lunedì 16 luglio 2012

Aosta, regalo d'anniversario!



Come vi ho raccontato, giovedì scorso è stato il nostro anniversario di matrimonio ed ho pensato di regalare a mio marito una giornata vissuta in modo molto lento ad Aosta. Perchè Aosta? Prima cosa perchè è una città che a mio marito piace molto, ha prestato lì il servizio militare alla Scuola Militare Alpina, e ci torna sempre molto volentieri. Inoltre ad Aosta in questi giorni è in corso la bellissima mostra dedicata a Giorgio De Chirico, che a mio marito piace molto" Il labirinto dei sogni e delle idee "  e poi c'erano altre due o tre cosette che poteveno rendere la giornata speciale e farne un bel regalo.




 Siamo partiti , per destinazione quasi ignota, in compagnia dei nostri due ragazzi pelosetti, al mattino presto  e per farne veramente una giornata lenta non abbiamo utilizzato l'autostrada ma abbiamo risalito la valle fino ad Aosta passando attraverso tutti i bellissimi paesini di montagna.
Appena arrivati in città il primo appuntamento è stato con la mostra. ( ne parlerò dettagliatamente in un prossimo post) che ha reso mio marito veramente felice, non vi dico gli sforzi per tenere nascosta la presenza di questa mostra così importante non troppo lontano da casa, ma volevo assolutamente che fosse una sorpresa.





Poi una bella passeggiata in città aspettando l'ora del pranzo. Aosta è una città molto bella, ricca di storia e di arte, circondata dallo scenario magnifico delle Alpi .
















Una città veramente a misura d'uomo con bei negozi e simpatici angoli















Abbiamo poi pranzato in un bel localino  che avevo prenotato e anche qui una piccola sorpresa per mio marito:  infatti durante il pasto una bravissima ragazza suonava l'arpa. Un bellissimo momento rilassante e anche romantico.














Dopo il pranzo avevo programmato la visita al teatro romano che nelle nostre ultime visite a questa città avevamo un po' trascurato












Chi mi segue sa che ho una grande passione:  il gelato di Grom  e che quando vado in qualche città non manco di fare un puntatina in queste meravigliose gelaterie ( per chi volesse saperne di più   http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2012/06/eccellenze-piemontesi-il-gelato-di-grom.html?utm_source=BP  ).
Non posso non raccontarvi la meraviglia del gusto del mese : pesche, amaretti e cioccolato, praticamente le famose "pesche ripiene piemontesi " ( di cui posterò l'antica ricetta della Bisnonna Adele).
Una cosa da lasciare senza fiato!



Contrariamente a quanto si può pensare Aosta è una città molto calda per cui, come da me programmato, era ora di lasciare la città per la penultima delle nostre mete.
Abbiamo risalito la valle di Saint Barthelemy fino a giungere all'osservatorio dove eravamo attesi per una visita. Ma lassù tutto è magnifico,  aria fresca, silenzio, solo il rumore del vento




montagne stupende




pascoli verdi




fiori colorati spettinati dal vento






casette di montagna






Cascate e cascatelle d'acqua gelida da tutte le parti





E poi tornando a valle ancora paesaggi mozzafiato.
E quindi l'ultima tappa del nostro "viaggio" il bellissimo Castello di Fenis,
del quale però ho deciso di parlarvi in un altro post per darvi qualche informazione più dettagliata




E poi sulla strada di casa... una bellissima giornata, vissuta con calma, con tante cose che ci hanno resi felici.
E a casa anch'io ho avuto un bel regalo:  il cofanetto della Boscolo con un fine settimana in una città d'arte.

Credo sia bello e giusto ricordare in modo speciale le date importanti della nostra vita, abbiamo sempre cercato di farlo e sono sempre stati momenti un po' magici.








domenica 15 luglio 2012

Ventitreesimo premio!



Con molto ritardo e me ne scuso, pubblico questo post per ringraziare Elisa che mi ha assegnato il suo premio followers, che ha creato lei per ringraziare i suoi lettori più assidui e affezionati. Come ho già detto più volte, Elisa sul suo blog scrive cose bellissime e molto profonde, e innesca spesso belle "discussioni" per cui, ancora una volta, invito chi non la conosce a visitare il suo blog  lacrimedicartaeinchiostro.blogspot.it

Le regole di questo premio sono:

Un blogger per ricevere il premio deve  avere questi requisiti:
- deve rispondere sempre, o quasi, ai commenti dei follower e non;
- deve ringraziare quando riceve un premio;
- deve ringraziare, una volta ogni tanto, i follower;
- non deve abbandonare il proprio blog per secoli senza avvertire chi lo segue;
Ecco qui! ^^
Le regole del premio sono invece:
Taggare il blog che ti ha assegnato il premio
Dedicargli un'immagine
Inserire una o più immagini (massimo cinque) che ti rispecchiano in questo momento
Inserire i nomi dei i blogger che soddisfano tutti (o la maggior parte) dei requisiti elencati prima (senza limiti)

