domenica 15 gennaio 2017

Il mito di Cassandra: libertà di seduzione e libertà di pensiero










Cassandra, figlia del re di Troia Priamo, nella mitologia greca era una sacerdotessa talmente bella che di lei si innamorò anche il Dio Apollo, questi per conquistarla le diede il dono di poter predire il futuro.
Nonostante il regalo, Cassandra respinse l’amore del Dio che adirato la punì vanificando il suo stesso dono condannandola a non essere creduta.









Il mito rappresenta la profetessa che può conoscere il futuro ma non sarà mai ascoltata perché nessuno crederà alle sue profezie.
Apollo aveva avuto la presunzione di possedere ciò che non si poteva avere, ma quale Dio (uomo che rappresenta il potere) non è mai stato punito per questo, anzi rifiutato dalla sacerdotessa, che avrebbe dovuto rimanere vergine ed illibata, le lancia una maledizione che sarà anche la sua condanna.










Adirato Apollo compirà un gesto che è l’emblema del disprezzo: uno sputo.
Invece di baciare Cassandra, rimasta con la bocca aperta, Apollo le sputa dentro come ad unire il desiderio sessuale con l’atto di rifiuto per eccellenza, diretto alla bocca quale organo predisposto per l’oralità e la comunicazione.









Cassandra avrà il potere di prevedere ciò che accadrà, di sapere in anticipo gli eventi, e come essere umano non potrà resistere né esimersi dal dirlo agli altri, dal non mettere in allerta coloro che stanno per perdersi o avere delle perdite.
Annuncerà gli eventi negativi dal rapimento di Elena a quello, più famoso, del cavallo che entrando in Troia dentro di sé contiene i nemici che la distruggeranno.









Non creduta nei suoi presagi  sarà associata a qualcosa di malefico, di funesto e negativo, pertanto emarginata e considerata come pazza, delirante, poco importa se poi gli eventi si verificheranno realmente.










Cassandra rappresenta il mito della profetessa di sventure ed eventi nefasti, per tale motivo evitata ed emarginata, per timore, paura o per l’illusione di poter modificare gli eventi.
Spesso ci rendiamo conto di cosa ci potrebbe accadere, abbiamo la sensazione che qualcosa andrà storto,  percepiamo le sensazioni negative, eppure non le ascoltiamo sperando le cose possano cambiare o diventare quello che ci auspichiamo.
È il destino dei saggi, di coloro che sanno vedere lontano ed oltre, di coloro che riescono a decifrare i presagi sapendoli anticipare.
Il sapere e la conoscenza non sono dunque nulla se rimangono inascoltati.









Comunicare è tanto importante quanto ascoltare.

 La comunicazione deve essere costruttiva e fatta di reale ascolto, perché la comunicazione è qualcosa di più della mera recezione di un’osservazione, è una modifica del nostro sistema un feedback emotivo che ci cambia, ci muta e ci emoziona, ci fa pensare e ragionare.
Diversamente non avremo permesso all’emozione espressa attraverso il linguaggio di entrare in noi.








La maledizione di Cassandra sta soprattutto in questo nel non poter comunicare e nel non poter interagire con l’altro, rimanendo arida, improduttiva e sterile.
Non è semplice mutismo, è privazione dell’interrelazione, della capacità di rapportarsi e relazionarsi con gli altri e con il mondo esterno.









Apollo non ha condannato Cassandra al semplice mutismo, le ha dato la facoltà di percepire più del normale, prevedendo anche il futuro, mantenendo l’uso della parola, rimanendo dunque consapevole del fatto che gli altri la possono ascoltare ma sceglieranno di non sentirla, anzi la considereranno pazza e delirante per le sue insistenze soprattutto quando dovrà avvertirli del pericolo immane.
Una doppia tortura per chi professa e ha bisogno di comunicare ed interagire con l’altro: l’essere consapevoli di parlare rimanendo invece inascoltati.









“In principio a nessuno era permesso pensare liberamente;

ora è permesso, ma nessuno è più capace di farlo.

