UNA VOCE BIANCA ARRIVA DALL'ITALIA
Chi ha fatto l’unità d’Italia, o meglio
l’unità culturale e spirituale del popolo italiano? Cavour? Vittorio Emanuele II? La televisione? No. E’ stata fatta ben prima di loro. Per esempio da sant’Alfonso Maria de’ Liguori, autore della prima canzone popolare italiana che è “Tu scendi dalle stelle"
Creando dei canti in dialetto napoletano, sant’Alfonso nel Settecento andava fra i poveri del Regno di Napoli col suo cristianesimo felice e profondamente umano, “insegnava ai ‘lazzari’ i fondamenti del cristianesimo e li rendeva protagonisti dei cerimoniali liturgici”. Una di queste sue canzoni legate alla liturgia del Natale che divenne “famosissima” è “Quanne nascette ninno”, in italiano “Tu scendi dalle stelle” composta nel 1754. Ebbe un tale successo che nel 1769 fu pubblicata in tutto il territorio italiano e cominciò a essere cantata dal popolo, dovunque, dalle Alpi alla Sicilia. Diventò “il primo esempio di canzone italiana”. E anche un modello che dette vita a un genere nuovo di musica popolare.
Grazie ai missionari redentoristi, ispirati a sant’Alfonso, analoghe espressioni musicali nacquero anche al Nord, nei dialetti locali.l'Italia settentrionale ha prodotto, già dal Seicento una lunga serie di ninne-nanne cantate al bambino Gesù, tra le quali le più note sono quelle bergamasche e quelle veneziane, che vanno ad affiancarsi a quelle napoletane, siciliane e sarde. Fra i canti natalizi più popolari si possono indicare così tante filastrocche e nenie natalizie di carattere locale mentre Tu scendi dalle stella è divenuta canzone natalizia universalmente nota e unica in Italia.
Tu scendi dalle stelle,
o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo e al gelo.
O Bambino mio divino,
io ti vedo qui a tremar;
o Dio beato !
Ah, quanto ti costò l’avermi amato!
A te che sei del mondo
il Creatore,
mancano panni e fuoco, o mio Signore.
Caro eletto pargoletto,
quanto questa povertà
più m’innamora,
Giacché ti fece amor povero ancora.
Tu lasci del Tuo Padre
il Divin Seno
per venir a penar su poco fieno.
Dolce amore del mio cuore
dove amor ti trasportò
o Gesù mio.
Perchè tanto patir? Per amor mio!
Ma se fu Tuo volere
il Tuo patire
Perché vuoi pianger poi, perché vagire?
Sposo mio, amato Dio,
mio Gesù t’intendo sì,
ah mio Signore!
Tu piangi non per duol ma per amore!
Tu piangi per vederti
da me ingrato:
dove sì grande amor, sì poco amato!
O diletto del mio petto,
se già un tempo fu così,
or Te sol bramo!
Caro, non pianger più, ch’io t’amo, t’amo!
Tu dormi o Gesù mio,
ma intanto il cuore
non dorme, no, ma veglia a tutte l’ore.
Deh, mio bello e puro agnello,
a che pensi dimmi tu?
O amore immenso!
A morire per te, rispondi, io penso.
Dunque a morire per me,
Tu pensi o Dio:
e chi altro, fuor di Te, amar poss’io?
O Maria speranza mia,
se poc’amo il Tuo Gesù,
non Ti sdegnare!
Amalo Tu per me, s’io nol so amare
Da sempre la gioia viene manifestata con musica e canti.
In Italia gli zampognari girano suonando canzoni popolari natalizie e canti tradizionali; in altri paesi gruppi di artisti suonano, ballano e cantano, augurando a tutti salute e felicità.
Anche coloro che credono poco nel Natale non riescono a non farsi coinvolgere da melodie suggestive che sentono fin da quando erano bambini...
Quindi nel corso degli anni tantissime sono state le interpretazioni che grandi artisti
hanno dato delle canzoni natalizie alcune particolarmente ben riuscite come il bellissimo lavoro di Bob Dylan:
" Christmas in the Heart" che contiene una splendida interpretazione della famosa Adeate Fideles, canto
popalare irlandese, tradotto poi in latino
Immaginate la mattina del giorno di Natale: cielo terso, aria di neve, rintocchi di campane e tutto quanto. Sì, proprio come nell'epilogo del "Canto di Natale" di Dickens. L'arcigno Ebenezer Scrooge scende in strada con il cuore traboccante di buoni sentimenti, sorridendo felice ai passanti increduli. Immaginate che il burbero Scrooge, per mostrare al mondo i suoi generosi propositi, si metta improvvisamente a cantare, con una voce rauca che risuona per le vie come un latrato festoso: "Glory to the newborn king!". Bene, ecco a voi "Christmas In The Heart".