Passo a direttamente al punto 2 e dedico ad Elisa questa immagine




Inserire delle immagini che in questo momento mi rispecchiano:

Elisa, ho sparigliato un po', ma alla fine penso che quello che sono in questo momento è la somma di quella che sono stata
















Per quanto riguarda i nomi dei blogger a cui passare il premio io ci ho pensato a lungo e ho deciso di dedicarlo a tutti i miei lettori perchè bene o male sono sempre presenti compatibilmente col fatto che il tempo che abbiamo a disposizione non è tantissimo e soprattutto perchè i commenti di tutti sono sempre profondi e ragionati e non "buttati lì", e questo credo sia la cosa più importante. 
Grazie ad Elisa e grazie a tutti voi che mi seguite!








sabato 14 luglio 2012

Il Rum di Barbados




" Oste della malora un'altra pinta di rum" State percorrendo la costa est di una delle più meridionali isole dell'arcipelago delle Piccole Antille, la più orientale protesa al confine fra mar dei Caraibi e oceano Atlantico.







Da una parte vallate di un verde tropicale, distese di canne da zucchero e vegetazione rigogliosa, sembra quasi un mare d'erba; dall'altra è l'Oceano: impetuoso, scuro, incute rispetto.






Davanti a voi si apre all'improvviso una baia immensa: il verde sembra volersi tuffare in acqua, proprio nella ribollente spuma dei cavalloni oceanici, la spiaggia è costellata di enormi formazioni rocciose di curiose forme scolpite dall'azione incessante del vento, il tutto sotto un caldo e umido sole equatoriale, in balia degli scherzi di luce, di nuvoloni che si rincorrono, navi corsare all'arrembaggio.





























Siete a Barbados. Lo scenario è senz'altro degno di un romanzo di Salgari:  immaginatevi il vascello alla fonda in mezzo alla baia, con le lance a remi appena calate, il Capitano e la sua ciurma che rema fino a riva...
Tornate alla realtà, siamo nel ventunesimo secolo e vi state dirigendo verso una distilleria storica, anzi molto probabilmente la più antica del mondo: Mount Gay





Sappiamo che a Barbados si distillava Rum certamente dalla prima metà del XVII secolo, ma la prima distillazione certificata con documenti scritti riguardante Mount Gay  risale all'anno 1703 e come puntualizza il giovane Huges La Marié, International brand manager: "ciò fa di noi la più antica distilleria certificata al mondo; non a caso il nostro slogan è " The Rum that invented Rum" 




Adesso affrontate l'asfalto sinuoso attraversando una macchia di foresta, per poi scollinare tra canne da zucchero e praterie  ai piedi del monte Gilboa e improvvisamente si staglia davanti a voi lo stabilimento di Saint Lucy il centro miscelamento e invecchiamento di Mount Gay: due piccole ciminiere emettono un fumo nero, ovunque cataste di barili che hanno fatto il loro tempo






Sulla sinistra tre identici edifici bianchi con grandi bocche di areazione che garantiscono una costante ventilazione: sono le barricaie, all'interno delle quali vi trovate a passeggiare.
Tra due meravigliose, imponenti e profumate ali di barili, centinaia e centinaia per un'altezza di una decina di metri ( ecco a cosa puntavano quei pirati, altro che tesoro sepolto! ), vi guida il mastro miscelatore, l'artefice.





Vi racconta come prende in consegna il distillato di melassa, per plasmarlo infondendogli l'anima. Decide cioè quanto e come farlo riposare nelle barrique, e successivamente quali annate miscelare e come. E' nelle barrique di quercia che il futuro nettare affinerà le proprie qualità e le caratteristiche olfattive, gustative, visive e perfino tattili.Tutto ciò avviene grazie a uno scambio, anzi, a un doppio scambio: tra il legno vero e proprio della botte e il Rum, e tra il Rum e l'atmosfera esterna, agevolato dalla precedente vulcanizzazione della parete interna della botte, tramite utilizzo della fiamma ossidrica.






Il Rum dunque impregna le porosità del legno aprendo un canale di comunicazione  e acquisendo aromi e sentori della quercia, che conferirà, inoltre, quella legnosità, quella spina dorsale sulla base della quale verranno a definirsi man mano le salienze sensoriali del prodotto.
Al contempo viene arieggiato: durante la fase dell'invecchiamento infatti al Rum deve essere permesso di respirare, di ossigenarsi in modo di esprimere al meglio le peculiarità e di rilasciare una parte di alcol , composto estremamente volatile.. Evapora all'anno tra il 7 e il12% del prodotto contenuto all'interno delle barrique che vanno quindi rabboccate.







