nato nel 1846 a Chicago ( Illinois ) che nel 1891
inventò casualmente la claps - locker ( fermaglio chiuso )
prototipo della chiusura lampo, che pur avendo alcune imperfezioni rispetto al brevetto
del 1914, deve comunque ritenersi il primo tentativo concreto in assoluto.








Judson stesso peraltro, provvide ad una sorta di registrazione dell'invenzione
ed iniziò un tentativo di produzione in serie, ma il sistema di uncini che si compattavano
 con piccoli anelli tendeva con troppa facilità a separarsi al primo tentativo di pressione.








Gideon era nato a Jonkoping, una città svedese a metà tra Stoccolma e Malmo, il 24 aprile 1880.
Dopo gli studi regolari nel suo Paese fino al diploma, per conseguire la laurea in Ingegneria
si iscrisse al politecnico tedesco di Bingen, dove concluse gli studi nel 1903.
Lanno dopo emigrò negli Usa, forte di un contratto con la Wesstighouse Electric di Filadelfia
( Pennsylvania ), e , nel 1906 venne assunto dalla Universal Fastener Company
di Hoboken ( New Jersey ), una società di progettazione decisamente all'avanguardia.








Nel 1908 sposò Elvira Aronson, figlia del maggiore azionista dell'azienda,
e divenne capo progettista con il compito, tra gli altri, di migliorare la claps-  locker di Judson.
Deceduta improvvisamente la moglie alla fine del 1911 , Sundback si dedicò anima e corpo al
suo lavoro e a metà del 1913  aveva trovato la soluzione affinchè la hook - less
fosse resistenze ed affidabile mediante dentelli appositi che, unendosi al contatto con il cursore,
formassero una chiusura decisamente robusta.








La grande occasione arrivò nel 1917 quando la sartoria Simon Vary di New York
realizzò oltre 25.000 pantaloni per la Marina statunitense utilizzando altrettante "lampo "
 per la chiusura ermetica di un taschino porta documenti.








In seguito Sundback divenne Presidente della Lightern Elvira Aronson Company,
in ricordo della moglie, e produsse a livello industriale le chiusure lampo con macchinari
da lui stesso ideati e realizzati. 
Insignito della Medaglia d'Oro  della Reale Accademia delle Scienze di Svezia
nel 1951, Gideon si spense a Meadville ( Pennsylvania ) il 21 giugno 1954





( Stefano De Benedetti, Libero )
( Immagini dal web )











lunedì 15 settembre 2014

Fatterellando: L' Atelier Fontana - sogno all'italiana.




La famiglia è sempre stata una grande risorsa verso il successo,
 quando c'è sentore di appartenenza e coesione tra i membri.
Rientrano a pieno titolo in questa categoria le sorelle Fontana - "Le sorelle della moda" -







Zoe, Micol e Giovanna, tre donne talentuose, unite e solidali che imparano il mestiere e lo
 trasformano in arte nella sartoria della mamma: una piccola azienda artigianale ereditata dalla nonna materna
nel 1907, nella natia Traversetolo in provincia di Parma.
Comincia così, da queste profonde radici familiari, la storia delle sorelle Fontana






La loro loro grande voglia di lavorare, il non aver paura del lavoro duro
, insieme alla continuità e al
rispetto delle origini, fa delle radici il filo che unisce, conducendole al successo come una sorta di tappeto rosso.





È bastato seguire la traccia delle generazioni passate,
dove identificarsi e poter crescere sia a livello personale che stilistico.
La famiglia Fontana era una famiglia ricca di tradizioni, tra la cucina genuina della pasta fatta in casa e le buone
maniere, accuratamente trasmesse dai genitori alle tre figlie.
Il padre era un uomo protettivo e comprensivo in modo equo con le tre figlie;
si differenziava dalla moglie la quale
aveva un rapporto privilegiato con Zoe, primogenita responsabile
e temperata, e con Giovanna, la minore, timida
e remissiva.