« Adeste fideles læti triumphantes,
venite, venite in Bethlehem.
Natum videte Regem angelorum.
Venite adoremus (ter)
Dominum.
In grege relicto humiles ad cunas,
vocati pastores adproperant,
et nos ovanti gradu festinemus.
Venite adoremus (ter)
Dominum.
Æterni Parentis splendorem æternum,
velatum sub carne videbimus,
Deum infantem pannis involutum.
Venite adoremus (ter)
Dominum.
Pro nobis egenum et fœno cubantem
piis foveamus amplexibus;
sic nos amantem quis non redamaret?
Venite adoremus (ter)
Dominum. »
Altro bellissimo album, dal mio punto di vista, il " My Christmas" di Andrea Bocelli
che ci porta in un'atmosfera incantata e religiosa nel medesimo tempo
con la splendida interpretazione di
" The Lord's Prayer e di " Angels we have heard on high"
Fra le canzoni di Natale presenti nel cd di Andrea Bocelli segnaliamo le tradizionali Tu scendi dalle stelle, Silent Night, Adeste Fideles e Jingle Bells e le più moderne White Christmas, The Christmas Song e Santa Claus is coming to Town, tutte cantate in modo mirabile. Particolarmente riusciti i duetti con Mary J. Blige, Natalie Cole, Reba McEntire e Katherine Jenkins.
Oppure la melodica e a tratti un po' scanzonata
interpretazione natalizia di Michael Bublè
.La gamma dei brani da festività è coperta in modo pressoché totale nella tracklist, si va dall'Ave Maria di Schubert a “All I want for Christmas is you” di Mariah Carey, dal classicone “White Christmas” a “Santa Claus is coming to town”. Accanto alla tradizione così ampiamente rispettata, gli elementi di novità si individuano già in ambito soggettivo (duetti con Shania Twain e Thalìa, ad unire idealmente anglosassoni e latini) ma anche per via di un singolo scritto per l'occasione dallo stesso Michael Bublé insieme al fido Alan Chang
Oppure, per me un po' nostalgica di quegli anni, il
cd degli America che ci ripropone
un Natale in stile Country
Novità di quest'anno l'album di canzoni del repertorio tradizionale che vede Rod Stewart insieme con una lista di ospiti di primissima classe, a cominciare da Michael Bublé, che duetta con Rod in "Winter Wonderland." "We Three Kings" è un duetto con Mary J. Blige, e il brano che dà il titolo all'album "Merry Christmas, Baby" è un duetto con Cee-Lo Green in cui figura il figlio prediletto di New Orleans, Trombone Shorty. In "Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!" compare Dave Koz al sassofono e "What Are You Doing New Year's Eve?" è un sorprendente duetto 'virtuale' con Ella Fitzgerald con la partecipazione di Chris Botti
'Un Natale in più', il nuovo album del cantautore romano. Un vero e proprio racconto fantastico della magia natalizia attraverso poesia e musica.
La nostalgia dei tempi che furono e una carrellata di ricordi del Natale d'infanzia sono racchiusi nel suo album . Claudio Baglioni torna a incantare con un disco che fin dalle sue prime note porta indietro nel tempo, a quegli anni '50 di Montesacro dove egli stesso ha mosso i suoi primi passi da bambino. È un invito sonoro a vivere la magia del Natale nella sua profondità, forse con quello spirito da bambino ormai perduto, ma indimenticato. Un vero e proprio tuffo nel passato, un ritorno alle atmosfere dell'Italia speranzosa di cinquanta anni fa attraverso suoni, orchestrazioni e testi originali.
E, in fine, non si può non nominare la splendida
" Thanks God it's Christmas"
grande tributo al Natale dei Queen.
( Immagini dal web)
A conclusione di ogni post troverete un wallpaper e per realizzarlo ci siamo rivolte a un esperto quale è
Xavier autore dei blog
il quale in sintonia con lo spirito di collaborazione di questi post
ha accettato di accompagnarci per queste settimane.
Quindi da qui a Natale ogni settimana troverete in chiusura del post
una sua creazione e una nostra frase augurale.