Ma l'influenza del mare si fa sentire anche sulle papille gustative, seppur quasi impercettibilmente: il sostrato del terreno è infatti calcareo, formato da sedimenti corallini che influenzano organoletticamente l'acqua delle falde che verrà utilizzata per la distillazione, e che ancora prima avrà nutrito le canne da zucchero.






Dal luogo di affinamento e nascita , all'habitat naturale del Rum Mount Gay : il Rum Shop. Ce ne sono oltre 150 a Barbados di questa sorta di capanne di legno dipinte di rosso con la scritta Mount Gay in giallo.






Non è un semplice Shop, e bar sarebbe quantomeno riduttivo, sull'isola i Mount Shop hanno una vera e propria funzione sociale, rappresentano dei punti di aggregazione per la gente che qui si ritrova, trascorre qualche ora in compagnia, ovviamente tra un Mount  Gay Eclips e Coca, un Silver e tonica  e un Mount Gay Mojito!






La storia di Barbados è legata dal XVII secolo inevitabilmente alla navigazione: inizialmente sulle rotte dei portoghesi diretti in Brasile, ma senza suscitare il loro interesse, fu colonizzata dagli inglesi, che intuirono il potenziale economico derivante dalla canna da zucchero. Per ogni nave che sbarcava schiavi dall'Africa, ne salpavano altre cariche di zucchero grezzo






Il ricordo che vi lascerà Barbados  ha il sapore di un Rum bevuto al tramonto, davanti a una rada di vele all'ancora






 Forse un po' Isola che non c'è, dove il sole scalda sempre, anche quando piove, dove la natura incontaminata e perfetta si alterna a campi da golf ed eleganti hotel e ristoranti degni di una colonia inglese.







Dove tutti sono sempre e comunque felici e sorridenti. Sarà per i 150 Rum Shop sparsi sull'isola?



(  Ho fatto questo viaggio alcuni anni fa,  il racconto che ne ho fatto è liberamente tratto da un articolo apparso su Libero del 2 giugno 2012)












venerdì 13 luglio 2012

Lennox



Lennox era un cane buono, non aveva mai fatto del male a nessuno,
è stato ucciso da una bestia  chiamata "uomo".


VERGOGNA!!!





giovedì 12 luglio 2012

Anniversario!




A Renato che dopo 28 anni è ancora il mio amore grande


"...e così
in questa immensità s'annega
il pensier mio 
e il naufragar mi è dolce
in questo mare"
( G. Leopardi )


martedì 10 luglio 2012

TUTTI INSIEME PER TIMBUCTU': UN POST DI MASSA PER SPARGERE LA VOCE E SPERARE NELLA SALVEZZA




" Jhon Ruskin, studioso del restauro e fondatore di quella che Camillo Boito definì " corrente ruinista " era convinto che i monumenti e le opere d'arte fossero un patrimonio collettivo appartenente a tutta l'umanità, intesa come coloro che sono, coloro che furono e coloro che verranno e che quindi, come tali, andassero conservati e preservati nella loro interezza e mai, per nessuna ragione, distrutti "


Se decidi di partecipare a questa campagna di sensibilizzazione copiando e pubblicando sul tuo blog questo post per favore facci sapere della tua adesione nello spazio dei commenti. 
Antonella e Audrey



domenica 8 luglio 2012

Euripide/ Il sacrificio per la collettività




Ifigenia in Aulide racconta il momento culminante della saga di Ifigenia, la giovane figlia di Agamennone che deve essere sacrificata ad Artemide per il successo della spedizione contro Troia.
Centro tematico del dramma è il sacrificio umano: nel momento stesso in cui sta per compiersi, Ifigenia scompare salvata dagli dei.
Nonostante il lieto fine, ciò che emana da questa tragedia dell'estrema maturità di Euripide è un angoscioso senso di debolezze e di precarietà della condizione umana, sottratta sia a un disegno provvidenziale divino sia al  dominio della ragione. La prefazione del volumetto è affidata a Eva Cantarella.


" Quello che Euripide vuol rappresentare nell'Ifigenia in Aulide è proprio la crisi dei vecchi valori e lo sbandamento di chi vi si adegua solo per calcolo personale e desiderio di potere.
( dalla prefazione di E.Cantarella )

Con Euripide e "Ifigenia in Aulide" interrompo, per il periodo estivo,  la pubblicazione dei post "I classici del pensiero libero/ greci e latini" che riprenderò regolarmente nel mese di Ottobre. 

Piemontesità

Piemontesità
" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")