Micol  la seconda figlia  aveva un carattere determinato e tenace, tra le tre sorelle
sicuramente quella dal temperamento più forte e volitivo.
 Quando si prefiggeva un obiettivo non la
fermava nessun ostacolo compresa la disapprovazione e le punizioni della mamma
con la quale aveva un rapporto ambivalente di grande amore e di grande conflittualità.
Il padre invece riponeva grande fiducia in Micol  e  ne apprezzava la determinazione e l'audacia,
 audacia che determinò il loro successo lavorativo da una parte
ma anche pene e sofferenze nella sua vita privata: scegliendo, senza desistere, di sposare l'uomo sbagliato






Micol  aveva ripetuti e
consistenti scontri con la madre: il ruolo che si era ritagliata in famiglia, era quello dello spirito ribelle e non poteva fare altro.
Non poteva fare altro perché aveva trovato già occupati ruoli più morbidi e remissivi tipici del figlio primogenito,
per lo più responsabile e di buon esempio per gli altri quale era Zoe; poi c'era Giovanna, di un solo anno più
piccola di Micol, che  era la bambina di casa, 
 La stabilità di base e l'equilibrio familiare hanno fatto poi il resto: l'osare di Micol non  rappresentava
follia, ma capacità e talentuosa intuizione.







Da un punto di vista psicologico, è possibile
notare come l'ingrediente principale del loro successo ed il successo della loro moda nel mondo sia stato,
dall'inizio alla fine: l'appartenenza ai valori, ed i contenuti proposti dal loro sistema familiare di origine.
In particolare, la continuazione delle tradizioni dato che la loro professione non nasce ex novo, ma da una buona
evoluzione e sviluppo di quanto era già consolidato attraverso le due generazioni precedenti.





Gli intrecci tra l'aspetto familiare e quello lavorativo sono come le cuciture degli
abiti dell'atelier Fontana: armonici e senza strappi, anche nei momenti critici vissuti dalla famiglia e dai singoli
membri,
 si può avanzare l'ipotesi che è come se Micol avesse avuto il mandato
familiare, ovvero l'incarico, di essere un pioniere: colei cioè che nel gruppo delle sorelle è andata più delle altre
all'avanscoperta di innovazioni.
Dapprima per aver dato una svolta decisiva alle loro capacità artistiche e poi, anche nella sua vita privata, con la
separazione dal marito in un'epoca diversa da quella attuale.









La biografia delle tre stiliste rispecchia a pieno titolo lo stile di una fiaba: c'è dell'incredibile sì, ma soprattutto
un'evoluzione rapida (in quanto il loro successo arrivò in giovane età) attraverso i fatti, e una morale ben cucita al
ciclo evolutivo nella storia di vita delle protagoniste.
Da una piccola sartoria in un paese di provincia, all'alta moda internazionale, quasi come Cenerentola che da
domestica della matrigna e delle sorellastre divenne poi principessa.
La tenacia, la capacità di osare e il desiderio di mettersi in gioco, hanno pagato il conto allo stupore del loro nome,
diventato il fiore all'occhiello del made in Italy nel mondo, nel periodo storico che le ha viste protagoniste.




( fonte; 








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Le creazioni delle sorelle Fontana sono state pura innovazione per il mondo della moda,
Zoe, Micol e Giovanna partirono da un piccolo paese in provincia di Parma, 
dalla sartoria di famiglia dove le tre sorelle imparano l'arte del taglio e cucito come qualunque ragazzina dell'epoca; ma c'è più di qualche rammendo nel loro futuro.








Nel bel mezzo della seconda Guerra Mondiale, fondano con sacrificio la
 “Sorelle Fontana Alta Moda”,a Roma.
Pioniere di un nuovo modo di fare moda,lanciano l'innovativa idea di usare il tessuto stampato e una delle loro prime facoltose clienti sarà Gioia Marconi, figlia di Guglielmo Marconi







Il salto di qualità arriverà post-guerra con la richiesta di un abito per i fiori d'arancio
 tra Linda Christian e Tyron Power; 
è così che le italianissime sorelle Fontana sbarcano in America.
La cassa di risonanza legata all'evento è enorme a livello internazionale e
 Hollywood inizia ad interessarsi alle tre sorelle di Traversetolo.