Oggi la gente vuole pensare solo ciò che si presume che essa voglia pensare,

e questa viene considerata libertà”

“Ciò di cui abbiamo bisogno, non è la libertà di stampa,

piuttosto abbiamo bisogno della libertà dalla stampa”

Oswald Spengler









 Il mito di Cassandra, la più bella delle figlie di Priamo, aiuta a comprendere il mondo dell’informazione. La storia è ben conosciuta. Come abbiamo visto  accadde che Apollo s’innamorasse perdutamente di Cassandra il cui nome in greco antico significa non a caso “colei/colui che intrappola gli uomini”. Non abbiamo alcuna informazione precisa di come siano andati i fatti – sempre che di fatti si possa parlare. Si tramanda che Cassandra si fosse promessa sposa ad Apollo arrivando a passare una notte nel suo tempio nonostante ben conoscesse la passione del Dio per lei. Secondo i resoconti del tempo, pare che tuttavia non gli si sia concessa. Per sedurla, il dio innamorato le regalò il dono della profezia che la ragazza accettò con entusiasmo e non smise di usare d’allora in poi. Presto Apollo si rese conto che Cassandra non aveva alcuna intenzione di giacere con lui. Il perfido dio non le tolse il dono che le aveva dato, ma pose su di esso la maledizione che nessuno avrebbe più creduto alle visioni della fanciulla. Un punto chiave della vicenda – spesso erroneamente trascurato – riguarda il fatto che la figlia di Priamo non rinunciò mai a profetizzare, non importa quanto frustrante fosse non essere mai creduta.









 Cassandra è di solito descritta come una triste e tragica eroina, crudelmente punita da un dio rancoroso. In effetti l’aver predetto qualcosa che poi si rivela vero aumenta la reputazione postuma, non importa quanto al momento si venga scherniti. D’altro lato però, si può a ragion veduta paventare l’ipotesi che nella vicenda Cassandra abbia qualche responsabilità, sia pure minore, poiché flirtare e accettare doni non è mai del tutto innocente. Se dunque Apollo si comportò come ogni altro maschio sciovinista, Cassandra, non di meno, si lasciò lusingare dal desiderio e dai doni di Apollo.









 Il mito di Cassandra lo si può leggere come una metafora dei giornalisti e degli opinionisti che civettano con il potere. Finché essi lavorano per un’organizzazione divina – entrano nel tempio di Delfi – si trovano nella condizione privilegiata di conoscere e interpretare i fatti chiave. Inoltre, tutti parlano di quanto essi proclamano. Non solo dicono la verità: di più, la creano!








 In questa posizione l’ego di taluni si gonfia e cominciano a pensare che si creda loro perché sono intelligenti e dicono le cose come davvero stanno e persino come dovrebbero essere. Arrivano a considerare se stessi come persone d’onore e incorruttibili avendo presto dimenticato l’iniziale civetteria con il potere che è alla base del loro successo. Questi giornalisti e opinionisti non comprendono che la loro capacità di elaborare con tempismo e arguzia i temi importanti non è il dono di un dio generoso, bensì una dichiarata transazione. Giornalisti e opinionisti i quali civettano con qualche potente dio sono facilmente sedotti dal potere. Trovano la libertà di esprimersi estremamente seducente e godono nel vedere le masse prestare attenzione alle loro parole. Essi effettivamente conoscono ciò che succede e succederà poiché nel tempio di Apollo il futuro lo si crea e i profeti sono gli inconsapevoli strumenti dei costruttori di futuro.








 Infatti, in una versione più elaborata del mito, durante la notte passata nel tempio, i serpenti leccano le orecchie di Cassandra la quale d’allora in poi riesce a sentire quello che gli altri non sentono. La metafora è facilmente comprensibile: gli dei serpenti permettono all’eletto di comprendere ciò che le persone normali ignorano. Ma questo dono serve a nulla se non è affiancato dal potere di diffondere le informazioni e di essere creduto. Appena giornalisti e scrittori prevedono un futuro diverso e indipendente, sono maledetti dal dio il quale rivendica il diritto a scegliere un futuro la cui principale caratteristica è l’aggiogamento totale degli esseri umani (vedi l’etimologia del nome Cassandra).