Dopo la Christian anche Maria Pia di Savoia si fa confezionare l'abito per le sue nozze 
e sarà solo l'inizio di una favolosa carriera dove vestiranno le più grandi star hollywodiane della  loro epoca tra cui Liz Taylor, Grace Kelly, Audrey  Hepburn, la principessa Soraya, Ursula Andress, 
Jacqueline Kennedy  Onassis,  ma la loro punta di diamante sarà Ava Gardner, 
affezionata cliente e cara amica delle tre. Micol in particolare divenne amica e confidente di Ava Gardner che volle che nei suoi contratti fosse scritto che per i suoi costumi ci fossero soltanto le sorelle Fontana.









 Per la Gardner furono realizzati gli abiti dei film “La contessa scalza” (1954), “Il sole sorge ancora” (1957), “L’ultima spiaggia” (1959). Per lei è stato creato l’abito-redingote di linea “talare” in tessuto di lana-seta nera profili e bottoncini rossi, completato da cappello da Monsignore, con cordone e nappe, e la catena con croce. Detto “il pretino”.







Federico Fellini le vorrà come costumiste per “La Dolce Vita 






e successivamente saranno loro a creare le prime divise per Alitalia.
Nel 1953 si accingono a fondare il SIAM- Sindacato italiano Alta moda
 insieme ad altri grandi nomi dell'epoca.







L'atelier “Sorelle Fontana” è stato un trampolino di lancio per numerosi stilisti italiani e nel 2004
, Marco Coretti viene scelto per il rilancio del marchio.








Alcune creazioni sono esposte nei più importanti musei del mondo quali Louvre, 
Metropolitan, Guggenheim.







La filosofia e l'arte delle sorelle Fontana continua ad essere tramandata dalla Fondazione Micol Fontana;
ed è proprio Micol che prosegue la sua opera con i suoi 100 anni appena compiuti.
Un secolo di stile, arte e passione, un sogno di un secolo che con la sua forza ha portato il sacrificio e il coraggio delle pioniere della moda ad essere le ambasciatrici della moda italiana nel mondo.






Oltre alla Christian, altre donne celebri giunsero all’altare indossando creazioni targate Fontana: la stessa Hepburn e poi Margaret Truman, la Principessa Mariapia di Savoia, la Principessa Melba Ruffo di Calabria







.


“La moda si fa con gli spilli e con l’ago” è la frase che “spilla” decisamente il pensiero di Micol Fontana.



Fondazione Micol Fontana, Roma

Un archivio storico nato nel 1994. Un fondo che è anche un’associazione non-profit, 
con scopo divulgativo e di conservazione, tutto dedicato a uno straordinario capitolo della storia del fashion italiano: La Fondazione Micol Fontana, 
ente riconosciuto dalla Regione Lazio e dal Ministero per i Beni Culturali, raccoglie l’eredità del celebre atelier romano di alta moda Sorelle Fontana, fondato nel 1943 dalle stiliste Micol, Zoe e Giovanna,
 pioniere del made in Italy, entrate nel mito grazie a una combinazione virtuosa tra spirito imprenditoriale, eccellenza sartoriale e sperimentazione creativa. 
Sempre nel segno di un’italianità riconosciuta e celebrata nel mondo.






Micol Fontana, cent’anni d’età e un background professionale dal valore inestimabile, diede vita 19 anni fa alla sua Fondazione, che oggi custodisce oltre 200 abiti d’epoca, una vasta raccolta di figurini,
 ricami ed accessori, e poi biblioteca, emeroteca, fondo fotografico. 
Una memoria storica preziosa, messa al servizio delle nuove generazioni, tra cui brillano alcune perle: 
dai modelli creati per donne celebri, che abbiamo già citato, come Jacqueline Kennedy, Grace di Monaco, Soraya di Persia, ai costumi di scena disegnati per grandi attrici di Hollywood, da Elizabeth Taylor a Audrey Hepburn, da Ursula Andress a Ava Gardner, fino all’abito-icona che indossò Linda Christian nel 1949, per il giorno del suo matrimonio romano con l’attore Tyrone Power.(Oltre alla Christian, altre donne celebri giunsero all’altare indossando creazioni targate Fontana: la stessa Hepburn e poi Margaret Truman, la Principessa Mariapia di Savoia, la Principessa Melba Ruffo di Calabria. )






Ed è proprio il tema della “sposa” ad aver connotato la produzione dell’Atelier Sorelle Fontana, 
grazie a un gusto, uno stile e una ricercatezza che fecero epoca, per il più classico degli abiti femminili. 
Oggi, a distanza di 64 anni da quello sfavillante matrimonio capitolino in salsa hollywoodiana, la Fondazione Micol Fontana propone dei Seminari dedicati all’abito da sposa. 







Tutti i seminari dell’Atelier si rivolgono a studenti di Accademie, Corsi Universitari 
o Istituti Superiori a indirizzo moda, con l’obiettivo di fornire stimoli creativi, nozioni tecniche e 
informazioni storiche, consentendo di venire a contatto con un tesoro da osservare, consultare, 
toccare e a cui ispirarsi: abiti, disegni, riviste, accessori, fotografie, tessuti.




( immagini dal web )



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La curiosità di Antonella:


il segreto delle Sorelle Fontana è racchiuso  nella parola “semplicità”, la “madama” onnipresente sia nel loro modo di lavorare che di vivere la vita, ma soprattutto nel modo di sentirsi donne:

“Essere semplici. Essere eleganti sempre quando si esce di casa la mattina. Saper abbinare bene i colori. E uno stesso vestito si può rinnovare anche solo cambiando un dettaglio, un accessorio. Per esempio le scarpe sono importantissime. Le italiane le vedi in pompa magna a teatro e neppure le riconosci di giorno."




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Per conoscere l'affascinante vita delle Sorelle Fontana vi invito a passare da  Audrey 
che vi racconterà tutto.










venerdì 5 settembre 2014

Vacanza!





Blog in vacanza...
ci rivediamo dopo la metà di Settembre con tante novità!
Un abbraccio a tutti.


                                                        

mercoledì 3 settembre 2014

Un senso dei miei viaggi per Monica





Sicuramente buona parte di voi segue l'iniziativa mensile

" Il senso dei miei viaggi "

ideata e portata avanti da Monica. Iniziativa molto bella a cui questo blog ha sempre
partecipato con grande entusiasmo.
Purtroppo Monica non potrà più seguire in prima persona questa iniziativa,
 si sa la vita spesso ci pone di fronte a scelte...e quando siamo davanti a un bivio bisogna scegliere
e a volte succede che bisogna anche rinunciare a qualche cosa che amiamo molto.
Monica ama molto la sua " creatura " ma altre strade hanno assorbito tutto il suo tempo,
ma Monica non ha voluto che il lavoro di questi due anni finisse così...
e quindi ha passato il testimone a noi che abbiamo sempre partecipato ai suoi " temi " mensili.
Questo post è dedicato a lei, per ringraziarla per come per due anni ha portato avanti 
con amore infinito questa iniziativa, forse noi solo ora, che siamo chiamate a seguire l'organizzazione
in prima persona, ci rendiamo conto di quanto lei ha fatto



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Le Finestre e le Porte dei miei Viaggi



( ...) Da qualche anno a questa parte ho iniziato a vedere le finestre
come gli occhi delle case,
e, dato che gli occhi sono lo specchio dell'anima,
ho iniziato a pensare alle finestre non come un affaccio sull'esterno
ma come un affaccio all'interno della casa.
Lo specchio dell'intimità e dell'aria che si respira in quelle stanze.
E tra le mie finestre Minica ha scelto questa per il suo...