 Così come per Cassandra al tempio di Apollo arrivò il momento di decidere se concedersi al dio o conservare la purezza, anche giornalisti e opinionisti a un certo punto devono scegliere tra la libertà di parola e il piacere di essere ascoltati. Se scelgono la prima non saranno più creduti; se scelgono la seconda, potranno solo riportare la voce del dio. Se scrittori e opinionisti non civettassero con il potere, rimarrebbero puri, ma non conoscerebbero mai gli arcani delle cittadelle del potere. Cassandra non avrebbe mai ricevuto poteri profetici se non fosse entrata nel tempio e avesse concesso speranze ad Apollo. Si può essere puri e stupidi oppure corrotti e ben informati: tertium non datur. Ma se sei ben informato e puro, rappresenti un pericolo per cui non puoi che essere maledetto.








 La triste storia di Cassandra insegna che una banale breve relazione con il potere, per quanto non del tutto consumata, ti porta a perdere sia il potere sia la purezza. La conoscenza che ti rimane – che a te continua a sembrare un potente strumento per l’affermazione della verità (nonché del tuo ego) – si trasforma in uno strumento di tortura che usi contro te stesso per tutta la vita.





( Fonti: Corrado poli. Marilena Cremaschini )

10 commenti:

  1. Cara Antonella, molto interessante anche questo post, quante cose che non conoscevo,ora le so.
    Ciao e buona giornata cara amica con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. Grazie Tomaso, sono sempre felice di incontrarto.
      Ti auguro una felice serata.
      Antonella

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  2. Oggi non ci sono più Dei e profeti ma il mito persiste. Purtroppo ancora oggi ci sono persone che si arricchiscono speculando sulla fragilità umana e condizionano la vita delle persone fragili, facendogli credere di potere predire gli avvenimenti futuri.
    Felice fine settimana, un abbraccio
    enrico

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    1. Tocchi un tasto davvero interessante...quanta gente, soprattutto in questi momenti di crisi, si affida a veggenti e santoni vari facendosi plagiare e condizionare fino al punto di non essere più in grado di prendere una decisione anche minima senza prima ascoltare il " responso " delle carte e amenità varie.
      Ti auguro una felice serata.
      Antonella

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  3. Super mega bellissimo!!!!sagge parole... bravissima zia!!!!

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    1. Ciao Michela, sono contenta che hai letto e apprezzato. Brave soprattutto le mie fonti.
      Un abbraccio.
      Zia Anto

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  4. Proprio qualche giorno fa ho finito di leggere "Cassandra" della Wolf, una rivisitazione della storia della bella figlia di Priamo che diventa però il simbolo di tutte le voci femminili piegate dalla volontà maschile. Un libro stupendo, mi ha commosso tantissimo. Grazie a questo tuo articolo ho imparato di più sulla sua figura, non poi così lontana da noi.

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    1. No, non così lontana da noi, anzi, a mio parere, molto attuale.
      Non ho letto il libro della Wolf e tu mi hai fatto venire voglia di leggerlo, provvederò!
      Ti auguro una buona serata.
      Antonella

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  5. Ciao Antonella,
    un post direi superbo che racconta il mito di Cassandra in un modo differente e interessando rapportandolo ai giorni nostri, alla morale che questa storia vuol dare mostrando l'importanza della comunicazione. Degno di nota è il passo suoi nuovi profeti : giornalisti e opinionisti che tutto sanno e pensano di sapere o cercando di far credere di sapere. Non so su questo parte si potrebbe sviscerare l'argomento assieme
    un abbraccio e buona serata ;)

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    1. Dunque c'è un " Tra te & me " all'orizzonte! Che dire, ne sarei più che felice.
      Un grande abbraccio.
      Antonella

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Piemontesità

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" ...ma i veri viaggiatori partono per partire, s'allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo!..." ( C.Boudelaire da " Il viaggio")