Doors e Windows Collection 2013





Val Formazza, tra la cascata del Toce e il lago Moresco




Non basta aprire la finestra 
per vedere la campagna e il fiume. 
Non basta non essere ciechi 
per vedere gli alberi e i fiori. 
Bisogna non aver nessuna filosofia. 
Con la filosofia non vi sono alberi: vi sono solo idee. 
Vi e' soltanto ognuno di noi, simile ad una spelonca. 
C'e' solo una finestra chiusa e tutto il mondo fuori; 
e un sogno di cio' che potrebbe esser visto se la finestra si aprisse, 
che mai e' quello che si vede quando la finestra si apre.

( Pessoa  )


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I suoni dei miei Viaggi


( ... ) Ci sono viaggi che hanno una loro colonna sonora particolare
e ogni volta che ripensiamo a quel viaggio 
la prima cosa che irrompe nella mente non è l'immagine 
di un'isola lontana o la maestosità di qualche antico monumento
ma la mente si riempie dei suoni di quel viaggio, 
per esempio se penso al mio viaggio di nozze in Grecia la prima 
cosa che sento è l'incessante canto delle cicale... e così 
tante altre mete si identificano con un suono...e questo è il suono
dei miei viaggi che Monica ha scelto per...


Il Gran Concerto dei Viaggiatori






La voce delle campane suonate da un ragazzo in una
Yaroslav avvolta dalla nebbia che saliva dal Volga




Don … Don … e mi dicono, Dormi!
mi cantano, Dormi!, sussurrano,
Dormi! bisbigliano, Dormi!
là, voci di tenebra azzurra …
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era …
sentivo mia madre … poi nulla …
sul far della sera.




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La Creatività dei miei Viaggi


(... ) Ogni viaggio, ma anche ogni gita domenicale o fine settimana che sia viene accuratamente
preparato perchè non voglio perdere niente di quello che c'è di interessante
da sapere e da vedere e poi armata del mio quaderno raccolgo sensazioni, pensieri, considerazioni,
con la macchina fotografica raccolgo immagini, cerco di fotografare
quello che la mente, e non solo l'occhio, vede.
Fino a qualche anno fa non usavo la digitale poi ( visto il numero infinito di fotografie
che scatto) mi sono arresa, ma continuo ad amare molto le fotografie "vere ".
Con quegli appunti di viaggio e quelle fotografie di carta creavo i miei diari di viaggio
( oggi creo dvd e quaderni ).
Ogni viaggio ci sono uno o più album, di quelli con le pagine di cartoncino 
color avorio e la carta velina tra un foglio e l'altro, pieni di appunti, storie,
pensieri, sensazioni,biglietti di navi, aerei, treni, musei, giornali di bordo, cartine geografiche
conti di hotel e ristoranti e tante, tante fotografie:
i miei piccoli " Grand Tour " e tra tutte queste pagine Monica ha scelto questa per...


La Moleskine del Viaggiatore





Questo è il mio diario della
Crociera sul Nilo:
un viaggio meraviglioso che profuma un po' dei libri di Agatha Christie
e un po', almeno per me, del profumo dolce e un po' fermentato dei fichi di Assuan.


" Fissare i propri ricordi,
dare spazio all'immaginazione,
saper ascoltare e osservare...
In una parola scrivere."



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Gli alberi e i fiori dei miei viaggi



( ... )e mi rendo conto che anche il mio blog è infarcito di immagini di
boschi, alberi e fiori.
E allora come fare per partecipare all'iniziativa evitando di postare immagini
che spesso appaiono su questo blog?
Ho pensato e ripensato e alla fine ho sviluppato tre idee che sono anche tre storie

perchè, alla fine che cos'è una fotgrafia se non una storia?
E tra queste storie Monica ha scelto questa per...



L'Orto Botanico del Viaggiatore







 (... ) Quell'anno, era il 1987, è stato l'anno in cui abbiamo percorso circa 7.000 km in macchina
attraverso l'Italia...per stordirmi, per distrarmi, per cercare di dimenticarmi...
A Luglio la mia mamma se ne era improvvisamente andata in cielo e ci aveva lasciati
nella disperazione e nell'angoscia più assoluti.
Non riuscivo a farmene una ragione e non riuscivo a ricominciare la vita che era rimasta 
come pietrificata quella domenica sera in cui era suonato il campanello e un amico
era entrato in casa dicendo " E' successa una cosa orribile..."
E così siamo partiti...chilometri e chilometri di autostrada, chilometri e chilometri
di strade e stradine...un mese  di parole, di lacrime, di abbracci sulle tracce
dei viaggi fatti con lei tanti anni prima...mare, montagne, colline,
città d'arte, borghi medioevali...
Gubbio...Gubbio con i suoi vicoletti, sembrava di sentire ancora la sua voce
che ci raccontava la storia di San Francesco e del lupo...
Gubbio con le sue botteghe artigiane, le sue ceramiche....e i piccoli capolavori tornati 
a casa con noi...i nostri fiori di Gubbio.




" Il ricordo! Perenne rampicante dal fiore divino,
che profuma mestamente quello che abbraccia."
(J.R.Jimenez)



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Il Sacro dei miei Viaggi


( ... ) per me sacro significa un luogo del cuore, un luogo dove, da sempre,
amo recarmi in perfetta solitudine
per parlare con me stessa e , sì, anche con Dio...
e questo, per Monica, è...



Il Tempio del Viaggiatore




Il Santuario del Cavallero a Coggiola


" Sedendo senza far nulla, con la bocca chiusa, 
la lingua contro il palato, in silenzio, non vibrante di pensieri,
con la mente osservatrice passiva, senza aspettare nulla,
sentiti un bambù cavo.
Improvvisamente,  un'energia infinita comincerà a versarsi in te;
e sarai riempito dall'ignoto, dal misterioso,
dal divino. "
( Osho )



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Le Disavventure dei miei Viaggi



( ... )Proprio ieri la nostra umana stava parlando al telefono con Audrey
e le diceva che probabilmente non avrebbe partecipato alla nuova iniziativa del
Senso dei miei viaggi, perchè non le veniva in mente niente a quel punto 
abbiamo deciso che, ancora una volta ( siamo già note star di questo blog )
avremmo preso in mano noi le redini del blog e le avremmo dato una mano
raccontandovi le nostre avventure / disavventure di viaggio.
Detto, fatto, ne abbiamo parlato anche con Audrey e poi abbiamo abbaiato questo post da cui Monica, correndo il serio rischi di morire dal ridere, ha scelto questa storia per ...



La Candid Camera del Viaggiatore





Genova, il porto all'imbrunire e le disavventure di Cassandra



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Le Strade dei miei Viaggi


( ... ) Ci sono altre vie che si percorrono nella vita, non le vie delle nostre città ma vie interiori
cammini tortuosi, a volte tormentati, strade che ci cambiano profondamente,
e ci sono strade
sulle quali vorremmo sempre tornare...e imprevedibilmente anche una viaggiatrice come Monica
sceglie la strada di casa per...



Filastrocche sulle strade del mondo





La strada di casa, perchè  è la strada del cuore,
quella che ovunque siamo nel mondo e qualsiasi cosa diveniamo non scorderemo mai.
Perchè è quella in cui ogni uomo sogna prima o poi di poter tornare...
Perchè è la strada della famiglia, dell'intimità, della protezione...
è la strada del riposo e dell'amore.



"Dove siete diretti?"
"Sempre verso casa".
(Novalis, Enrico di Ofterdingen)



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Gli Spettacoli e le Manifestazioni dei miei Viaggi


( ...) E, dopo avervi accompagnate attraverso
i miei viaggi metafisici e allegorici, questa volta ho deciso di viaggiare nella Memoria,
vi dico anche subito che le antiche fotografie appartengono ai nonni ( o bis nonni ) di una
mia cara amica e che le informazioni me le ha fornite il Sig. Vercella Baglione Enzo, esperto
in storia del biellese.
E questa è la fotografia scelta per...


La Locandina degli spettacoli nel Mondo






Mi piace pensare ai miei nonni e bis nonni, alla mia mamma bambina, ai miei zii...
mi piace pensarli in questa giornata particolare in mezzo a tutte queste persone, tanti anni dopo
le avrò conosciute anch'io, oggi sono sicuramente amica o conoscente di figli e nipoti, mi piace il filo
a volte spesso come una corda a volte sottile che lega le generazioni e le vite in un piccolo paese.
Le vecchie fotografie ne sono testimonianza.



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Cartelli, Insegna e Bandiere dei miei Viaggi


( ... ) E ' proprio quello che succede a tutti, prima o poi, durante il viaggio, e soprattutto durante
quel grande ed irripetibile viaggio che è la vita, di sentirsi un po' spersi, di aver bisogno di ritrovare
dei punti di riferimento, di aver bisogno di qualcuno che ci ricordi da dove arriviamo e dove stiamo andando,
forse di qualcuno che ci accompagni per un tratto del nostro cammino..






Incroci di tante strade ma anche tanti incroci nel grande viaggio che è la nostra vita,
ad ogni incrocio scegliamo un'opportunità scartandone altre che non sapremo mai dove 
ci avrebbero portati...spesse volte sono incroci senza indicazioni e noi scegliamo la strada così.
per intuito, a volte è la scelta giusta, a volte quella sbagliata e paghiamo il prezzo  della libertà di scelta
ma sempre contribuiscono a fare di noi ciò che siamo e ciò che saremo.



" In ogni singolo momento dell'esistenza siamo ciò che saremo
non meno di ciò che siamo stati "
(O. Wilde, De profundis )



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E' tutto Monica, è il diario di un anno vissuto insieme, un anno in cui abbiamo condiviso 
con tutte le altre partecipanti al gruppo un modo di viaggiare e di sentire,
spesso abbiamo condiviso molto di più che semplici spostamenti ma abbiamo condiviso
viaggi della mente e dell'anima che giudico i più importanti della nostra vita.
Questo è un grazie e un arrivederci, forse un giorno tornerai ad avere tempo a disposizione
e tornerai a gestire in prima persona la tua iniziativa...oppure te ne uscirai con qualche novità.
Io ti ringrazio per esserci stata e per esserci e ti abbraccio.


















lunedì 1 settembre 2014

Oriana Fallaci disse: " Trattare non si può "





" Sveglia gente, sveglia! Intimiditi come siete dalla paura d'andar contro corrente
o d'apparire razzisti ( parole oltretutto impropria perchè il discorso non è su una razza
ma su una religione), non capite o non volete capire che qui è in atto una Crociata all'Inverso







(...) accecati come siete dalla miopia e dalla cretineria del Politically Correct, non capite o 
non volete capire che qui è in atto una guerra di religione (...) Una guerra che forse non mira alla 
conquista del nostro territorio ( forse? ), ma certamente mira alla conquista delle nostre anime:
alla scomparsa della nostra libertà e della nostra civiltà, all'annientamento (... ) del nostro modo
di pregare e non pregare, del nostro modo di mangiare e bere e vestirci e divertirci e informarci...







Non capite o non volete capire che se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte
la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare,
a rendere un po' più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto







Distruggerà la nostra cultura, la nostra arte, la nostra scienza, la nostra morale,
i nostri valori, i nostri piaceri...(...). Cannoneggiate dalla nostra misericordia, dalla nostra 
debolezza, dalla nostra cecità, dal nostro masochismo, le mura delle nostre città
sono già cadute.







(...) E se non stiamo attenti, se restiamo inerti, troveranno sempre più complici.
Diventeranno sempre di più, pretenderanno sempre di più, otterranno sempre di più,
spadroneggeranno sempre di più. Fino a soggiogarci completamente.
Fino a spegnere la nostra civiltà.






Ergo parlare con loro è impossibile,. Ragionarci è impensabile. Cullarci nell'indulgenza
o nella tolleranza o nella speranza, un suicidio.
E chi crede il contrario è un illuso.
( Oriana Fallaci,La Rabbia e l'Orgoglio, 2001 )




( immagini dal web )

Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")